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Livorno riscopre le Bibite Corallo: scorte esaurite in pochi giorni e 24 locali nel club – Così si aiutano le Terme

di Francesca Suggi
Livorno riscopre le Bibite Corallo: scorte esaurite in pochi giorni e 24 locali nel club – Così si aiutano le Terme

A Livorno le Bibite Corallo tornano in 24 attività: spuma, aranciata e cola sostengono il recupero delle Terme

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LIVORNO. Una storia che rinasce. Un locale alla volta. Sono già 24 tra bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie e anche una farmacia cittadina le attività entrate nel “Club Corallo”. Con scorte andate esaurite in pochi giorni, rifornimenti in arrivo e circa 4mila euro già raccolti e destinati alla riqualificazione delle Terme. Spuma bionda, Aranciata Preziosa e Corallo Cola: la città riabbraccia le sue bibite leggendarie.

Bibite Corallo, il progetto per recuperare le Terme di Livorno

I clienti sono sempre di più, così come le realtà commerciali che chiedono di essere parte del maxi progetto no-profit di rinascita che ha come fine quello di trovare risorse da destinare al recupero di quelle che erano le Acque della Salute, in accordo con l’amministrazione.

«Le bibite piacciono e incuriosiscono: le persone vogliono conoscere il progetto e saperne di più sulle Terme. Attraverso i nostri segnalibri e sottobicchieri, e grazie allo staff dei locali che racconta l’iniziativa, una degustazione diventa anche un’occasione per entrare nel mondo delle Terme del Corallo. La risposta è stata immediata», fa la cornice Simone Nannipieri, presidente di Enoturistica che insieme all’associazione Terme del Corallo e Confesercenti sono le menti di questo percorso di rinascita, gusto, identità. Di una bevanda che è storia.

Un marchio storico legato alle Terme del Corallo

Nei primi decenni del ’900 il marchio Bibite Corallo ha rappresentato non solo un’eccellenza locale, ma anche un simbolo di stile e di gusto legato alle Terme, uno dei luoghi più riconoscibili e simbolici del patrimonio liberty livornese.

Non è soltanto recuperare il nome di una bevanda del passato: le “Bibite Corallo” si inseriscono nel racconto delle Terme. Un’occasione per riavvicinare la comunità a un luogo che per generazioni ha fatto parte dell’immaginario cittadino.

«Dall’avvio del progetto, come associazione, possiamo guardare a questo primo mese con la soddisfazione di aver contribuito a mettere in relazione realtà diverse, creando le condizioni perché una causa comune diventasse un’esperienza condivisa. Non stiamo sostenendo solo un luogo da salvare: stiamo contribuendo a costruire una comunità capace di riconoscersi nei propri valori e di agire insieme per difenderli», così Silvia Menicagli, presidente Terme del Corallo onlus.

Locali uniti per la riqualificazione del monumento liberty

Si rilancia il marchio, si sostiene il monumento liberty dove è in corso un restyling a step da parte del Comune per far tornare a vivere ogni angolo di quella bellezza firmata dall’architetto Angiolo Badaloni, inaugurata nel 1904.

«Ristoranti e pizzerie, superando le logiche della concorrenza, hanno scoperto il valore della collaborazione e del sostegno reciproco, rafforzando al contempo il legame con la nostra associazione – va avanti Menicagli –. Uniti tutti da un obiettivo comune, la tutela di un’opera d’arte che rappresenta la memoria e l’identità del territorio, abbiamo dimostrato che la solidarietà può superare la competizione e trasformare realtà diverse in una comunità capace di condividere valori, responsabilità e speranze. Salvare le Terme significa anche costruire una comunità più unita che si riconosce in un obiettivo comune, questo si rivela il vero valore del progetto Bibite Corallo».

Club Corallo, nuovi ordini per circa 3.200 bibite

Rilancia Nannipieri che tiene il polso delle richieste, degli ordini, delle forniture: «Ogni giorno riceviamo chiamate da locali interessati ad aderire: una partecipazione che continua ad allargare la rete del Club Corallo – dice –. Sono già stati ricevuti nuovi ordini per circa 3.200 bibite, con consegne previste a fine ottobre. Stiamo finalizzando la scelta dei distributori per rendere le consegne più regolari». Gli esercizi commerciali non svolgono solo una funzione di distribuzione: diventano ambasciatori di una storia comune.

Raccolta fondi per le Terme: oltre 4mila euro stimati sugli ordini

«I nuovi ordini generano una quota stimata di 2.300 euro per le Terme, al lordo delle relative spese di marketing, produzione materiali e sponsorizzate. Sommando questa quota ai 1.703,82 euro già risultanti dal rendiconto, il totale stimato sugli ordini ricevuti raggiunge 4.003,82 euro: oltre 4mila euro in poco più di un mese».

E ancora: «Le spese di marketing, produzione materiali e sponsorizzate registrate al 13 ottobre ammontano a 883,18 euro, già considerate nel saldo precedente; restano da sottrarre le nuove spese».

Donazioni alle Terme del Corallo: tempi e risorse disponibili

Sulle donazioni alle Terme: «La donazione sarà effettuata dopo la consegna del secondo ordine ed al completamento dell’incasso delle forniture, prevista a fine ottobre: stiamo valutando di creare una scorta di magazzino per accelerare le consegne ai locali. Se procederemo, una parte delle risorse sarà impiegata per questa scorta e la prima donazione potrà quindi essere un po’ più contenuta rispetto al totale stimato».

Sui risultati: «Le bibite apprezzate, la curiosità delle persone e la partecipazione dei locali ci incoraggiano: Bibite Corallo sta diventando un modo concreto per far conoscere le Terme e contribuire al loro futuro».

Confesercenti: «Un marchio storico che genera valore per Livorno»

Grande entusiasmo anche da parte del direttore Confesercenti, Alessandro Ciapini. Ha creduto nel progetto sin dai suoi albori, quando era “solo” un sogno condiviso in una chat.

«Il successo dell’iniziativa Bibite Corallo conferma ciò che Confesercenti ha sempre sostenuto: quando si investe nella qualità, il territorio risponde. Questo progetto unisce la forza di un marchio storico, profondamente legato alla nostra città, a una nuova visione capace di rigenerarlo e riportarlo al centro dell’identità locale. Tradizione e innovazione, insieme, possono generare valore per imprese, comunità e territorio».

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