Il Tirreno

Livorno

Livorno Calcio

Il Livorno ritrova un amico: il 3-5-2

Alessandro Bernini
Il Livorno ritrova un amico: il 3-5-2

L'idea ha diversi padri: il presidente Spinelli, alcuni giocatori e nelle ultime ore anche lo staff tecnico. Ricordate il vecchio, glorioso, 3-5-2 sul quale il Livorno ha costruito le sue fortune negli ultimi anni? Ebbene, questo modulo sta per essere rispolverato dalla soffitta e forse è giusto che sia così.

3 MINUTI DI LETTURA






LIVORNO. L'idea ha diversi padri: il presidente Spinelli, alcuni giocatori e nelle ultime ore anche lo staff tecnico. Ricordate il vecchio, glorioso, 3-5-2 sul quale il Livorno ha costruito le sue fortune negli ultimi anni? Ebbene, questo modulo sta per essere rispolverato dalla soffitta e forse è giusto che sia così. È qualcosa in più di un'idea, è un progetto sul quale Russo e Ruotolo potrebbero lavorare già da oggi quando la squadra tornerà ad allenarsi in vista della partita di Siena.
Summit a Genova. Intanto la notizia fresca: ieri c'è stato un summit a Genova tra Aldo Spinelli e Gennaro Ruotolo. Il presidente ha voluto una relazione chiara su certe scelte (Spinelli ad esempio, contro la Fiorentina, voleva Galante e non Diniz al posto di Perticone) e ha chiesto se questo modulo a due punte più Candreva così alto non fosse troppo sbilanciato per il Livorno. E si è parlato dell'idea di presentare un Livorno col 3-5-2, con l'ipotesi addirittura di una sorta di 3-5-1-1 con Candreva più un attaccante.
Il Dna. Segnali di una svolta, forse di un ritorno alle origini. Negli anni sono passati i giocatori, eppure questo 3-5-2 è sempre un po' rimasto nel dna della squadra. Jaconi, Mazzarri e Donadoni sono stati i tecnici che hanno scolpito il modulo sulla maglia amaranto, regalandoci gioco, vittorie e promozioni.
E poi non dimentichiamoci che questa squadra era stata costruita per supportare un tridente Lucarelli-Tavano-Diamanti, dunque gli esterni di centrocampo (il sale del 4-4-2) dovevano solo far legna e non proporsi.
Ipotesi 3-5-2. Ma qual'è il progetto? Il nuovo modulo potrebbe regalare tre grossi vantaggi. 1) tre centrali in difesa e dunque più solidità dietro. 2) meno strada da fare nell'arco dei 90 minuti per gli esterni e dunque la possibilità di proporsi in appoggio (e al cross) con più frequenza. 3) meno distanza tra i centrocampisti e le punte.
Gli uomini devono sceglierli Ruotolo e Russo, nello schema abbiamo indicato solo una possibile soluzione, fermo restando che anche Marchini può fare benissimo l'esterno. In difesa c'è fuori Perticone (a meno di un recupero clamoroso) ed è quasi sicuro il debutto di Rivas.
La grinta c'è. Una mossa tattica serve. Perché il problema non è nel carattere di questa squadra. Anzi.
Ripensate per un attimo al Livorno di Arrigoni (e Mazzone), di Orsi (e Camolese) ma anche a quello che lo scorso anno ha vinto il campionato di B: nessuna di questa squadra aveva la grinta che per ora ci hanno dimostrato gli undici scesi in campo in queste prima sei partite, da Moro a Perticone, da Raimondi a Mozart, da Lucarelli a Marchini, fino a quel Pulzetti che non sta mai tirando indietro la gamba.
Anche per questo i tifosi devono stare al fianco del Livorno. Che avrà dei limiti tecnici ma combatte, come ci è sempre piaciuto per chi va in campo con la maglia amaranto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana