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Una muraglia amaranto

Luciano De Majo
Tre coreografie entrate nella storia del tifo amaranto: a fianco, la festa per la serie A del 2004; a destra la spedizione a San Siro con la bandana anti-Silvio; sotto, la promozione in serie B del 2002
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Tre coreografie entrate nella storia del tifo amaranto: a fianco, la festa per la serie A del 2004; a destra la spedizione a San Siro con la bandana anti-Silvio; sotto, la promozione in serie B del 2002

In curva nord gli ultras hanno speso 5mila euro per la coreografia

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LIVORNO. Chi ha qualcosa di amaranto in casa lo tiri fuori e lo porti allo stadio. E' la raccomandazione del tifo amaranto: curve, gradinata e tribuna stasera saranno uniti da un solo colore, quello della maglia del Livorno. «Amaranto - scriveva Nando Dalla Chiesa nel suo libro dedicato a Armando Picchi - in greco antico significa "che non appassisce». Allo stesso modo, stasera l'incitamento per il Livorno non avrà fine.

E siccome una finale di playoff è la madre di tutte le partite, un'occasione da "dentro o fuori", dove l'equilibrio nervoso sarà decisivo, stasera le squadre di Livorno e Brescia quando saliranno gli scalini che dal sottopassaggio conducono al terreno di gioco, si troveranno davanti un muro straordinario. Un muro amaranto.

Curva nord. Da sempre è quello il settore dove il cuore del tifo amaranto batte più forte. E stasera i tre gruppi che si danno da fare in curva saranno uniti. Anzi, lo sono stati anche in questi giorni quando hanno preparato la scenografia che - in questi casi è ovvio - rimane top secret nelle sue caratteristiche. Si chiamano "Livornesi", "Visitors"e "1312" i collettivi di tifosi che hanno assunto ormai da tempo la gestione del tifo in curva nord. Ogni gruppo fa vita a sé e ha una mentalità diversa dall'altro, ma questa volta c'è un interesse supremo: la possibilità di tornare in serie A. E sull'altare di questo obiettivo, ecco che gli sforzi si sono concentrati e uniti. Sforzi anche economici: per mettere su la coreografia di stasera vengono spesi 5mila euro. Una bella sommetta, che gli ultrà contano di recuperare attraverso una sottoscrizione fra tifosi, come succedeva ai tempi d'oro del tifo amaranto: i gruppi di dirigenti ultras che si dividono i settori, passano fra i gradoni della curva e trovano i soldi per pagare la coreografia. «Non abbiamo chiesto niente a nessuno, non abbiamo avuto aiuti dalla società», sussurrano con un certo orgoglio in curva. Ogni parte della "Nord" avrà il suo compito e saprà come comportarsi, al momento opportuno, per colpire tutti coloro che andranno allo stadio per assistere a questa finale. La curva, insomma, annuncia sorprese. E' pronta a stupire tutti con effetti speciali. A ribadire, con i fatti, che sarà il dodicesimo uomo in campo della squadra di Ruotolo.

Gradinata. E' il regno dei club amaranto. Il centro di coordinamento sta cercando di convincere ogni singolo club a tappezzare lo stadio con quanti più striscioni sarà possibile portare. «Non possiamo promettere niente - dice Paolo Venturi, presidente del Centro di coordinamento dei club amaranto - anche perché abbiamo a che fare con un pubblico piuttosto difficile, come quello che frequenta la gradinata. Coinvolgerlo è anche possibile, sull'onda dell'entusiasmo, ma non ce la sentiamo di dare istruzioni a questi spettatori». Venturi ricorda quello che successe quando il Livorno fu promosso in B: «Realizzammo una grande C e una grande B, ai due lati della gradinata. E una caravella amaranto che doveva passare da un settore all'altro, simboleggiando la traversata della squadra da una categoria all'altra. Ebbene, quella nave affondò dopo pochi metri...».

Battute a parte, il presidente del Centro di coordinamento rinnova l'appello a riempire lo stadio coi colori sociali del Livorno. «Vogliamo che tutti portino qualcosa di amaranto: bandiere, sciarpe, striscioni, magliette, qualunque oggetto ricordi i colori che tutti noi amiamo e sosteniamo è ben accetto», dice Venturi. Che conclude: «Sappiamo che mai come questa volta l'apporto del pubblico è indispensabile. Dobbiamo essere noi a sospingere la squadra verso il sogno della serie A».

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