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Tomas-Lucarelli a bersaglio
Giorgio Billeri
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A sinistra, un tiro di Lucarelli Sotto, RuotoloAll'ultimo momento si ammala Tavano e salta il tridente Apuani pericolosi con Trabace
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CARRARA. Questo tridente è come il matrimonio manzoniano: non s'ha da fare. Tutti aspettano la troika d'attacco che dovrebbe fare le fortune del Livorno, invece un banale acciacco estivo - stavolta tocca a Ciccio Tavano, faringo-otite, oggi riprende a lavorare - rimanda ancora il varo dello schema, sospirato come un appuntamento con una bella donna. I bomber, comunque, non tradiscono e continuano a cibarsi di gol: Danilevicius e Lucarelli replicano la serata di Rosignano e il Livorno passa anche a Carrara, anche se con qualche affanno di troppo dietro.
Il test dei «Marmi» diventa un laboratorio tattico a cielo aperto, con Russo nelle vesti di alchimista con il suo 4-3-1-2 a tratti convincente davanti a una Carrarese fresca, battagliera a dispetto dell'acne giovanile (età media di poco superiore ai 20 anni) che si batte senza timore, con proprietà di palleggio (già avanti l'opera di assemblaggio di Mango) e anzi, al 5' con Granito confeziona una ripartenza al cianuro con un destro che si perde sopra la traversa. Il Livorno consegna a Candreva le chiavi del centrocampo (fresco orfano di Loviso), regista basso protetto dai giannizzeri Bergvold e Pulzetti, Raimondi sta sulle sue in copertura, Pieri attacca di più e quuando l'ex doriano parte per il cross l'architrave tattica della Carrarese inizia a scricchiolare. Per tre volte si vede Lucarelli, già brillante: prima manca il tap in su respinta corta del portierino Giarnera (19 anni, bravo), poi colpisce la traversa in elevazione (29') e un palo da fuori area al 32'. Al Livorno, ritrovato sotto il profilo della manovra, manca ancora la velocità, il guizzo ti sposta le partite.
Diamanti va a sprazzi, per fortuna c'è un Tomas bomber d'estate, che non si vede troppo ma c'è, eccome, quando conta: è il lituano, al 39', a sfruttare un cross di Lucarelli per infilare di destro da sottomisura. Un gol «facile», glaciale, quello che ogni allenatore vorrebbe: concretezza allo stato puro. All'alba della ripresa il raddoppio amaranto griffato Lucarelli: maliziosa punizione di destro, parabola liftata che muore nell'angolo con evidente compartecipazione di Dessena.
Russo si arrabbia, e di brutto, sette minuti dopo quando un'amnesia collettiva della difesa (Grandoni-Miglionico) consegna all'incredulo Trabace un bignè da scartare e inviare alle spalle di De Lucia: 1-2. Lo stesso Trabace, all'altezza del 22', chiama Bardi alla paratona. Poi è accademia.
CARRARESE 1, LIVORNO 2
CARRARESE: Giarnera (46' Dessena); Russo, Trabace (77' Santella), Vincenzi, Vaira; Volpini (46' Bigazzi), Camilli (85' Dughetti), Torromino (46'Bonfanti), Falivena; Granito (65' Doretti), Bariti (46' Sicignano). Allenatore Mango.
LIVORNO: De Lucia (60' Bardi); Raimondi, Diniz (46' Grandoni), Miglionico (60' Galante), Pieri (46' Di Bella); Pulzetti (46' Filippini), Candreva (80' Simeoni), Bergvold (46' Marchini); Diamanti (60' Perticone), Lucarelli (60' Dionisi), Danilevicius (46' Cellerino). Allenatore Russo.
ARBITRO: Bergonzi di Genova (Scherone-Tasso).
RETI: 39' pt Danilevicius, 1' st Lucarelli, 8' st Trabace.
Il test dei «Marmi» diventa un laboratorio tattico a cielo aperto, con Russo nelle vesti di alchimista con il suo 4-3-1-2 a tratti convincente davanti a una Carrarese fresca, battagliera a dispetto dell'acne giovanile (età media di poco superiore ai 20 anni) che si batte senza timore, con proprietà di palleggio (già avanti l'opera di assemblaggio di Mango) e anzi, al 5' con Granito confeziona una ripartenza al cianuro con un destro che si perde sopra la traversa. Il Livorno consegna a Candreva le chiavi del centrocampo (fresco orfano di Loviso), regista basso protetto dai giannizzeri Bergvold e Pulzetti, Raimondi sta sulle sue in copertura, Pieri attacca di più e quuando l'ex doriano parte per il cross l'architrave tattica della Carrarese inizia a scricchiolare. Per tre volte si vede Lucarelli, già brillante: prima manca il tap in su respinta corta del portierino Giarnera (19 anni, bravo), poi colpisce la traversa in elevazione (29') e un palo da fuori area al 32'. Al Livorno, ritrovato sotto il profilo della manovra, manca ancora la velocità, il guizzo ti sposta le partite.
Diamanti va a sprazzi, per fortuna c'è un Tomas bomber d'estate, che non si vede troppo ma c'è, eccome, quando conta: è il lituano, al 39', a sfruttare un cross di Lucarelli per infilare di destro da sottomisura. Un gol «facile», glaciale, quello che ogni allenatore vorrebbe: concretezza allo stato puro. All'alba della ripresa il raddoppio amaranto griffato Lucarelli: maliziosa punizione di destro, parabola liftata che muore nell'angolo con evidente compartecipazione di Dessena.
Russo si arrabbia, e di brutto, sette minuti dopo quando un'amnesia collettiva della difesa (Grandoni-Miglionico) consegna all'incredulo Trabace un bignè da scartare e inviare alle spalle di De Lucia: 1-2. Lo stesso Trabace, all'altezza del 22', chiama Bardi alla paratona. Poi è accademia.
CARRARESE 1, LIVORNO 2
CARRARESE: Giarnera (46' Dessena); Russo, Trabace (77' Santella), Vincenzi, Vaira; Volpini (46' Bigazzi), Camilli (85' Dughetti), Torromino (46'Bonfanti), Falivena; Granito (65' Doretti), Bariti (46' Sicignano). Allenatore Mango.
LIVORNO: De Lucia (60' Bardi); Raimondi, Diniz (46' Grandoni), Miglionico (60' Galante), Pieri (46' Di Bella); Pulzetti (46' Filippini), Candreva (80' Simeoni), Bergvold (46' Marchini); Diamanti (60' Perticone), Lucarelli (60' Dionisi), Danilevicius (46' Cellerino). Allenatore Russo.
ARBITRO: Bergonzi di Genova (Scherone-Tasso).
RETI: 39' pt Danilevicius, 1' st Lucarelli, 8' st Trabace.
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