Il Tirreno

Livorno

La protesta

Livorno, la denuncia della Lega: «Moschee abusive in due garage»

di Franco Marianelli
Carlo Ghiozzi, Susanna Ceccardi e Michele Gasparri
Carlo Ghiozzi, Susanna Ceccardi e Michele Gasparri

L'europarlamentare Susanna Ceccardi insieme al consigliere comunale Carlo Ghiozzi e al segretario labronico Michele Gasparri fra via dell’Angiolo e in piazza Garibaldi

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LIVORNO. Alla Lega le moschee sono sempre piaciute poco. Figuratevi se queste risultassero abusive. È proprio per questo che è arrivata direttamente a Livorno, appena atterrata a San Giusto da Bruxelles, l’europarlamentare Susanna Ceccardi, ex sindaca di Cascina: per fare “la mappa” di quei garage, fondi, ex esercizi commerciali del centro tramutatisi in tempi recenti in luogo di culto islamico.

Con Ceccardi ci sono il capogruppo consiliare Carlo Ghiozzi e il segretario comunale Michele Gasparri. Prima tappa in via dell’Angiolo numero 40, un fondo ancora sovrastato dalla mega insegna di "Articolo 1", il partito che fu di D’Alema e Bersani, scioltosi da tempo. Verosimilmente il proprietario del locale è passato da riscuotere l’affitto dai “compagni” a riscuoterlo dai musulmani livornesi. Sulla porta inequivocabili scritte in arabo con gli orari delle preghiere e un invito a spegnere il cellulare durante i riti.

«Siamo contro le moschee mascherate da “centri culturali” – esordisce Ceccardi – sia per motivi di rispetto dei regolamenti comunali sia per motivi politici: innanzitutto la moschea deve essere prevista nel piano urbanistico di Livorno. Poi sono previsti requisiti obbligatori per i locali che dovranno ospitare molte persone». Ma il punto che interessa di più alla europarlamentare leghista è un altro: «Il nostro paese si sta islamizzando. A questo dobbiamo fare argine. Abbiamo di fronte a noi l’esempio di alcuni paesi del nord, a cominciare dalla Gran Bretagna che sono arrivati a un punto di non ritorno con le generazioni di musulmani là migrate. Il punto è solo uno: non si vogliono integrare».

Sembra di capire che la sindaca Susanna Ceccardi il nulla osta per aprire una moschea “vera” non l’avrebbe mai dato neanche coi requisiti tecnici ok? «È così», risponde. Ghiozzi ricorda il caso della Chiesa della Congregazione Alemanna Olandese in trattative (poi rientrate) per essere ceduta alla Comunità Islamica locale mentre Gasparri ripropone i casi di violenza “religiosa” sulla adolescente al Parterre, minacciata perché non indossava il burqa, e sulla donna aggredita dal marito perché indossava una minigonna.

Da via dell’Angiolo arriviamo in Piazza Garibaldi scortati dalle moto della Polizia Municipale e sotto gli sguardi incuriositi dei frequentatori stranieri della piazza per l’individuazione della seconda “moschea mascherata”, posta quasi ad angolo con via del Pettine. Stesse indicazioni sulla porta per gli orari della preghiera, stesse dichiarazioni dei leghisti.

Onorevole facciamo un esempio: i buddisti che si riuniscono per pregare nelle proprie case lo fanno abusivamente? «Che c’entra – risponde l’ex sindaca di Cascina – lì non c’è la presenza di un officiante».

E quindi che fare contro l’invasione islamica? Remigrazione? «A me piace parlare di “rimpatri” più che di “remigrazione” – risponde Ceccardi – per tutti coloro che stanziano senza permesso in Italia e per malfattori. Ma col piano “rimpatri” approvato recentemente al parlamento europeo vedrete che le cose cambieranno».

Il capogruppo leghista Carlo Ghiozzi non resiste alla tentazione, visto il luogo, di passare dalla remigrazione alla ripavimentazione della stessa piazza. «Dopo un paio di settimane il pavimento è già sciupato (“Complimenti al sindaco” fa un inciso Ceccardi) e la piazza è sempre in mano ai soliti noti: due esercizi commerciali hanno chiuso i battenti, i residenti hanno dovuto cercare parcheggi altrove per i motivi che immaginiamo e tutti i pomeriggi dalle 16 in poi in piazza ci sono migranti che giocano a pallone infastidendo i passanti. Serve altro, Luca Salvetti?». l


 

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