Il Tirreno

Livorno

Lavoro

Livorno, un'unità di crisi su logistica e automotive in prefettura. La Cgil diserta

di Stefano Taglione

	Un momento del tavolo in prefettura
Un momento del tavolo in prefettura

Giancarlo Dionisi ha convocato il primo tavolo per affrontare le criticità del settore. L'obiettivo: tutelare il lavoro in un contesto complesso

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il punto di partenza è una parola più volte richiamata durante il confronto: sistema. Perché – secondo gli addetti ai lavori – è proprio la mancanza di una visione complessiva ad aver contribuito, negli anni, a trasformare la logistica automotive del porto labronico in un terreno fragile, attraversato da tensioni sindacali, vertenze aperte e criticità strutturali. Da qui la scelta del prefetto Giancarlo Dionisi di convocare, nella mattinata di giovedì 9 aprile, un tavolo nel Palazzo del Governo per provare a rimettere ordine e soprattutto a cambiare metodo.

Attorno allo stesso tavolo si sono seduti gli assessori al lavoro dei Comuni di Livorno e Collesalvetti, Federico Mirabelli e Daniele Rossi, i rappresentanti dell’Autorità di sistema e le organizzazioni sindacali Uil, Cisl e Usb. Assente la Cgil, che ha deciso di non partecipare. Il quadro emerso è quello di un settore strategico per l’economia, ma oggi in sofferenza. Il traffico delle auto, tra porto e interporto, resta uno dei pilastri dell’attività logistica, ma la sua gestione continua a mostrare crepe profonde: «frammentazione degli operatori, concorrenza al ribasso, condizioni di lavoro spesso al limite delle regole», secondo gli addetti ai lavori.

Ed è proprio qui che si innesta il cambio di passo proposto dal prefetto: basta rincorrere le emergenze, affrontando una vertenza alla volta. Serve invece un livello di confronto più alto, capace di tenere insieme sviluppo e diritti. Da qui l’idea, condivisa da chi era presente all’incontro, di istituire una cabina di regia coinvolgendo la Regione.

Un organismo che non sia solo formale, ma operativo. Un luogo dove siedano tutti: istituzioni, sindacati, associazioni di categoria, rappresentanze datoriali – a partire da Confindustria – e Autorità portuale. L’obiettivo è costruire una strategia comune, utilizzando anche strumenti già esistenti come l’unità di crisi, per intervenire in modo coordinato su un settore che oggi appare spesso fuori controllo. Non a caso, durante il tavolo, il tema del rispetto delle regole è stato uno dei più ricorrenti. I sindacati hanno parlato apertamente di una filiera in cui, con troppa frequenza, vengono aggirati i contratti collettivi nazionali e le normative sul lavoro. Una situazione che alimenta dumping salariale e contrattuale.

Fit-Cisl e Uil Trasporti hanno richiamato l’attenzione anche sul “manifesto del lavoro buono” che il Comune di Livorno si appresta a sottoscrivere. Un passaggio importante, ma che – hanno sottolineato – dovrà tradursi in atti concreti. «Non bastano i principi», è il senso del ragionamento, «serve coerenza lungo la filiera». Nel mirino dei sindacati anche alcune situazioni specifiche, considerate emblematiche delle criticità. Tra queste, la vertenza dell’autoparco “Il Faldo”. La richiesta è chiara: portare questi casi dentro la futura cabina di regia, per affrontarli con strumenti adeguati e in un quadro più ampio.

Toni netti anche da parte di Usb, che parla senza mezzi termini di un “far west” della logistica. Il sindacato ha ribadito la necessità di fare chiarezza e di intervenire sulle cause profonde delle criticità, presentando al tavolo una propria relazione con proposte rivolte alle istituzioni. Allo stesso tempo, però, ha dato disponibilità al confronto, sottolineando come il percorso avviato in prefettura rappresenti un passo avanti significativo. L’idea di fondo, condivisa anche dagli altri partecipanti, è che solo mettendo attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti si possa uscire da una fase segnata da conflittualità ricorrenti. «Crediamo sia un passo avanti importante verso il superamento del vero e proprio “far west” della logistica che da anni denunciamo e combattiamo in tutti i piazzali del porto e dell’interporto», le parole del leader di Usb Livorno, Giovanni Ceraolo.

Il prefetto, dal canto suo, ha raccolto le sollecitazioni e rilanciato. L’intenzione è quella di riconvocare il tavolo a breve, allargandolo alla Regione e alle associazioni di categoria. Un passaggio considerato decisivo per dare gambe alla cabina di regia e trasformare il confronto in un percorso concreto. «Il mio impegno – ha spiegato – è fare in modo che questo percorso non lasci indietro nessuno». Un riferimento esplicito alla tutela del lavoro esistente e alle famiglie che da quel lavoro dipendono. Ma anche un richiamo alla necessità di un’azione istituzionale «seria, concreta e condivisa». «Il nostro territorio – le parole invece dell’assessore al lavoro colligiano, Daniele Rossi – rappresenta uno snodo logistico strategico. Tuttavia, la logistica resta un comparto esposto a forti criticità: dumping salariale, frammentazione contrattuale e una competizione al ribasso negli appalti che scarica i costi sui lavoratori, l’anello più debole della filiera. Da queste dinamiche derivano anche rischi rilevanti sul piano della sicurezza, sia nei luoghi di lavoro che nell’organizzazione delle attività. Per questo accogliamo con favore l’apertura del tavolo permanente ».

La partita che si apre è delicata. Da un lato c’è l’urgenza di rimettere ordine in un comparto dove spesso le regole sono state disattese. Dall’altro la necessità di rilanciare la competitività del porto, in un contesto internazionale sempre più complesso. Perché il rischio, altrimenti, è quello di perdere terreno. E con esso posti di lavoro, investimenti, prospettive. La sfida, invece, è opposta: trasformare una fase di crisi in un’occasione di rilancio. Ma per farlo servirà davvero quel cambio di passo evocato al tavolo della prefettura. In attesa dell’evolversi della situazione, intanto, un primo risultato c’è: aver rimesso al centro il tema della logistica automotive come questione di sistema, e non più come somma di singole emergenze. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Primo piano
Il caso

Viareggio, manda foto hard della ex ai figli (uno minorenne): condannato per revenge porn

di Luca Tronchetti
Speciale Scuola 2030