Il Tirreno

Livorno

Sanità: la storia

Capraia saluta la dottoressa Beatrice Becattini: «Qui non c'è il pronto soccorso, in questi 5 anni l’isola mi ha insegnato tanto»

di Martina Trivigno

	Un momento del saluto collettivo alla dottoressa Beatrice Becattini
Un momento del saluto collettivo alla dottoressa Beatrice Becattini

Grande festa per il medico, arrivata sull’isola per la sua prima esperienza lavorativa dopo la laurea: «Mi mancheranno soprattutto le persone»

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CAPRAIA ISOLA. A Capraia le storie si intrecciano e diventano legami, soprattutto quando il tempo condiviso si trasforma in qualcosa di profondo e duraturo. Ed ecco che l’isola ha mostrato il suo volto più autentico martedì scorso: un’intera comunità si è riunita per salutare la dottoressa Beatrice Becattini, 35 anni, arrivata nel 2021 e diventata, nel corso degli anni, molto più di un medico della continuità assistenziale.

È stato un momento semplice ma denso di significato, fatto di abbracci, sorrisi e parole cariche di riconoscenza. Alla festa hanno partecipato in tanti, mentre molti altri hanno voluto far arrivare messaggi di affetto e stima. Il suo addio al servizio sull’isola – scelta legata alla volontà di proseguire il proprio percorso professionale nel territorio senese – è stato vissuto non come una partenza qualunque, ma come il saluto a una presenza che ha lasciato un segno profondo nella vita quotidiana della comunità. «Questi ultimi cinque anni sono stati impegnativi, ricchi di esperienze e molto formative – racconta la dottoressa Becattini –. Sono arrivata qui alla mia prima esperienza lavorativa dopo la laurea, da neofita. Ho vissuto davvero di tutto: il contatto con le persone, le emergenze, il lavoro con i colleghi, ma anche l’isolamento dell’isola».

Un isolamento che, con il tempo, ha assunto però un significato diverso, trasformandosi in relazione e appartenenza. «Ho trovato negli abitanti di Capraia persone sempre accoglienti, che mi hanno fatto sentire a casa. In mezzo al mare, questo è un valore enorme», racconta il medico.

Il suo lavoro è stato fatto di presenza costante e responsabilità, spesso silenziosa ma totale. «Qui non c’è un pronto soccorso – sottolinea Becattini – . Il medico è il riferimento per tutti, 24 ore su 24. Ti senti responsabile della comunità per giorni interi, è un’esperienza che ti mette alla prova, non solo professionalmente ma anche come persona». Parole che raccontano bene la complessità di un ruolo svolto in un contesto unico, dove la dimensione professionale si intreccia inevitabilmente con quella umana. Ed è proprio questa componente ad aver fatto la differenza. «In ogni esperienza emerge ciò che sei davvero – aggiunge – . Se ti metti in gioco, le persone lo capiscono. L’empatia? È il riscontro più grande che ho avuto». Un tratto che le viene riconosciuto unanimemente e che ha contribuito a costruire un rapporto sincero con gli abitanti.

A sottolinearlo anche la direttrice della Zona distretto livornese, Cinzia Porrà. «Desidero esprimere un sentito ringraziamento alla dottoressa Becattini per il lavoro svolto in questi anni a Capraia – evidenzia Porrà – . Ha rappresentato un punto di riferimento importante per la comunità e per i colleghi, distinguendosi per professionalità, disponibilità e capacità di costruire relazioni positive. Il legame creato con la popolazione è la dimostrazione concreta del valore del suo impegno».

Da lunedì prossimo la dottoressa Becattini inizierà un nuovo capitolo come medico di famiglia a Siena. Un ritorno a casa atteso, accompagnato però da una naturale nostalgia. «Sono felice di tornare, anche per la vicinanza con altri servizi sanitari – conclude il medico – . Ma so già che mi mancheranno il mare, i ritmi dell’isola e soprattutto le persone».

Nel saluto che Capraia le ha dedicato resta tutto il senso di questi anni: non solo la fine di un incarico, ma la testimonianza di un legame autentico. Un’esperienza che lascia tracce profonde, in chi parte e in chi resta.


 

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