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Basket, la voce di Castelli
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Valterio Castelli, ex presidente di Basket Livorno«Io ho venduto le quote a una società che non ha niente e che vedere con il nostro gruppo» sostiene l'ex presidente amaranto
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LIVORNO. L'assemblea straordinaria dei soci convocata per il 13 luglio da Basket Livorno e andata in bianco per mancanza del quorum necessario (erano presenti solo la Livorno Sport, che detiene il 5% delle quote, e Maurizio Polini, 10%) ha indotto l'ex presidente e azionista di maggioranza Valterio Castelli a inviarci una lettera di precisazione per rappresentare il suo punto di vista.
Il comunicato. «Il 15 dicembre 2008 - dice Castelli - prima delle mie dimissioni da presidente è stato stipulato un accordo fra i soci del Basket Livorno e il Comune di Livorno con il quale oltre agli impegni che il Comune prendeva con i soci, amministratori e sindaci del Basket Livorno c'era una clausola per la quale i Soci o i terzi, che subentravano quali nuovi soci, si impegnavano in caso di assemblea straordinaria su argomenti come quelli all'o.d.g. dell'assemblea del 13 luglio, a dare delega di rappresentanza alla Livorno Sport affinché questa potesse deliberare in piena autonomia e così penso sia stato fatto, ottemperando di fatto all'accordo siglato. Riguardo alla partecipazione della TD Group al Basket Livorno voglio sottolineare che la nostra partecipazione è stata venduta a nuovi imprenditori che niente hanno a che vedere con il nostro gruppo».
La replica. Giorgio Costella, liquidatore della Livorno Sport, contesta subito la prima affermazione di Castelli: «La Livorno Sport - dice - il 15 dicembre 2008 non ha firmato alcun accordo. E poi la delega è un atto ricettizio, deve essere accettata e non imposta. Inoltre, vista l'importanza degli argomenti all'ordine del giorno nell'assemblea del 13 luglio scorso, era bene che anche gli altri soci fossero presenti...».
L'intreccio. È vero che Valterio Castelli in data 23/12/2008 ha ceduto il suo 60% di azioni di Basket Livorno alla GNI srl, i cui proprietari sono Paolo Presi (47 anni, Pistoia) e Fabio Bruni (46 anni, Lamporecchio). «Nuovi imprenditori che niente hanno a che vedere con il nostro gruppo», li definisce il signor Castelli. Ma Paolo Presi, commercialista, è sindaco revisore della TD Nuove Tecnologie Spa con sede a Cagliari, che secondo le visure camerali è di proprietà di Esa System Srl (società che insieme a TD Group Spa ha venduto le proprie quote dentro Basket Livorno a GNI srl) e di Tosco Dati Firenze srl, cioè la società madre da cui si è originato TD Group. Da un punto di vista formale, dunque, Valterio Castelli ha ragione ma nella sostanza i legami con la GNI srl esistono.
Poi nasce spontanea una domanda: perché GNI srl ha accettato di prendersi in carico una situazione di così palese difficoltà economica come quella di Basket Livorno?.
Lodo Petrucci. Dalla Fip, intanto, arriva una novità: anche il basket ha recepito i contenuti del "lodo Petrucci", istituito nel calcio per non cancellare dalla geografia dei campionati società e piazze con un passato glorioso. Livorno, dunque, potrebbe ripartire da una categoria sotto quella a cui aveva diritto, cioè la serie A dilettanti (la ex B1). Una possibilità da non trascurare, sempre che in città qualche imprenditore ne comprenda il significato.
Morosità. Nell'art. 125 del Regolamento Organico la Fip stabilisce che "il consiglio federale, in caso di morosità derivante da lodi arbitrali e non estinta, può ricorrere all'esercizio dell'azione giudiziaria nei confronti dei responsabili". Un comma chiarissimo.
Il comunicato. «Il 15 dicembre 2008 - dice Castelli - prima delle mie dimissioni da presidente è stato stipulato un accordo fra i soci del Basket Livorno e il Comune di Livorno con il quale oltre agli impegni che il Comune prendeva con i soci, amministratori e sindaci del Basket Livorno c'era una clausola per la quale i Soci o i terzi, che subentravano quali nuovi soci, si impegnavano in caso di assemblea straordinaria su argomenti come quelli all'o.d.g. dell'assemblea del 13 luglio, a dare delega di rappresentanza alla Livorno Sport affinché questa potesse deliberare in piena autonomia e così penso sia stato fatto, ottemperando di fatto all'accordo siglato. Riguardo alla partecipazione della TD Group al Basket Livorno voglio sottolineare che la nostra partecipazione è stata venduta a nuovi imprenditori che niente hanno a che vedere con il nostro gruppo».
La replica. Giorgio Costella, liquidatore della Livorno Sport, contesta subito la prima affermazione di Castelli: «La Livorno Sport - dice - il 15 dicembre 2008 non ha firmato alcun accordo. E poi la delega è un atto ricettizio, deve essere accettata e non imposta. Inoltre, vista l'importanza degli argomenti all'ordine del giorno nell'assemblea del 13 luglio scorso, era bene che anche gli altri soci fossero presenti...».
L'intreccio. È vero che Valterio Castelli in data 23/12/2008 ha ceduto il suo 60% di azioni di Basket Livorno alla GNI srl, i cui proprietari sono Paolo Presi (47 anni, Pistoia) e Fabio Bruni (46 anni, Lamporecchio). «Nuovi imprenditori che niente hanno a che vedere con il nostro gruppo», li definisce il signor Castelli. Ma Paolo Presi, commercialista, è sindaco revisore della TD Nuove Tecnologie Spa con sede a Cagliari, che secondo le visure camerali è di proprietà di Esa System Srl (società che insieme a TD Group Spa ha venduto le proprie quote dentro Basket Livorno a GNI srl) e di Tosco Dati Firenze srl, cioè la società madre da cui si è originato TD Group. Da un punto di vista formale, dunque, Valterio Castelli ha ragione ma nella sostanza i legami con la GNI srl esistono.
Poi nasce spontanea una domanda: perché GNI srl ha accettato di prendersi in carico una situazione di così palese difficoltà economica come quella di Basket Livorno?.
Lodo Petrucci. Dalla Fip, intanto, arriva una novità: anche il basket ha recepito i contenuti del "lodo Petrucci", istituito nel calcio per non cancellare dalla geografia dei campionati società e piazze con un passato glorioso. Livorno, dunque, potrebbe ripartire da una categoria sotto quella a cui aveva diritto, cioè la serie A dilettanti (la ex B1). Una possibilità da non trascurare, sempre che in città qualche imprenditore ne comprenda il significato.
Morosità. Nell'art. 125 del Regolamento Organico la Fip stabilisce che "il consiglio federale, in caso di morosità derivante da lodi arbitrali e non estinta, può ricorrere all'esercizio dell'azione giudiziaria nei confronti dei responsabili". Un comma chiarissimo.
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