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A Livorno arriva la parete di arrampicata nella palestra del liceo Enriques

di Greta Leone
A Livorno arriva la parete di arrampicata nella palestra del liceo Enriques

Il preside Castorina: «La scuola non si fa soltanto tra le mura dell’istituto»

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LIVORNO Al liceo Enriques di Livorno per crescere bisogna imparare a salire in alto, appesi a una parete. Con il taglio del nastro di questa nuova struttura indoor nella palestra della scuola, la città colma un vuoto reale, dotandosi della sua prima area in assoluto dedicata all’arrampicata sportiva. Un intervento che arricchisce l’offerta formativa dell’istituto e introduce una disciplina in crescita, capace di coniugare attività fisica, gestione delle emozioni e rispetto per l’ambiente. Da oggi, questo spazio si candida a diventare un punto di riferimento essenziale per gli studenti, gli sportivi e i percorsi educativi del territorio.

«Nella scuola è entrata una ventata di novità in ambito sportivo». Con queste parole il dirigente scolastico Ersilio Castorina ha aperto la cerimonia di inaugurazione della nuova parete, installata grazie alla collaborazione tra scuola, Club Alpino Italiano e istituzioni locali. «In questi quattro anni, dal periodo successivo al Covid, c’è stata tanta voglia di rimettersi in gioco anche grazie agli insegnanti. Io rappresento la scuola ma non sono solo io a fare tutto il lavoro. La scuola non si fa soltanto tra le mura dell’istituto ma anche all’esterno. Ogni partner ci dà un valore aggiunto rispetto alle nozioni che troviamo sui libri», ha sottolineato Castorina, regalando l’immagine di un’aula aperta e senza confini.

Alla cerimonia era presente anche Eleonora Agostinelli, consigliera comunale di Livorno, che ha espresso il proprio entusiasmo per il traguardo raggiunto: «Sono felice perché torno in una scuola che ha fatto tanto in questi ultimi quattro anni. Gli studenti sono qui per crescere, per diventare uomini e donne». All’inaugurazione hanno preso parte anche Ilaria Chirici, responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale, in sostituzione della dirigente Cristina Grieco, insieme agli istruttori del Cai che hanno ribadito il valore formativo di questa disciplina. A ribaltare la prospettiva consueta sull’incontro tra scuola e associazionismo è stata invece Benedetta Barsi, presidente del Gruppo Regionale Cai Toscana: «Io credo che sia la scuola a dare una ventata di gioventù al Cai e non viceversa. La scuola ci aiuta a insegnare ai ragazzi come comportarsi e come proteggere il territorio. L’arrampicata è uno sport inclusivo, che aiuta a gestire le emozioni ed è adatto a tutti i livelli. Questo progetto è una prima pietra per continuare a crescere». Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente della sezione Cai di Livorno, Anna Fochi: «È una giornata importante. C’è una richiesta fortissima da parte dei giovani verso la montagna e l’arrampicata. Mancava una vera parete indoor e oggi questa possibilità esiste. È bello che nasca in una scuola pubblica, una sinergia perfetta. La parete ora va fatta vivere». La struttura non sarà infatti un’installazione scenografica, ma uno strumento concreto di apprendimento. Sul percorso formativo è intervenuta infine Letizia Paoletti, rappresentante del Cai e tutor esterna del liceo: «La formazione con il Cai è stata una bella esperienza. I ragazzi hanno partecipato attivamente e ci hanno aiutato a migliorare il progetto, soprattutto sui comportamenti in montagna e nella pratica sportiva»l


 

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