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La sentenza

Alluvione di Livorno, la corte d'appello ribalta: «Anche Pucciarelli dovrà risarcire»

di Stefano Taglione
Riccardo Pucciarelli
Riccardo Pucciarelli

Accolto il ricorso di alcuni familiari delle vittime. Resta l’assoluzione penale, da tempo definitiva, visto che la procura non ha impugnato la pronuncia

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LIVORNO. Colpo di scena in corte d’appello a Firenze: i giudici hanno accolto il ricorso di alcuni familiari delle vittime dell’alluvione, ritenendo l’ex capo della protezione civile e comandante della polizia municipale labronica, Riccardo Pucciarelli, responsabile per i soli effetti civilistici di quanto accaduto nella notte fra il 9 e il 10 settembre del 2017. In pratica, ma se ci sarà ricorso in Cassazione bisognerà attendere la decisione della Suprema corte, in un successivo procedimento civile verrà stabilito quanto dovrà risarcire ai parenti di chi perso la vita. L’ex dipendente pubblico, oggi settantenne, penalmente è stato assolto in via definitiva dall’accusa di omicidio colposo plurimo (al contrario dell’ex sindaco Filippo Nogarin, condannato a tre annidi reclusione e con la decisione pendente in appello), dato che la procura non ha impugnato la decisione del tribunale labronico.

I risarcimenti

La posizione di Pucciarelli, quindi, potrebbe rientrare in campo per i soli risarcimenti. Ma se ne parlerà più avanti. Al momento, per le provvisionali, hanno pagato il Comune e l’assicurazione, che aveva già annunciato la volontà di rivalersi – in caso di condanna definitiva – verso l’ex primo cittadino del Movimento 5 stelle. Ora, in caso di conferma, potrebbe farlo anche nei confronti di Pucciarelli. Palazzo civico al momento ha pagato 2.050.000 euro. Gli importi sono stati liquidati a Camilla Ramacciotti (300.000, che ha perso i genitori Simone Ramacciotti e Glenda Garzelli, il fratellino Filippo e il nonno Roberto Ramacciotti), Giorgio Ramacciotti (250.000, ha perso il fratello Simone, la cognata Glenda, il padre Roberto e il nipote Filippo), Paola Risi (250.000, ha perso il figlio Simone, la nuora Glenda, il marito Roberto e il nipote Filippo), Carlo Garzelli e Simonetta Grimaldi Bernuzzi (150.000 ciascuno, hanno perso la figlia Glenda, il genero Simone e il nipote Filippo), Michela Demurtas (150.000, ha perso la figlia Martina Bechini), Filippo Meschini, sposato proprio con Martina (per lui 100.000 euro), Alessandra Bechini (la sorella di Martina, 100.000), Marco Frattali, Francesca Frattali e Maria Cristina Stabili (le prime due figlie di Raimondo Frattali, mentre Maria è la vedova, 100.000 ciascuno), Andrea Vestuti e Maria Luisa Matteini (figlio e moglie di Roberto Vestuti, 100.000 euro ciascuno) e Mara e Alba Tampucci (50.000 ciascuno per aver perso il fratello Gianfranco, col quale convivevano).

Il ricorso

Il ricorso in appello non è stato presentato da tutti i familiari delle vittime, ma da coloro che erano rappresentati dagli avvocati Massimo Manfredini, Paola Bernardo, Carlo Golda e Danilo Adoncecchi. «Siamo particolarmente soddisfatti dell’esito della sentenza – spiega Manfredini dopo la lettura del dispositivo– che riconosce la responsabilità civilistica dell’ex capo della protezione civile di Livorno, Riccardo Pucciarelli». Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni e solo allora si capirà se l’ex comandante della protezione civile deciderà di fare ricorso in Cassazione.

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