Previdenza
Livorno, l’area ex Ghiomelli al vaglio dell’Asl per il nuovo distretto di Fiorentina: le valutazioni, gli aspetti positivi e quelli da verificare
L’Azienda sanitaria sta facendo le sue valutazioni e verifiche: tra le aree individuate dal Comune, quella di via Firenze appare oggi come la soluzione più coerente con le esigenze del nuovo servizio
LIVORNO. L’area ex Ghiomelli è ora al vaglio dell’Asl Toscana nord ovest. È qui, nel cuore dei quartieri nord di Livorno, che potrebbe sorgere il nuovo distretto sanitario destinato a Fiorentina e alle zone circostanti. Il condizionale, però, è d’obbligo: al momento non c’è ancora una decisione definitiva e l’Azienda sanitaria sta facendo le sue valutazioni e verifiche. Ma, tra le aree individuate dal Comune, quella di via Firenze - che un tempo ospitava il grande vivaio e centro espositivo - appare oggi come la soluzione più coerente con le esigenze del nuovo servizio.
Come nasce la vicenda
La vicenda nasce dalla richiesta dell’Asl al Comune di fare una ricognizione sulle possibili aree, pubbliche o private, disponibili nella parte nord della città per realizzare la nuova struttura. Un lavoro tecnico seguito dall’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani insieme alla dirigente Camilla Cerrina Feroni. E da questa ricognizione sono emerse tre possibili localizzazioni: una è risultata esterna al perimetro individuato per l’intervento, un’altra presenta problemi soprattutto sul piano dell’accessibilità. La terza è appunto l’ex Ghiomelli, che per posizione e caratteristiche sembra rispondere meglio alle necessità.
Gli aspetti positivi e quelli da verificare
L’area è quella del vivaio distrutto da un incendio nell’agosto del 2020. Un complesso che comprendeva circa 1.200 metri quadrati di capannoni e che negli anni successivi era stato indicato più volte come possibile spazio da riqualificare. La collocazione è uno degli elementi che giocano a favore: l’ex Ghiomelli si trova infatti in una posizione baricentrica rispetto ai quartieri nord, all’interno di un contesto urbano già strutturato e vicino ai residenti. Il nuovo distretto, qualora questa fosse la scelta finale, sarebbe inserito in un’area che potrebbe quindi garantire anche una certa integrazione con il tessuto del quartiere. Prima di arrivare a una decisione, tuttavia, restano diversi aspetti da verificare. Uno di questi è legato alla proprietà dell’area: una parte dell’ex Ghiomelli è infatti privata. Se l’Asl dovesse individuare definitivamente questo sito per il nuovo distretto e non fosse possibile raggiungere un accordo con i proprietari, entrerebbe in gioco anche la possibilità dell’esproprio.Detto in parole semplici, l’esproprio è la procedura attraverso la quale un ente pubblico può acquisire un terreno privato quando quel terreno è necessario per realizzare un’opera di interesse pubblico. Non significa, però, che il Comune possa semplicemente "prendere" il terreno. È necessario seguire un procedimento previsto dalla legge, motivare l’interesse pubblico dell’intervento, comunicare gli atti ai proprietari e determinare un’indennità, cioè una somma destinata a compensare il proprietario per il bene acquisito. L’esproprio, dunque, sarebbe una strada da percorrere soltanto se l’operazione diventasse concreta e non fosse possibile arrivare alla disponibilità dell’area attraverso un accordo. Ma con l’eventuale esproprio c’è un altro passaggio decisivo: quello urbanistico. Se la destinazione attuale dell’area non fosse compatibile con la realizzazione del distretto sanitario, sarebbe necessaria una modifica degli strumenti urbanistici. In questo caso si prospetta la variante urbanistica.Anche qui, tradotto dal linguaggio tecnico, il meccanismo è abbastanza semplice. Una variante serve a modificare le regole urbanistiche che stabiliscono che cosa si può fare in una determinata area. Se oggi quel terreno non è destinato a ospitare una struttura sanitaria delle caratteristiche previste, il Comune deve aggiornare quelle previsioni per rendere possibile l’intervento.
Ipotesi da sottoporre al Consiglio comunale
La procedura resta soggetta a passaggi amministrativi e politici e, in particolare, la variante dovrà essere sottoposta per due volte al vaglio del Consiglio comunale. È questo uno degli elementi che fanno capire come, anche nell’ipotesi di una scelta rapida dell’ex Ghiomelli da parte dell’Asl, non ci si possa aspettare un cantiere in tempi brevissimi. Prima dovranno arrivare le valutazioni dell’Azienda sanitaria, poi, qualora il sito venga confermato, il Comune dovrà attivare le procedure urbanistiche necessarie. E, se una parte dell’area dovesse essere acquisita attraverso esproprio, si aggiungerebbe anche tutto l’iter legato alla disponibilità dei terreni. L’ipotesi ex Ghiomelli si inserisce in una partita sanitaria più ampia e già segnata da ritardi.
La situazione generale
Il progetto della nuova Casa di comunità di via Fiera di Sant’Antonino, dove oggi si trova il distretto, è infatti quello che procede più lentamente tra gli interventi previsti. Il piano originario prevedeva l’abbattimento dell’edificio esistente e la costruzione di una nuova Casa di comunità affiancata da un ospedale di comunità con 20 posti letto. Un investimento complessivo di circa 17 milioni di euro, inizialmente inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e poi ricondotto all’articolo 20 della legge 67 del 1988 sull’edilizia sanitaria. La Regione Toscana lo ha inserito tra gli interventi da proporre al ministero e, secondo le informazioni disponibili, la conferma del finanziamento sarebbe arrivata. Il problema è che, sul piano operativo, il progetto è ancora fermo. I lavori non sono mai partiti e il vecchio cronoprogramma, che indicava l’apertura nel 2025, è ormai ampiamente superato.A complicare ulteriormente il quadro è venuta meno anche la soluzione-ponte che avrebbe dovuto consentire di liberare il distretto di via Fiera di Sant’Antonino e avviare il cantiere. L’idea era quella di trasferire temporaneamente i servizi nell’ex hotel delle Ferrovie di via Provinciale Pisana, tra Corea e Sorgenti.Ma l’ipotesi Ferrhotel è saltata. Il motivo? La società proprietaria, Immobilgest di Casoria, avrebbe dovuto fare una serie di interventi di adeguamento prima di poter accogliere i servizi. In parallelo era in corso un’interlocuzione con Mercitalia per l’acquisto di una piccola porzione di terreno necessaria alla realizzazione di un ascensore esterno. Tradotto: tempi lunghi, lunghissimi. E qui entra in scena l’ex Ghiomelli.La prossima parola spetta all’Asl: se la valutazione tecnica e sanitaria sarà positiva, il Comune è pronto a mettere in moto la macchina amministrativa. Da quel momento inizierà un percorso fatto di varianti, Consiglio comunale, verifiche sui vincoli e, se necessario, acquisizione dei terreni, che potrebbe finalmente dare una prospettiva alla riqualificazione di un’area rimasta ferita dall’incendio del 2020 e, soprattutto, offrire ai quartieri nord una nuova collocazione per i servizi sanitari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
