Lascia dopo 9 anni il lavoro in fabbrica e riapre lo storico bar: «È la mia rinascita»
Collesalvetti: venerdì il debutto in piazza della Repubblica
COLLESALVETTI. «Ci sono luoghi che non sono solo locali, ma custodi di ricordi, risate e profumi familiari. Oggi quel cuore torna a battere, pronto a scrivere insieme a voi una nuova e bellissima pagina». Sono queste le parole utilizzate da Natalia Suyai Diaz e postate qualche giorno fa, in attesa di venerdì, giorno della riapertura dell’Angolo Bar, il locale situato nel centro storico di Collesalvetti che ha deciso di rilevare, per costruirsi un nuovo futuro.
I ricordi e il profumo della famiglia sono alla base di quello spirito di resilienza che l’ha spinta a guardare oltre l’orizzonte, portando sempre con sé le proprie radici.
Un filo sottile, lungo oltre undicimila chilometri, la separa dalla sua terra d’origine, ma si intreccia perfettamente con la storia di un pezzo di Collesalvetti, là dove Aulo, Aula e Leonetta Pistoia aprirono lo storico Bar Sport, punto di riferimento per i colligiani a partire dagli anni Sessanta.
Natalia è nata e cresciuta a La Plata, una città non molto distante da Buenos Aires. È rimasta lì fino all’età di dodici anni, quando i suoi genitori, Silvia e Mario, decisero di volare con lei e sua sorella verso l’Italia per scrivere un nuovo capitolo della loro vita.
«Ho iniziato a studiare l’italiano poco più di un anno prima della mia partenza. Nonostante questo, non è stato semplice. Ero felice per la partenza ma, allo stesso tempo, sapevo che avrei lasciato molto, soprattutto gli affetti», spiega Natalia
Il pensiero va alla nonna materna Aydee, scomparsa proprio qualche giorno fa, con cui aveva uno straordinario rapporto tenuto vivo, per fortuna, grazie alla tecnologia. «Sono tornata in Argentina nel mese di marzo dopo venticinque anni di assenza. Ho potuto riabbracciare la mia abuela, ritrovare gli amici e i luoghi in cui sono cresciuta. Un’emozione che porterò sempre con me e che mi ha permesso di comprendere ancora di più quanto sia importante custodire e conservare i ricordi delle persone e dei luoghi in cui hanno vissuto».
Arrivata in Italia, a Udine, Natalia ha concluso la scuola media e si è diplomata all’Istituto alberghiero. «Ho sempre tenuto alla mia indipendenza economica e ho iniziato a lavorare fin da subito, principalmente in fabbrica».
È proprio a Udine che si è innamorata e ha dato alla luce il suo primogenito.
Dieci anni fa la scelta di trasferirsi in provincia di Pisa insieme al compagno toscano. Prima un impiego in una catena di supermercati e poi, attraverso un'agenzia interinale, l’ingresso nell’ex Continental (oggi Dumarey) a Torretta.
«Nel corso degli anni la fabbrica ha affrontato molte crisi, ma ne è sempre uscita e i nostri posti di lavoro si sono salvati. Quando, pochi mesi fa, ho capito che stavolta sarebbe stato diverso, mi sono guardata intorno. Ho imparato a rialzare la testa, a riorganizzarmi e ho iniziato a pensare che questa attività avrebbe potuto rappresentare la mia rinascita».
Il locale si trova all’angolo di piazza della Repubblica, un luogo in cui ci si può fermare in compagnia o anche solo per sorseggiare un caffè immersi nei propri pensieri. «In questi nove anni la fabbrica mi ha dato tanto, ho ritrovato l'amore, motivo per cui sono diventata una cittadina di Collesalvetti, ma era giunto il momento di voltare pagina. Mi sono sposata e la nostra famiglia è cresciuta con l’arrivo di una sorellina per mio figlio. Non potevo permettermi di aspettare per vedere cosa sarebbe accaduto».
Da qui la scelta coraggiosa di lasciare il suo vecchio lavoro e rilevare l’attività del bar.
Scegliere di ricominciare richiede il coraggio di lasciare andare ciò che è sicuro per abbracciare l'incertezza, trasformando ogni radice profonda nella forza silenziosa per fiorire di nuovo.
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