Livorno, la spinta di Esciua: «I Lucarelli scelta top, c’è entusiasmo intorno alla squadra. Con il Pescara...»
In vista del big match di sabato all’Ardenza: «Arriva il Pescara e credo possa essere una grande occasione per tutto il mondo amaranto: mi piacerebbe vedere il Picchi pieno»
LIVORNO. Il "cinque" con Fernandez, la pacca sulla spalla col sindaco, l’abbraccio con Alessandro Lucarelli. Anche Joel Esciua sabato si è goduto un Livorno da battaglia, non perfetto ma con un cuore grande così. Tutti insieme. «Il risultato più importante di queste prime settimane - commenta il presidente amaranto - non è soltanto quello che dice la classifica, ma la sensazione che intorno al Livorno si stia ricreando qualcosa di forte. La squadra è unita, il gruppo è compatto e tutti remano nella stessa direzione, dalla società allo staff tecnico fino ai giocatori. E soprattutto sta crescendo il pubblico: partita dopo partita percepiamo entusiasmo, partecipazione e un senso di appartenenza sempre maggiore. Il Livorno non è semplicemente una squadra di calcio: è un brand importante, con una storia, un’identità e una tifoseria che rappresentano un patrimonio straordinario. Il nostro obiettivo deve essere quello di far crescere questo brand, riportandolo progressivamente nella dimensione che merita e rendendolo sempre più forte e riconoscibile anche fuori dalla città».
Lucarelli scelta giusta
Se il clima è tornato sereno, una bella fetta di merito va alla scelta di aver puntato su Cristiano e Alessandro Lucarelli. Per due motivi: tecnico e ambientale. Tecnico, perché parliamo di due professionisti che sono un valore aggiunto, con Alessandro che ha portato avanti un mercato eccellente e Cristiano che sta plasmando la squadra da allenatore che in C è un lusso. E ambientale perché comunque per noi livornesi è molto più semplice riconoscerci in una squadra costruita e allenata da due persone che darebbero la loro anima per questa maglia.Anche Esciua è ben consapevole di aver fatto la scelta migliore. «In questo percorso - commenta il presidente - la scelta dei fratelli Lucarelli è stata fondamentale. Alessandro sta svolgendo un grande lavoro nella costruzione e nella gestione dell’area sportiva, mentre Cristiano rappresenta qualcosa che va persino oltre il ruolo dell’allenatore. È un simbolo del Livorno, conosce profondamente questa piazza, ne interpreta il carattere e sa trasmettere ai giocatori cosa significhi indossare questa maglia. Ma sarebbe riduttivo parlare soltanto del suo legame con la città: Cristiano sta dimostrando sul campo qualità tecniche, capacità di leggere le partite e soprattutto una straordinaria capacità di creare un gruppo. Vedo una squadra che lo segue, che crede nelle sue idee e che è disposta a soffrire per raggiungere il risultato».
Da combattimento
Già, questa capacità di soffrire sta diventando un tratto distintivo del Livorno. Abbiamo visto la squadra giocare benissimo, bene, qualche volta anche non troppo bene, ma mai è mancata la voglia di lottare. Mai. E poi è bellissimo, dopo ogni rete segnata, vedere tutta la panchina che parte per andare ad abbracciare chi ha fatto gol. Idem l’esultanza sotto la Curva Nord a fine partita, tutti abbracciati, a cantare anche i cori per Protti. É una squadra insomma che si fa amare. E che non si tira mai indietro quando la partita diventa battaglia. «La vittoria contro la Pianese, sfatando un tabù e arrivando al successo attraverso la sofferenza, è significativa proprio per questo. Non sempre - dice Esciua - si può vincere dominando: ci sono partite nelle quali bisogna avere carattere, resistere nei momenti complicati e portare a casa il risultato. Questa squadra sta dimostrando di possedere anche queste qualità.
Pescara e tifosi
Ecco, se c’è una cosa che merita oggi il Livorno, è l’amore della sua gente. La Curva Nord c’è sempre, spinge, sostiene. Ma la squadra meriterebbe una cornice più ampia dei 3000 che sono lo zoccolo duro. «Adesso arriva il Pescara e credo possa essere una grande occasione per tutto il mondo amaranto. Mi piacerebbe vedere il Picchi pieno, perché partite come questa devono diventare una festa di Livorno e del Livorno. La squadra sta facendo la propria parte e il pubblico sta rispondendo in maniera crescente: ora dobbiamo alimentare insieme questo entusiasmo. Riempire il Picchi contro il Pescara sarebbe un’altra immagine forte del percorso che abbiamo intrapreso e del Livorno che vogliamo costruire».
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