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Livorno

L’intervista

Alberto Neri conquista Pitti Uomo, chi è il modello di Livorno che si è preso le copertine e… la tramvia

di Redazione Livorno

	Alberto Neri 
Alberto Neri 

Titolare della Persiana ed ex rugbista è diventato l’immagine del marchio Navigare

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LIVORNO. Chiude l’edizione 2026 di Pitti Uomo e la prestigiosa rassegna di moda di Firenze laurea un nuovo testimonial: il livornese Alberto Neri.

Neri, ex giocatore di rugby e titolare del ristorante La Persiana, ha infatti partecipato alla rassegna per il marchio di capi sportivi Navigare e per Gassa d’Amante. E proprio Navigare lo ha voluto come uomo–immagine con le sue gigantografie affisse sulle fiancate dei vagoni della tramvia che per tutti i giorni della manifestazione hanno girato per le strade della città.

Neri, come è arrivato a Pitti Uomo?

«In passato avevo già fatto delle piccole presenze, ma quest’anno diciamo che ho avuto più spazio e più occasioni».

Come è possibile conciliare questo lavoro con l’attività di ristoratore?

«Per fortuna la maggior parte degli appuntamenti avvengono nei giorni feriali e posso distaccarmi dal lavoro alla Persiana, anche perché ho un ottimo staff che mi supporta. In ogni caso mi è successo spesso di correre a casa dopo una sfilata, cambiarmi, fare una doccia e volare giù per seguire il ristorante».

Navigare l’ha lanciata non solo sulle vetture della Tramvia ma anche sulla contro copertina della Gazzetta dello sport...

«Sì, per tre volte hanno scelto di “usarmi” per l’ultima del giornale con una foto a tutta pagina, sono le stesse immagini che poi sono andate sulla tramvia».

Non solo Navigare ma anche altre grandi firme stanno puntando su di lei.

«Sto lavorando molto per i grandi alberghi, ma anche per la ditta di attrezzature subacquee Salvimar, che è stata una tra le prime aziende a scegliermi e per Panerai, Easyjet, Guess e Sundek, ma anche Castelli Bags, Gassa d’amante, Caravans International, Thermore, Premier Helmets, Pic Medical...».

Per mantenere un fisico così quanti sacrifici bisogna fare?

«A dir la verità neanche tanti. Mi alleno spesso in palestra e non eccedo nel mangiare ma conto molto su quella che è l’eredità di 20 anni di rugby agonistico».

Ha toccato anche la serie A...

«Ho esordito a 18 anni in serie A grazie a un grande allenatore come Guglielmo Prima e poi ho giocato nel Petrarca Padova conquistando lo scudetto Under 23, per poi disputare due finali tricolore, perse purtroppo entrambe, con il Recco Rugby per chiudere con il Colorno e con la Nazionale Seven. Ho passato in pratica la vita a correre e allenarmi praticamente tutti i giorni e non mi fa davvero paura continuare a mantenermi in forma. Alle sfilate e agli shooting fotografici almeno non si prendono botte...».

Un consiglio per un giovane che voglia iniziare questa attività?

«La concorrenza è spietata ma è giusto che sia così. L’importante è affidarsi a una agenzia seria e non mollare, anche se all’inizio ci possono essere difficoltà e delusioni, come del resto in tutte le cose. Per chi comunque fosse curioso di sbirciare i miei lavori o qualche bel piatto di pesce, suggerisco una visita al mio profilo su instagram». 

G.C.

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