Il Tirreno

Livorno

Choc a Shangai

Livorno, incendia tre auto parcheggiate e scappa: il rogo proprio accanto all’officina distrutta

di Stefano Taglione
Le auto date alle fiamme in via Filzi
Le auto date alle fiamme in via Filzi

È successo in via Filzi, vicino alla "Il.Ma". Il titolare: «Non erano nostre, ma abbiamo paura». I mezzi erano parcheggiati fra la strada e il marciapiede e fino a poche settimane fa si trovavano nel piazzale condominiale proprio dove ha sede l'attività. Indagano i carabinieri

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LIVORNO. Ha incendiato un’auto, poi è scappato a bordo di una macchina guidata da un complice. Choc nella tarda serata di domenica scorsa in via Filzi, nel quartiere di Shangai, dove tre mezzi parcheggiati a bordo strada sono stati distrutti o comunque seriamente danneggiati. «Qualcuno era incidentato – spiega una residente della zona – ed erano lì da parecchio tempo, fermi con gli pneumatici destri sul marciapiede. Eppure in tutti questi giorni nessuno ha fatto multe…».

Ad agire un uomo, notato da alcuni testimoni mentre dava alle fiamme uno dei veicoli (l’ultimo, di colore grigio) e poi allontanatosi verso via Firenze. «L’ho visto – spiega una persona che stava passando di lì in quel momento – e pur non essendo riuscito a scorgerlo in volto, posso dire dalla fisionomia che era sicuramente un uomo. Ha incendiato una delle macchine, l’ultima della fila, poi ha attraverso la strada ed è salito su un’auto guidata da un’altra persona. Insieme si sono poi dileguati in direzione del cimitero dei Lupi, dalla parte opposta». Un mese e mezzo fa, nell’officina accanto, scoppiò un devastante rogo.

Parliamo della Il.Ma di Clementina Marrazzo e Massimo Ilardi. I danni provocati dal fuoco furono enormi, con la colonna di fumo nero visibile in tutta la città e anche in parte della provincia. Il soffitto del capannone (che non è di proprietà della ditta, ma in affitto) fu bruciato e sulle pareti furono evidenti i segni del fuoco. Dentro l’edificio rimasero le carcasse di quattro auto andate completamente distrutte. Macchine portate in officina dai rispettivi proprietari per essere riparate e che ora, purtroppo, si sono trasformati in inutili pezzi di lamiera. Anche quattro veicoli parcheggiati fuori di fronte all’ingresso, tra cui un furgoncino di un’associazione di volontariato, furono divorati dal fuoco sebbene non risultassero polverizzati come le auto all’interno.

Le macchine incendiate domenica sera, tuttavia, non sono di proprietà dei clienti della Il.Ma. Né della stess officina. Lo spiega Ilardi, contattato dal Tirreno mentre è nella sua officina: «Non so di chi siano – le parole dell’imprenditore – sicuramente non dei nostri clienti. Sono veicoli che si trovavano nel piazzale del condominio dove abbiamo anche noi l’attività e che qualcuno, probabilmente l’amministratore, ha poi rimosso credo con un carro attrezzi, posizionandole là dove si trovavano prima del rogo. Non erano, insomma, sotto la mia custodia. Questo ci tengo a sottolinearlo, come l’ho spiegato anche alle tante persone che in queste ore me lo hanno domandato». Sull’incendio che lo ha riguardato in prima persona, da un mese mezzo, sono in corso le indagini della polizia di Stato, con la Squadra mobile che sta approfondendo quanto accaduto in tandem con il nucleo investigativo dei pompieri: «Io non so a che punto sia l’inchiesta, sono molto preoccupato. Spero che al più presto si faccia chiarezza su questa vicenda».

È stato comunque doloso, come doloso è stato quello dell’altra sera. Non è chiaro, al momento, se i due episodi siano collegati. Ma è una pista che gli inquirenti stanno chiaramente valutando. Chi ha agito, infatti, magari pensava che quelle macchine fossero sempre della Il.Ma o di qualche suo cliente: «Sicuramente può essere una possibilità – conclude Ilardi – ma io non so niente. A breve sarò comunque ascoltato dalle forze dell’ordine». Sul posto, dopo la chiamata al 112, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Livorno, comandati dalla maggiore Federica Burzio.

In loro supporto è poi sopraggiunta anche una volante della polizia di Stato, oltre naturalmente ai vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. In zona ci sono diverse telecamere e la speranza è che una di queste possa aver ripreso i malviventi. Si sa l’orario, anche dove sono fuggiti: all’esame ci sono quindi anche gli impianti di videosorveglianza verso via Firenze e aree limitrofe. Per i residenti è stato uno choc: temevano che il rogo potesse estendersi alla vegetazione circostante, come del resto accaduto in passato: «Qualche anno fa – spiega un’altra donna che abita nel quartiere – accadde qualcosa di simile e venne bruciato pure un albero, poi abbattuto. Sono episodi che inquietano, ci ricordiamo molto bene dell’incendio nella ditta, che è stato spaventoso. Speriamo che non capitino più cose del genere».

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