Il Tirreno

Livorno

L'iniziativa

Livorno, scatta lo sciopero dei negozi: «I costi sono alle stelle» - I motivi della protesta e chi ha aderito

di Martina Trivigno

	Da sx le sorelle Francesca e Sara Martelli e Samantha Colombini del negozio “Velluto”, a dx via del Fante (foto Stick)
◗
Da sx le sorelle Francesca e Sara Martelli e Samantha Colombini del negozio “Velluto”, a dx via del Fante (foto Stick)

Venerdì mattina (30 ottobre) le serrande resteranno abbassate in via del Fante. Martelli (Velluto): «Iniziativa non politica, ecco la nostra voce»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Non è restando in silenzio che si risolvono i problemi». È un grido quello che si leva da via Cosimo del Fante e che, venerdì prossimo (30 ottobre, ndr), si tradurrà in un gesto netto: le serrande dei negozi resteranno abbassate per tutta la mattina, in un’iniziativa nata dai commercianti della strada per richiamare l’attenzione sulle difficoltà di chi manda avanti un’attività di vicinato. A promuoverla è Francesca Martelli, titolare del negozio di abbigliamento e accessori “Velluto”, che gestisce insieme alla sorella Sara e alla collaboratrice Samantha Colombini. E la risposta, racconta, è già ampia: praticamente tutte le attività della via hanno aderito.

Un’intera strada che sceglie di fermarsi, dunque, per far arrivare la propria voce oltre le vetrine e le porte dei negozi. Non si tratta soltanto di abbassare i bandoni per qualche ora, ma di rendere visibile una condizione che molti commercianti conoscono bene: quella di chi ogni giorno cerca di tenere aperta la propria attività, facendo i conti con costi crescenti e margini sempre più difficili da difendere. Una fatica che spesso rimane individuale, affrontata dietro il bancone, tra un cliente e l’altro, senza trovare occasioni per essere raccontata. La data scelta coincide con lo sciopero generale nazionale di 24 ore, proclamato dall’Usb insieme ad altre sigle sindacali, con rivendicazioni che riguardano il carovita, i salari e le spese per il riarmo.

Una coincidenza che potrebbe prestarsi a interpretazioni diverse, ma sulla quale Francesca Martelli vuole essere chiara: l’iniziativa di via Cosimo del Fante nasce in modo autonomo. «Tengo a precisare che si tratta di un’iniziativa individuale, scollegata da associazioni di categoria e che soprattutto nulla ha a che vedere con motivi politici – spiega al Tirreno – . Il nostro è un vero e proprio grido che parte da via del Fante: oggi sappiamo quanto sia difficile mandare avanti con le proprie forze un negozio di vicinato, quando c’è da pagare un affitto e le bollette sono sempre più salate».

In altre parole, una realtà fatta di impegni quotidiani e responsabilità reali: un negozio non è soltanto una vetrina da allestire o un luogo in cui accogliere i clienti: è un’attività da sostenere economicamente, con spese e investimenti che non si fermano quando gli incassi diminuiscono. Ci sono gli affitti, le utenze, gli acquisti della merce e tutte le altre voci che concorrono a mantenere aperta una saracinesca. E, in molti casi, c’è anche il sostentamento di chi lavora nell’attività e delle rispettive famiglie. «Ogni commerciante si trova in difficoltà, soprattutto se da quell’attività devono trovare sostentamento più famiglie», sottolinea Martelli. È proprio questo il punto da cui nasce la decisione di fermarsi: portare all’attenzione pubblica un problema condiviso, senza trasformarlo in una contrapposizione politica e senza pretendere di parlare a nome di tutti. L’idea è semplice: se le difficoltà vengono vissute da tanti, anche un gesto collettivo può contribuire a renderle più visibili.

La risposta arrivata dai colleghi sembra confermare questa esigenza. Hanno già aderito Pizza e Torta “Da Giova”, Emmeci Torrefazione, Fs Electronics, Antichità Marinari, il negozio di dischi “Vintage & Co”, il bar Antico Livorno e il negozio di abbigliamento Tempestini. Attività differenti tra loro, accomunate dalla presenza sulla stessa strada e dalla volontà di partecipare a un’iniziativa che punta a superare la dimensione del singolo esercizio commerciale. L’adesione, inoltre, resta aperta: altri negozianti potranno unirsi alla chiusura, condividendone lo spirito e il significato.

Via Cosimo del Fante diventa così il punto di partenza di una presa di posizione che vuole parlare anche al resto della città. Quando un’attività chiude, anche temporaneamente, non si interrompe soltanto una giornata di lavoro: si rende evidente quanto sia importante poter continuare a esistere e a svolgere il proprio ruolo nella comunità.

Per Martelli, però, il messaggio non si esaurisce nelle difficoltà economiche dei commercianti. C’è anche una ragione educativa, legata al modo in cui gli adulti si rapportano alle nuove generazioni e insegnano loro a partecipare alla vita collettiva. «Da qui l’idea di fare anche noi sciopero, innanzitutto per consentire a chi vuole partecipare di farlo e soprattutto per lanciare un messaggio ai giovani – sottolinea la titolare di “Velluto” – . Noi adulti dobbiamo dare il buon esempio ed essere i primi a insegnare ai nostri ragazzi a far sentire la loro voce, sempre con rispetto. Ma non è restando in silenzio che si risolvono i problemi».

E la chiusura di venerdì mattina vuole essere proprio questo: un segnale pacifico, nato da una strada e dai suoi commercianti, per ricordare che dietro ogni attività ci sono persone, lavoro e famiglie. Per una mattina, dunque, le serrande abbassate non saranno il segno di una resa, ma la scelta di interrompere simbolicamente il lavoro per chiedere che quelle difficoltà non passino inosservate. Con un messaggio che Francesca Martelli affida non soltanto ai colleghi, ma a tutta la città: per cambiare le cose, il primo passo è trovare il coraggio di far sentire la propria voce.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Domenica sport
Tennis

Impresa di Musetti a Lione, batte Fritz e torna a vincere un titolo Atp dopo quattro anni: «È quasi un sogno...»

di Redazione web
Sportello legale