Ormeggiatori e barcaioli, firmato il nuovo contratto di lavoro
L’intesa sottoscritta da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti con Angopi, Legacoop produzione e servizi e Confcooperative lavoro e servizi prevede un aumento medio complessivo di 220 euro mensili
Gli ormeggiatori e barcaioli, categoria storica dei porti italiani, hanno un nuovo contratto di lavoro.
Dopo un lungo e propositivo confronto è stato sottoscritto unitariamente dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e dalle parti datoriali Angopi, Legacoop produzione e servizi, Confcooperative lavoro e servizi, l’accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale, ancorato alla chiusura dell’istruttoria tariffaria.
“È un rinnovo contrattuale – sottolinea la Filt Cgil - che conferma l’attenzione delle parti alla situazione economica del Paese ed alla conseguente erosione del potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori”.
L'accordo di rinnovo, con validità dal 1 luglio 2025 al 30 giugno 2028 prevede un immediato aumento medio complessivo pari a circa 220 euro, compresi gli imminenti adeguamenti economici previsti per il rinnovo delle tutele assicurative e registra, per il periodo compreso tra luglio 2025 a maggio 2026 e in funzione dell’esclusiva specificità della categoria, gli importi economici già riconosciuti attraverso una tantum e/o adeguamenti delle indennità operativa e/o di disponibilità.
Particolare attenzione è stata posta sulla formazione continua per favorire il miglioramento delle competenze professionali indispensabili per garantire la sicurezza in ambito portuale e per la sicurezza della navigazione.
Sempre per la Filt Cgil si tratta di un rinnovo contrattuale che irrobustisce un impianto regolatorio indispensabile per il settore ed incardinato sulle tutele collettive ed individuali accompagnate da adeguamenti normativi e specifiche garanzie sanitarie ed assicurative oltre a contemplare un corretto inquadramento professionale e retributivo per l’aspirante e l’allievo ormeggiatore.
“Entro il prossimo 5 giugno – sottolinea l’organizzazione sindacale - si procederà allo scioglimento della riserva a conclusione delle consultazioni delle lavoratrici e dei lavoratori”.
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