L’inchiesta
Palazzo Maurogordato, stop alla compravendita e nuova occupazione: il tesoro in pieno centro di nuovo nel degrado
In mora la Livor: doveva un saldo di oltre 6 milioni, invece chiede la risoluzione del contratto
LIVORNO. La compravendita che si congela. Nel frattempo viene nuovamente occupato, con un rogo divampato all’interno l’altra notte e 2 feriti col rischio che affreschi, marmi e statue diventino solo un ricordo fotografico. E regna il degrado. Sfuma l’happy ending sperato per Palazzo Maurogordato, quel tesoro ottocentesco su 4 piani, nel cuore del centro, a due passi dal mare, un tassello identitario della Livorno delle Nazioni. A raccontarlo è l’ultima relazione semestrale di gestione del Fondo Risparmio Uno di fine ’25 che fa capo a Castello Sgr, la società di gestione del risparmio con sede a Milano a cui appartiene l’immobile. Si congelano i progetti di rilancio e di futuro: il contratto di compravendita stipulato dalla società romana Livor srl da 6 milioni e 500mila euro nel settembre 2024, con tanto di caparra confirmatoria versata da 350mila, non viene onorato. Perché il saldo d’acquisto che doveva essere effettuato entro ottobre non c’è stato.
Salta la vendita
In città tutti - con l’associazione Borgo dei Greci in primis - speravano in un cambio di passo per quella meraviglia storica, dalle grandi potenzialità anche turistiche con sotterranei seicenteschi, che si racconta tra affreschi, stucchi, salone da ballo, sugli scali d’Azeglio. E invece sembra di no.
L’immobile fu occupato per una decina d’anni da famiglie in difficoltà che lo hanno liberato nell’aprile 2024: prima è stato ex sede Enel, dal 2006 è di Castello Sgr. Che ne stava perfezionando la vendita: nella relazione semestrale di gestione del Fondo del 30 giugno 2025 se ne scandivano le tappe.
Con la Livor srl per l’asset Livorno, in esecuzione del contratto preliminare per il complesso portafoglio degli assets di Ancona-Sesto San Giovanni- Livorno con BGenera spa (nuova denominazione di Gibbi srl). Operazione labronica dal valore di 6 milioni e 500mila euro (il Fondo ha incassato una caparra di 350mila). Ma quel primo mattoncino della società capitolina sembra vacillare. Lo rivelano gli ultimi documenti del 31 dicembre 2025, approvati dal cda di Castello Sgr a fine febbraio.
Le carte in tavola cambiano per il Palazzo fatto costruire dalla famiglia Maurogordato, originaria dell’isola di Chio. Si legge: “Ad oggi l’asset di Livorno non è ancora stato ceduto e le parti stanno negoziando un adeguato indennizzo per l’inadempimento alla conclusione dell’alienazione dell’asset Livorno”.
E nelle carte si fa un passo indietro. Alla sottoscrizione del preliminare del settembre 2024, condizionato al mancato esercizio della prelazione degli enti competenti (Sovrintendenza): “Il cui incasso e relativa consegna dell’immobile è stato differito – per contingenza dell’acquirente – prima ad aprile 2025 e successivamente ad ottobre 2025; a fronte di tale compravendita il Fondo ha incassato caparra per 350mila euro e ottenuto, ad indennizzo del ritardo, lo sgravio di costi di adeguamento dell’immobile per 200mila euro”. Il saldo non c’è stato. A fine estate 2025 arriva una proposta precisa dall’acquirente: “Di risolvere il contratto di compravendita stipulato a fronte della trattenuta della caparra, rifiutata dalla società di gestione anche in quanto sproporzionata rispetto al danno economico potenziale”, si legge nei documenti di Castello Sgr. Tra i “fatti rilevanti” riportati torna Palazzo Maurogordato: “in esecuzione del preliminare di compravendita avente ad oggetto i tre immobili di Livorno, Ancona e Sesto San Giovanni dal valore di 11 milioni, la società di gestione ha messo in mora la controparte Livor e la promissaria acquirente originaria BGenera (già Gibbi srl, responsabile in solido) per ottenere l’adempimento ovvero, in alternativa, negoziare un adeguato indennizzo per l’inadempimento al pagamento del prezzo per l’asset di Livorno”.
Chi è Livor srl
Chi è Livor srl? È una società con un capitale sociale di 10mila euro; amministratore unico Gaetano Buglisi. Fa attività immobiliare, si legge in visura camerale. È partecipata al 100% dalla società, Hightel Towers spa (capitale sociale 5milioni di euro). Amministratore unico di Livor e Hightel Towers spa è Buglisi. Entrambe le realtà convergono ad uno stesso indirizzo, via Farnese 7. Quest’ultima società fa parte della holding BGenera spa.
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