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Livorno

Il caso

Orti urbani, Stefano Frangerini passa alle vie legali: «Querele a chi ci ha diffamato, consegnato un pacco di 200 fogli»

di Claudia Guarino

	L'ingresso degli orti urbani (foto Stick)
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L'ingresso degli orti urbani (foto Stick)

Livorno, gli avvocati dell’imprenditore hanno già segnalato alla procura alcuni post su Fb: «Siamo stati denigrati con molte falsità, in questo modo tuteliamo il nostro lavoro»

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LIVORNO. Detto, fatto. Dopo aver annunciato l’intenzione di passare alle vie legali, Stefano Frangerini sporge denuncia contro quelle che definisce «falsità e denigrazioni nei confronti della nostra famiglia e del nostro lavoro». O meglio, mobilita i suoi legali contro gli autori di tali «falsità» diffuse prevalentemente tramite post sui social. «Agli avvocati – dice il costruttore – ho consegnato un pacco di 200 fogli e i commenti denigratori stanno continuando». Cominciano, insomma, a fioccare le denunce. Ma andiamo con ordine.

Il caso orti

Il caso affonda le radici nell’ormai nota vicenda degli orti urbani di via Goito, a Livorno. Come sappiamo, da quando la famiglia Frangerini ha acquistato quegli ettari di terreno per costruirci delle abitazioni, il dibattito sul futuro dell’area si è fatto sempre più intenso arrivando allo scontro di vedute tra l’imprenditore e il gruppo di cittadini un tempo noti come comitato Orti Urbani poi tramutato in comitato Oasi Urbana. La difformità di vedute si è affermata sì sul tavolo di mediazione aperto in Comune, ma ha anche preso la via dei social network tramite contenuti, da parte del comitato, relativi all’sos cementificazione sotto i quali si sono concentrati numerosi commenti degli utenti di Facebook.

I commenti sui social

L’azienda della famiglia Frangerini sui social è poi stata chiamata in causa anche relativamente a una vicenda collegata al subappalto di un lavoro di ristrutturazione ottenuto dal Comune di Livorno, anche questo accompagnato da tutta una serie di commenti da parte di alcuni specifici utenti.

L’annuncio

Ed è proprio alla luce di alcuni contenuti pubblicati sui social, che un mese fa Frangerini aveva annunciato quanto segue tramite una nota: «Frangerini Impresa non intende più tollerare la diffusione di ricostruzioni false o gravemente lesive della propria reputazione, del proprio operato e della propria storia imprenditoriale. Quanto pubblicato non resterà senza conseguenze. Chi sceglie di rappresentare pubblicamente un’organizzazione, di formulare accuse circostanziate contro un’impresa e di diffonderle attraverso i social deve essere consapevole di assumersi personalmente la responsabilità di ciò che dichiara». L’imprenditore, insomma, circa un mese fa aveva anticipato l’intenzione di procedere con denunce di diffamazione nei confronti degli autori dei singoli post o dei contenuti considerati lesivi della reputazione aziendale o personale.

Le vie di fatto

E in effetti adesso Frangerini è passato alle vie (legali) di fatto e sono state sporte le prime denunce per diffamazione nei confronti degli autori di alcuni post apparsi sui social. «I nostri legali – spiega Stefano Frangerini – hanno ricevuto mandato per avviare le procedure necessarie a tutelare il nostro lavoro e la nostra famiglia».

«Basta falsità»

Questo perché, conclude il costruttore, «sono state dette falsità e ci sono state denigrazioni che ci hanno danneggiato. I fatti, i documenti e le responsabilità saranno chiariti nelle sedi competenti. E in quelle sedi ciascuno sarà chiamato a rispondere delle proprie affermazioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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