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«Puntate su di me»

Aldo Montano, 31 anni
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Aldo Montano, 31 anni

Tifoso sanguigno del Livorno, ma anche di se stesso. Dice sicuro: «Scommetterei un euro più sulla mia vittoria ad Antalya che sulla salvezza degli amaranto. Punterei su di me non per demeriti altrui ma perchè mi conosco...»

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LIVORNO. Tifoso sanguigno del Livorno, ma anche di se stesso. Dice sicuro: «Scommetterei un euro più sulla mia vittoria ad Antalya che sulla salvezza degli amaranto. Punterei su di me non per demeriti altrui ma perchè mi conosco...». Deciso e, perchè no, magro al punto giusto, Aldo Montano è pronto a giocare le sue carte ai Mondiali turchi: le eliminatorie della sciabola maschile sono in programma il 2 ottobre, le finali il 5. Un tabellone faticoso che però non fa venire crisi di panico all'olimpionico: «Ci sono delle buone possibilità - ammette - La stagione è andata molto bene e sto venendo fuori dai soliti acciacchi, uno strappo al gluteo rimediato ad aprile e poi a Padova in Coppa del Mondo. Ho fatto fisioterapie e ora sto spingendo: se non succede qualcosa da qui a quindici giorni, arriverò bene all'appuntamento. E sarebbe l'ora che stessi bene, visto che sono arrivato con la pubalgia a Pechino e dilaniato a San Pietroburgo».
Nonostante i guai fisici, però, Montano è tornato a casa dalla Cina con il bronzo a squadre e dai Mondiali russi con un argento individuale e un bronzo a squadre. Niente male per un campione che, in questa Coppa del Mondo, è terzo in classifica generale con i successi di Atene, Tunisi e Dallas. «Non mi nascondo, all'oro ci credo - prosegue - con la consapevolezza, però, che il mondiale è una gara misteriosa. Per quanto mi riguarda ho fatto il massimo, mi sono allenato senza saltare una seduta».

C'è di più: ha fatto anche la spola con la Cina per lavorare con il suo storico ct, Bauer, e in uno di quegli stage ha anche battuto il campione di Pechino, Zhong Man, 15-13. Solo un'amichevole che non fa testo ma che racconta di un Montano lontano anni luce dall'atleta sfiduciato che voleva abbandonare per lavorare nel cantiere di famiglia. Cantiere in cui già lavora ma non a tempo pieno: forse ciò avverrà dopo Londra, ma dall'azzurro c'è sempre da aspettarsi di tutto. Anche un ritorno in tv dopo le esperienze (non sempre felici) dei reality: «Proposte ce ne sono, però vedremo se farò ancora qualcosa da qui a Londra. Il passaggio in tv di uno sportivo è sempre un messaggio positivo e non credo incida sulle mie prestazioni il fatto che i giornali e il piccolo schermo si occupino di meno del sottoscritto. Una vacanza dalla propria attività però è consigliabile a chiunque: la Coppa del Mondo è da gennaio a luglio, è impossibile restare concentrati per sette mesi su dodici gare».

Montano è uno degli alfieri di una squadra azzurra ormai non più giovanissima dal punto di vista anagrafico. Un problema che lui non sottovalutata: «In un periodo di crisi per gli sport di squadra azzurri, noi il nostro bottino lo portiamo sempre. Mi auguro che sia così anche in futuro: servono investimenti nel settore giovanile che portino ad un ricambio generazionale prima della fine del ciclo. Invece io, a 31 anni, sono più giovane di tanti altri. Arriveremo a Londra, poi si dovrà azzerare per ripartire con un gruppo diverso».

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