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A Livorno lo spazio per le persone fragili diventa accoglienza e dignità: la storia della coop San Benedetto

di Franco Marianelli
A Livorno lo spazio per le persone fragili diventa accoglienza e dignità: la storia della coop San Benedetto

“Un posto da chiamare casa”: la riqualificazione sociale e culturale grazie a Ikea e Cesvot: «Al centro i più fragili e il loro diritto a trovare nei servizi calore e senso di appartenenza»

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LIVORNO Quello dell’Ikea di Pisa non è stato solo una banale donazione di arredi ma le condizioni per «raccontare la propria storia in un ambiente amico e confortevole». Queste le parole ripetute dai protagonisti dell’evento di presentazione dei nuovi locali, arredati con quanto confezionato dalla multinazionale svedese, in via dell’Industria nel quartiere San Marco dove ha luogo la sede della Cooperativa San Benedetto da sempre impegnata ad accogliere i giovani affetti da dipendenze.

Il progetto nasce da Cesvot insieme ad “Ikea Pisa per il sociale” e ha come definizione "Un posto da chiamare casa". Un progetto che l’azienda ha in essere in tutta Italia e che grazie a Cesvot ha individuato localmente la storica Coop come beneficiaria della scelta. «Un investimento in accoglienza, dignità e inclusione sociale: gli spazi della cooperativa rinnovati per offrire ambienti più funzionali e accoglienti alle persone che vivono situazioni di fragilità», hanno sostenuto all’unisono Fiorella Cateni, anima e dirigente di Cesvot, Benedetta Ratti, presidente della coop San benedetto e Angela Ilaria Antoniello “market manager” di Ikea.

Oltre ai nomi citati presenti l’assessore al sociale del Comune Andrea Raspanti ed Enrico Centi, braccio operativo della coop nel progetto. In prima fila non poteva mancare don Edoardo Medori, fondatore della San Benedetto accanto a Lucia Mancino direttrice del Serd (servizio dipendenze) dell’Asl.

«Il progetto mette al centro le persone più fragili e il loro diritto a trovare, nei servizi di assistenza e accompagnamento, - ha spiegato Ratti - ambienti capaci di trasmettere dignità, calore e senso di appartenenza».

«Grazie al contributo di Ikea Pisa, - ha poi proseguito Cateni -i locali di via dell'Industria sono stati interamente riqualificati attraverso una progettazione su misura, con la fornitura e l'installazione di arredi e soluzioni funzionali pensate per migliorare la qualità dell'accoglienza».

Riprende Raspanti: «La Coop sociale San Benedetto rappresenta da 41 anni un presidio fondamentale del welfare di comunità livornese- ha detto agli operatori- su dipendenze patologiche e disturbi. Ogni giorno realizza interventi terapeutici e percorsi di accompagnamento rivolti a persone con comportamentali, sostiene cittadini inseriti in programmi di messa alla prova e, in collaborazione con la Fondazione Caritas, garantisce un servizio di mensa sociale per persone senza dimora, migranti e persone con disabilità».

E ancora: « Come Ikea Pisa siamo felici di sostenere la Cooperativa sociale San Benedetto, offrendo spazi accoglienti e funzionali, consapevoli che il benessere delle persone è strettamente legato alla qualità degli ambienti in cui vivono. Questa iniziativa, sviluppata in sinergia con Cesvot, testimonia l’importanza della collaborazione tra privato e Terzo Settore per generare un impatto concreto e duraturo», ha infine dichiarato la manager Ikea Antoniello accompagnata dalle due giovani designer che hanno personalmente seguito il lavoro Veronica Senigagliesi e Gaia Piscitelli.

«La maggiore soddisfazione ce l’ha offerta uno dei nostri ragazzi – ha raccontato Centi – che, prendendo atto dei lavori è rimasto sbalordito e ha esclamato “Sembra di essere nel salotto di casa”. È il segno che abbiamo ottenuto il risultato che volevamo».l
 

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