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«Bene, e possiamo migliorare»

<strong>CHANCE. </strong>Tavano al tiro, Marchetti para
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CHANCE. Tavano al tiro, Marchetti para

Poche azioni gol e pochi pericoli: il tecnico si accontenta

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LIVORNO. Se le parole sono il distillato della mente Vittorio Russo - un signore che debutta da capo allenatore in serie A a settant'anni - dentro di sé deve essere contento anche per questo pareggio. «Partita intensa di tutte e due le squadre, penso che il Livorno abbia fatto una buonissima prestazione. Il Cagliari ha cambiato poco rispetto all'anno scorso, non ha più Acquafresca ma questo Cossu che gioca fra le linee pensavamo che potesse metterci in difficoltà, cosa che invece non è successa più di tanto. Abbiamo disputato un primo tempo a grandissima velocità, poi nella ripresa il caldo e la fatica si sono fatti sentire, ma sono soddisfatto del risultato. Signori, abbiamo gli stessi punti dell'Inter...».

È una battuta, ovvio. Ma Vittorio Russo torna serio quando gli viene fatto il nome di Alex Diamanti. Resterà? «Io non mi occupo di budget né di scelte societarie. Tecnicamente parlando Diamanti per noi è un plusvalore. Un giocatore che regala emozioni, fa giocate importanti, sa anche mettersi al servizio della squadra. Io parlo da allenatore: per me resta al Livorno».

Il tridente offensivo e il centrocampo: Vittorio Russo ha parole positive per tutti. «Mi è piaciuto l'atteggiamento complessivo della squadra. I ragazzi ce l'hanno scritto nel Dna, ma dovranno metterselo anche in testa. Abbiamo fatto delle ripartenze interessanti come in Coppa Italia contro il Torino, per me è uno zero a zero pieno di succo. Diamanti, Tavano e Lucarelli a turno sono rientrati a dare una mano in copertura, hanno accettato di sacrificarsi per non danneggiare gli equilibri della squadra. È vero, le occasioni da rete sono state poche, ma anche di pericoli non ne abbiamo corsi più di tanto. Anche i difensori si sono comportati bene: sulle palle inattive il Cagliari ha avuto la prevalenza nei duelli aerei, però non è che di testa abbiano creato pericoli particolari. Ripeto: il Livorno mi è piaciuto, anche se siamo alla prima di campionato e certi meccanismi sono da perfezionare. Un esempio: quando perdiamo palla sulla trequarti bisogna rientrare con più giocatori possibile oltre la linea della palla».

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