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A Livorno “Suoni inauditi” e “Mask”: al Mascagni due rassegne tra contemporanea e jazz

A Livorno “Suoni inauditi” e “Mask”: al Mascagni due rassegne tra contemporanea e jazz<br>

Il direttore Federico Rovini: «Due iniziative di grandissimo valore per il Mascagni»

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LIVORNO Il conservatorio statale di Musica “Pietro Mascagni” di Livorno presenta due nuove rassegne che accompagneranno la primavera musicale della città: la quattordicesima edizione di “Suoni Inauditi”, rassegna internazionale di musica contemporanea, e la prima edizione di “Jazz Mask – Weekends creativi al Mascagni”, incentrata sui linguaggi del jazz e dell’improvvisazione. Le due rassegne - «di grandissimo valore per il Conservatorio», come ha sottolineato il maestro Federico Rovini, direttore del Mascagni - prenderanno il via nei primi giorni di maggio – lunedì 4 maggio “Suoni Inauditi” e venerdì 8 maggio “Jazz Mask” – e si svilupperanno attraverso un calendario articolato di concerti ed eventi - tutti a ingresso libero - che animeranno l’Auditorium “Chiti”, confermando il ruolo del Conservatorio come centro di produzione culturale attivo e aperto al territorio.

“Suoni Inauditi”, curata dal prof. Fabio De Sanctis De Benedictis insieme al prof. Pietro Bittolo Bon, rappresenta da anni uno degli spazi più significativi per l’esplorazione dei linguaggi della musica contemporanea, con una programmazione che mette in dialogo compositori, interpreti e pubblico, tra prime esecuzioni, sperimentazione e ricerca sonora. “Suoni Inauditi” nasce da un’idea del maestro Stefano Agostini e, in questa edizione, vede anche il contributo organizzativo del maestro Pietro Bittolo Bon. «Il programma - ha detto De Sanctis De Benedictis - proporrà concerti di musica contemporanea in una stagione ricca di spunti, con un’attenzione particolare all’improvvisazione e al rapporto con le nuove tecnologie. Da sottolineare anche il coinvolgimento, oltre che dei nostri studenti, di quelli del Conservatorio “Boccherini” di Lucca. Si tratta di appuntamenti molto stimolanti, che contribuiscono ad aprire nuove prospettive di ascolto e comprensione della musica del nostro tempo».

Accanto a questa consolidata esperienza, prende il via per la prima volta “Jazz Mask”, rassegna curata dal prof. Mauro Grossi, che propone una serie di appuntamenti dedicati al jazz nelle sue molteplici declinazioni, con particolare attenzione alla creatività, all’improvvisazione e - ovviamente - al coinvolgimento degli studenti. «Jazz Mask è una novità assoluta per il nostro Conservatorio: si ispira a un format, ideato da Pino Saulo per la rubrica Fahrenheit di Rai Radio 3. In pratica - ha spiegato Grossi - si tratta di mettere un pianista in solitudine a reagire a tre stimoli musicali provenienti da epoche e contesti diversi. Un esperimento particolarmente interessante perché mette alla prova la tenuta e il coraggio degli artisti. Accanto a questo, tra gli altri appuntamenti ci sarà anche un progetto sviluppato dai miei studenti del corso di Composizione jazz, presentato in formazione di big band completa, che porterà all’ascolto di opere originali nate all’interno del percorso didattico». Info: www.consli.it. 

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