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Livorno, riparato il ponte di viale Mogadiscio: non si apre più solo manualmente

di Stefano Taglione

	Il porto di viale Mogadiscio
Il porto di viale Mogadiscio

Il congegno ora funziona: fino al 27 aprile è l’unico collegamento con la Darsena Toscana. Boccata d’ossigeno per il terminal container e i Navicelli: sabato scorso si era bloccato in posizione aperta

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LIVORNO. Il sistema elettrico è tornato a funzionare. Boccata d’ossigeno per l’area container del porto e per la Darsena pisana, con il ponte di viale Mogadiscio - bloccato in posizione aperta nel pomeriggio di sabato scorso, con annesse file chilometriche fino a via Leonardo da Vinci - che, dopo essere stato subito riportato manualmente in posizione orizzontale, ieri è stato anche riparato.

Avr - la società che, su disposizione della Città metropolitana di Firenze, gestisce l’infrastruttura e tutta la Fi-Pi-Li - aveva cercato fin da subito di tamponare la falla, anche se i tecnici erano abbastanza fiduciosi di riuscirci senza particolari problemi.

Viadotto vitale

Il viadotto di viale Mogadiscio, a causa dei lavori in corso al ponte principale della Firenze-Pisa-Livorno, fino al 27 aprile sarà l’unico collegamento fra la terraferma e la Darsena Toscana, cuore del traffico dei container del porto con Tdt, che per arginare l’emergenza ha da settimane anticipato l’apertura del varco per gli autotrasportatori dalle 7,30 alle 6 di mattina. Ma non solo: in Sdt sbarcano anche i traghetti, come il Grimaldi da Olbia. La mattina, fra l’altro, quando i mezzi pesanti si concentrano maggiormente per i carichi e gli scarichi delle merci. È chiaro come il solo viadotto di viale Mogadiscio, non certo pensato per un traffico pesante così elevato, avanti così a lungo non possa andare. Specie se, come avvenuto sabato scorso, sollecitato a più non posso inizia anch’esso ad avere dei problemi. Il viavai di Tir e auto fra il porto e l’arteria toscana è infatti concepito sui due assi, non su uno, e si deve intersecare con le fasce orarie (due al giorno) per il passaggio degli yacht alti oltre i nove metri che devono entrare e uscire dal canale dei Navicelli, dove lavorano le imprese della Darsena pisana. Il sistema elettrico del viadotto ha fatto crac proprio dopo l’apertura per il transito dei natanti, provocando file chilometriche anche verso Calambrone e Tirrenia.

«Siamo preoccupati»

Continua a essere «molto preoccupato» il presidente della Port Authority di Pisa, Mirko Benetti, che guida la società di gestione del canale artificiale. È il cuore pulsante di un’economia-eccellenza nel mondo: i super-yacht, visto che nella Darsena pisana hanno sede moltissime aziende del comparto, oltre al gioiello labronico Gas and Heat, impresa che produce serbatoi criogenici. Hanno sofferto molto, tutte, dopo il cedimento del ponte della Fi-Pi-Li il 6 marzo scorso. Ora che l’impalcato è stato rimosso i mezzi possono passare al di sotto e devono attraversare, come di consueto, anche gli altri viadotti: quello di viale Mogadiscio, che sabato ha fatto crac, e gli altri due (il ferroviario e l’ultimo sulla provinciale, oltre alle porte vinciane). «La riparazione del ponte, nel complesso, rappresenta sicuramente una buona notizia - prosegue Benetti - ma nel panorama generale la mia preoccupazione è la stessa. L’unica alternativa, lo ripeto sempre, è la realizzazione del futuro ponte levatoio sullo Scolmatore, altrimenti non si può andare avanti. Il futuro sarebbe molto complesso». In questo modo i panfili bypasserebbero il porto di Livorno, senza intralciare il viavai di Tir verso la Darsena Toscana e, si spera, la futura Darsena Europa destinata ad aumentare esponenzialmente il traffico dei contenitori da e per il nostro scalo.

Il cronoprogramma

Ripristinato il funzionamento dell’asse di viale Mogadiscio, ora la speranza è che non vi siano ulteriori ritardi sulla riapertura del viadotto principale della Fi-Pi-Li. Nel dettaglio, il ponte collassato poco più di un mese fa sarà pronto per essere riposizionato domani - questo l’ultimo cronoprogramma diffuso dalla Città metropolitana di Firenze - mentre fra il 16 e il 19 poi si procederà con il posizionamento delle gru e della chiatta e con il sollevamento del ponte. Infine, dal 20 al 26, spazio alla nuova pavimentazione e ai collaudi. La riapertura completa, come anticipato, viene ora annunciata entro il 27 aprile, sperando che non vi siano ulteriori ritardi. Doveva restare chiuso una decina di giorni, purtroppo però i tempi si sono dilatati a dismisura a causa di imprevisti che Avr sta comunque gestendo con la maggior celerità possibile.

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