Livorno, la mamma “in sopralluogo” alla scuola occupata: «Gioventù educata e responsabile, fiera di questi ragazzi» – Il racconto dal Cecioni
La signora, mamma di due studenti del liceo, ha inviato una lettera al Tirreno: «Ciò che mi ha sconvolta più di tutto è stato lo stato pietoso dell’edificio, una struttura veramente fatiscente»
LIVORNO. Una madre inizialmente preoccupata. Che va a verificare coi propri occhi. Per poi definirsi «una mamma orgogliosa della migliore gioventù». È un bel racconto, concreto e reale, quello inviato al Tirreno di una mamma di due studenti del liceo Cecioni, istituto in occupazione da lunedì scorso. «Mio figlio maggiore - fa il quadro - sta partecipando attivamente all’occupazione del liceo Cecioni. L’organizzazione e la preparazione di questa iniziativa hanno richiesto settimane di lavoro e sono state affrontate con grande serietà. C’è persino un servizio di sicurezza composto da una ventina di ragazzi che controllano gli ingressi e le uscite».
La preoccupazione iniziale
Fa la cornice. Ha ascoltato dietro le quinte le fasi della preparazione. Ma sa bene che la realtà potrebbe essere un’altra: è un genitore. Si preoccupa. Come è normale che sia. E allora non si limita ad "ascoltare", ma chiede di vedere coi propri occhi.«All’inizio ero un po’ preoccupata, ma proprio per questo l’altro ieri, di sera, ho chiesto a mio figlio di poter entrare e vedere con i miei occhi». Così è. E la madre labronica racconta.«All’unico cancello aperto c’erano quattro ragazze che chiedevano ai minorenni la delega dei genitori: senza autorizzazione non è possibile entrare durante la notte - e va avanti con la descrizione della sua "visita" - Siamo poi saliti dalle scale esterne. Tutti i laboratori sono chiusi a chiave e alcuni piani sono stati bloccati per evitare che le persone si disperdessero troppo».
«Atmosfera serena»
E si rispetta il patto fatto con la dirigenza scolastica, ovvero la tutela di alcuni ambienti speciali o potenzialmente pericolosi.«Ho incontrato un bel gru
ppo di amici di mio figlio e, naturalmente, anche la rappresentante d’istituto: una ragazza con le idee molto chiare. L’atmosfera era serena, positiva e piena di energia, nonostante la protesta fosse tutt’altro che leggera».La mamma dei due studenti sa bene i motivi della protesta. È un genitore che partecipa. E che vuole raccontare la propria testimonianza. Un modo anche per bypassare luoghi comuni e stereotipi.«Ho voluto scrivere queste righe perché in televisione e sui media si parla spesso di maranza, di giovani violenti e senza valori. L’altra sera, invece, ho visto con i miei occhi una realtà completamente diversa: una gioventù educata, organizzata, responsabile e desiderosa di farsi sentire, di impegnarsi e di dare il meglio di sé».
«Stato pietoso dell’edificio»
Dall’altra parte la mamma viene, comunque, colpita da qualcosa durante la sua visita. E sviscera anche questo aspetto. «Ma ciò che mi ha sconvolta più di tutto è stato lo stato pietoso dell’edificio: porte dei bagni sfondate, finestre che non si chiudono e altre che non si possono nemmeno aprire per il rischio che crollino. Una struttura veramente fatiscente».
I temi che la mamma tocca tornano anche con alcune delle richieste precise fatte dagli studenti del liceo nel loro documento di protesta. Destinatari sono il dirigente Rino Bucci e la Provincia, che tra la sue mansioni, ha quella della manutenzione edilizia degli istituti superiori cittadini. «Appoggio con tutto il cuore questa protesta, non soltanto per le condizioni inaccettabili della scuola, ma soprattutto per il futuro di un’intera generazione e del nostro Paese - ribadisce la donna - La società si basa sul lavoro, è vero. Ma senza un’istruzione adeguata, quale futuro lavorativo possiamo offrire ai nostri ragazzi? E quale futuro possiamo immaginare per l’Italia? Auguro il meglio a tutti gli studenti che stanno portando avanti questa protesta: quelli del liceo Cecioni, dell’Enriques e del Niccolini-Palli e di tutti gli altri istituti».E chiude: «Spero davvero che la vostra iniziativa e la vostra voglia di costruire un futuro migliore possano ottenere risultati concreti. Una madre orgogliosa della migliore gioventù».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=e2622a5)