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Livorno, ai Nettuno spunta il fronte pro gestori: «Regole giuste, dallo staff sempre educazione e rispetto»

di Juna Goti

	L'ingresso di Bagni Nettuno a Livorno
L'ingresso di Bagni Nettuno a Livorno

Quattro famiglie hanno scritto al Tirreno esprimendo un’opinione diversa da quella manifestata dai bagnanti che si sono fatti avanti in precedenza: «I gestori del Bagno siano stati definiti in un modo che non rende loro giustizia»

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LIVORNO. Ora a muoversi ai Nettuno è il fronte dei soddisfatti, che vanno in difesa dei gestori dopo giorni di polemiche roventi (in tutti i sensi, viste le temperature). Quattro famiglie hanno scritto al Tirreno esprimendo un’opinione diversa da quella manifestata dai bagnanti che si sono fatti avanti in precedenza.

Le polemiche

Bagnanti che hanno denunciato pubblicamente una situazione di tensione nello stabilimento. Dove da ultimo è stato vietato di portare tavoli e sedie vicino agli ombrelloni, per cenare più al fresco, e dove sono state introdotte novità come il pagamento di dieci euro per accendere i fari del gabbione la sera. In parecchi, chiedendo di non comparire, hanno criticato la direzione dello storico Bagno livornese, affidata da ultimo a Nicoletta Orsini, che nel 2024 è stata eletta in consiglio comunale a Ponsacco con la lista "Lega Gasperini sindaco" (tra i soci-parenti impegnati nella gestione del Bagno c’è tra l’altro la famiglia dell’assessora di Ponsacco, Chiara Calderani).

La risposta di altri bagnanti

Premettiamo che anche i firmatari di questa nuova lettera che difende i gestori hanno chiesto, «per motivi di riservatezza», di non pubblicare i loro nomi. «Siamo un gruppo di persone che frequentano lo stabilimento dei Nettuno, qualcuno solamente da qualche anno, qualcuno da più tempo», la premessa. Si dicono «perplessi» per la rivolta dei bagnanti raccontata in questi giorni: «Non sapevamo che i Nettuno fossero un’autoritaria caserma, pensavamo semplicemente di andare al mare. Battute a parte, crediamo che i gestori del Bagno siano stati definiti in un modo che non rende loro giustizia. Ogni volta che ci siamo rivolti allo staff del bagno (dalla direzione ai bagnini, a tutte le persone variamente impegnate nell’organizzazione) abbiamo sempre trovato accoglienza, educazione e rispetto». «Pensiamo - scrivono ancora - che gestire persone diversissime che devono convivere, nello spazio di una stagione, le une nel rispetto delle altre, condividendo spazi e servizi, non sia un’impresa facile. Troviamo doveroso, oltre che necessario, stabilire delle regole di rispetto reciproco. Un rispetto che, dispiace doverlo dire, non sempre è presente in alcuni dei frequentatori del Bagno, che usano gli spazi comuni come se fossero di loro proprietà. Sarebbe tutto molto più semplice se, invece di comportarsi come detentrici di diritti inalienabili, le persone si rendessero conto di essere parte di una piccola comunità in cui tutti hanno gusti e necessità diverse. Il confronto educato e rispettoso arricchisce sempre».Qui si chiude la lettera di queste famiglie. Mentre altre sono in attesa di sapere se davvero da domani, e per una settimana, i bagnanti potranno tornare a mangiare agli ombrelloni, in una sorta di prova generale. Quale sarà il verdetto?. 

 

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