Il Tirreno

Livorno

Il caso

Livorno, guida ubriaco in auto fino al Romito e tenta l’irruzione al Sassoscritto

di Stefano Taglione
Una foto dall'alto del Sassoscritto
◗
Una foto dall'alto del Sassoscritto

Il quarantottenne ha costretto la polizia agli straordinari: denunciato per ubriachezza e resistenza a pubblico ufficiale, si è poi presentato sempre sotto l'effetto dell'alcol all'Esselunga e di nuovo in questura per denunciare la sparizione del suo cellulare

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ha tentato di fare irruzione nel ristorante, non riuscendoci solo grazie alla prontezza di riflessi del titolare e dei dipendenti. Poi ha tenuto occupati per ore molti degli agenti del turno pomeridiano delle volanti della polizia. Alla fine, per un quarantottenne che abita a Livorno, domenica 6 settembre è scattata una doppia denuncia per ubriachezza (reato da tempo depenalizzato, che comunque prevede una sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro) e per resistenza a pubblico ufficiale, da sei mesi e cinque anni di reclusione, visto che ha reagito al controllo del personale dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, offendendolo a più riprese.

Il racconto

Sono da poco passate le 13,30 di domenica 6 settembre quando l’uomo, ubriaco alla guida della sua auto, raggiunge il parcheggio del ristorante “Il Sassoscritto”, sul Romito. È una bella giornata, ma lui evidentemente vuole rovinarsela e, soprattuto, rovinarla anche agli altri. «Non ha mangiato da noi – chiarisce il titolare del locale – ma è arrivato in auto facendo irruzione, dal nulla, in cucina. Ho cercato di allontanarlo, ma ha iniziato a offendermi, cercando di entrare nella sala piena di clienti. Gliel’ho impedito, dicendogli che se non se ne fosse andato entro 30 secondi avrei chiamato la polizia. È stata poi una dipendente a chiamare il 112, mentre io in qualche modo ero riuscito gentilmente ad accompagnarlo fuori». Gli agenti delle volanti, giunti immediatamente sul posto, lo hanno bloccato «mentre era in macchina, pronto a ripartire», prosegue il ristoratore. «Era solo – conclude – e sicuramente non in grado di guidare. Poteva diventare una situazione veramente pericolosa». Grazie all’intervento della polizia il quarantottenne non è ripartito. In quelle condizioni, almeno per come viene descritto, avrebbe rappresentato un’insidia per se stesso e per gli altri sulla strada, peraltro a quell’ora molto trafficata per via dei tanti bagnanti.

Il caos all’Esselunga

Dopo il trasferimento per l’identificazione negli uffici di viale Boccaccio, sede secondaria della questura, la macchina è stata poi portata via dalla moglie. «È rimasta posteggiata lì fino al pomeriggio, poi non l’abbiamo più vista», spiega sempre da “Il Sassoscritto”. Tempo sei ore e il replay di quanto accaduto sulla litorale si è palesato in città, all’esterno del supermercato Esselunga di viale Petrarca. Anche qui, dopo le telefonate al 112, gli agenti delle volanti sono tornati ad assisterlo, riuscendo a calmarlo definitivamente.

«Ho perso il cellulare»

In serata, invece, il quarantottenne si è presentato sempre in viale Boccaccio, dove attorno all’ora di pranzo era stato “in visita” su una volante, lamentando di aver perso il cellulare e di volerne denunciare il furto. In grado a malapena di parlare, visto che era ancora pesantemente sotto l’effetto dell’alcol, è stato però invitato a tornare in un secondo momento, almeno quando fosse stato in grado di pronunciare frasi di senso compiuto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Firenze, incidente sul lavoro nel cantiere dell’Alta velocità: morto un operaio di 30 anni

di Redazione web

Sos violenza

Pistoia, commerciante aggredita: «Poteva andarmi peggio, ora dopo 34 anni chiudo il negozio»