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Livorno, il Comune riduce il taglio del verde in alcune zone: «L’erba alta fa bene, non è incuria» – Il progetto

di Redazione Livorno

	Il progetto a Livorno
Il progetto a Livorno

L’assessora Cepparello: «Questa pratica si sta diffondendo in tutta Europa in varie città italiane. Lo sfalcio differenziato è molto positivo, ma può invece essere interpretato come semplice incuria»

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LIVORNO.  L’erba alta non come fotografia di incuria e degrado (e luogo in cui proliferano animali, insetti e sporco), ma come elemento distintivo ed «essenziale per la biodiversità e il benessere ecologico della città, creando un ambiente più naturale, spontaneo, sostenibile, utile e piacevole da osservare».

Il nuovo approccio del Comune

È il nuovo approccio che il Comune adotterà col cosiddetto sfalcio differenziato, progetto presentato lunedì 27 aprile in municipio dalle assessore Giovanna Cepparello e Silvia Viviani, dalla dirigente Silvia Borgo e dal funzionario dell’ufficio Verde, Alberto Ughi. «Lo sfalcio differenziato è un modello innovativo di gestione del verde pubblico che mira a favorire la biodiversità, migliorare la qualità ambientale e promuovere una manutenzione più sostenibile delle aree verdi urbane e periurbane. Consiste nella riduzione dei tagli dell’erba, da 8-10 sfalci l’anno a 2, in alcune zone individuate all’interno di parchi e aree verdi fruibili». I due sfalci sono previsti in primavera-estate, dopo la fioritura, e nel tardo autunno, prima della stagione invernale.

Perché ridurre gli sfalci

«Il progetto nasce dalla necessità di ridurre gli effetti negativi degli sfalci frequenti, che impoveriscono la flora spontanea, influiscono negativamente sugli insetti impollinatori e riducono le possibilità di rifugio per piccoli vertebrati e avifauna», è stato spiegato.

Come funziona lo sfalcio differenziato

«Questa scelta di gestione della manutenzione dei manti erbosi prevede la riduzione della frequenza dei tagli nelle aree a minor utilizzo pubblico; la tutela delle fasi di fioritura, produzione di semi e nidificazione; la gestione “a mosaico”, con fasce lasciate volutamente più alte; l’incremento delle piante erbacee autoctone e del verde spontaneo; maggiore presenza di impollinatori come api, farfalle e bombi; supporto alla fauna urbana, tra cui ricci, piccoli roditori e uccelli insettivori».

Le aree interessate

Ecco le aree individuate: area pubblica fronte Chiesa della Scopaia tra via Inghilterra, via Olanda e via della Scopaia; area a verde pubblico dietro ai garage di via Grecia; area a verde via Ungheria; parco degli Aquiloni lungo via Guadalajara; area a verde pubblico lungo via Sernesi; aree a verde pubblico Porta a terra.

L’avvertimento dell’assessora Cepparello

«È importante evitare equivoci – sottolinea Cepparello –. Questa pratica si sta diffondendo in tutta Europa in varie città italiane. Lo sfalcio differenziato è molto positivo, ma può invece essere interpretato come semplice incuria. L’erba alta, che da un certo punto di vista è lontana dall’immaginario del pratino all’inglese, ha però molte virtù dal punto di vista ecosistemico e dal punto di vista anche dell'adattamento ai cambiamenti climatici».

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