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Lesione muscolare, Mozart rotto

Alessandro Bernini
<strong>RABBIA. </strong>Mozart (qui in azione contro Camoranesi) si blocca proprio mentre stava entrando in forma
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RABBIA. Mozart (qui in azione contro Camoranesi) si blocca proprio mentre stava entrando in forma

IL DOPO SIENA La settimana di sosta servirà per cercare nuove soluzioni viste le assenze. Knezevic ok

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LIVORNO. Parola d'ordine: soffrire. In campo e fuori. L'ultima mazzata arriva dagli esami medici ai quali è stato sottoposto ieri Mozart. Il responso dell'infortunio rimediato alla coscia a Siena è "lesione muscolare con ematoma del muscolo semimembranoso della gamba sinistra". Per lui tre settimane di stop a livello medico, ma la sosta rischia di far riperdere la condizione che pian piano il brasiliano stava ritrovando. E allora più che per Roma-Livorno del 25 o Livorno-Atalanta del 28, per il rientro si rischia di dover attendere Livorno-Inter dell'1 novembre.
Niente di grave per Knezevic che addirittura è già partito per la nazionale, mentre è confermata la distorsione al collaterale del ginocchio sinistro per Candreva e pure lui quasi sicuramente salterà Livorno-Palermo.
Filippini e Perticone invece torneranno in gruppo da domani mattina, quando il Livorno si ritroverà al Coni dopo due giorni di stop. Vista la sosta, è possibile che venga organizzata un'amichevole. Col Palermo ci sarà l'ennesimo centrocampo inedito, cercando di pescare tra i superstiti.
Novità. Da Siena si torna con un punto e la conferma che questa squadra ha un cuore grande dieci volte di più del Livorno che retrocesse con Orsi e Camolese.
Ma sarebbe da masochisti chiudere gli occhi davanti agli attuali problemi. Nei primi 38 minuti (in 11 contro 11) il Livorno non è quasi mai uscito dal guscio, proprio come successo a Bologna. Costruire gioco è sempre stato un problema contro le "piccole", quelle che non ti regalano spazi: vedi Cagliari, Bologna e Siena. Molto meglio con le "big", ma lì andare alla cassa è difficile per altre ragioni.
Ci sono dei limiti nell'organico e dei limiti nell'organizzazione di gioco. Ecco perché questa sosta va sfruttata bene per creare (se possibile) alternative. Poi è chiaro che non puoi chiedere a Pulzetti o Raimondi o Marchini di fare 10 cross a partita: non l'hanno mai fatto, forse non lo faranno mai. Ma qualche mossa Ruotolo deve studiarla.
Difficile invece criticare questi giocatori. A Siena sono usciti dal campo stremati, distrutti, ma nessuno ha tirato indietro la gamba. Mai. Da Lucarelli a Rivas (bravo davvero), da Moro a Pulzetti, da Tavano (che ha rincorso anche i centrocampisti) a Pieri, nessuno escluso. E i tifosi l'hanno capito. Non è tanto ma per ora aggrappiamoci a questa certezza: la squadra ha voglia di lottare.
Tavano, anno d'oro. Mentre Ciccio è ancora alla ricerca del gol perduto, le statistiche dicono che nell'anno solare è ancora nei primissimi posti dei gol segnati. Nella graduatoria stilata ieri c'è infatti in testa Totti con 24 reti segnate da gennaio in 28 partite ufficiali, una media ragguardevole di 0,80. Alle sue spalle Giampaolo Pazzini (21 gol in 31 partite), a seguire troviamo con 17 reti Milito (Genoa-Inter) in 25 partite, Mastronunzio (Ancona) in 33 e appunto Ciccio Tavano che di gare nel 2008 ne ha giocate per ora 35.
Perché adesso si è bloccato? In A, come già detto, gli viene concesso mezzo metro meno per partire e mezzo secondo meno per pensare. In più non dimentichiamoci che lo scorso anno c'era un certo Diamanti che ogni partita lo metteva almeno un paio di volte davanti alla porta.
Altro servizio a pag. 16

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