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Livorno dice addio al prof Emo Lessi, storico insegnante dell'Enriques

di Martina Trivigno

	Il professor Emo Lessi (al centro seduto) con la sua famiglia, a dx in una foto da giovane alla Bbc
Il professor Emo Lessi (al centro seduto) con la sua famiglia, a dx in una foto da giovane alla Bbc

Docente di inglese, aveva 86 anni. Negli anni Settanta lavorò per la Bbc e poi insegnò in Somalia e in Svizzera. Grande appassionato di sport, giocò nel Livorno

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LIVORNO. La città dice addio al professor Emo Lessi, originario di Salviano, figura amata e rispettata, storico docente di inglese del liceo Enriques. La sua vita è stata un viaggio tra culture, lingue e generazioni, una testimonianza di curiosità, coraggio e profonda umanità.

Primo della sua famiglia a frequentare la scuola, Emo Lessi fu un ragazzo studioso e ambizioso. Dopo il liceo classico, si laureò in inglese, ma la sua vera scuola fu il mondo che lo circondava. Giocando a calcio con gli americani di Camp Derby, imparò l’inglese come soltanto chi ama davvero una lingua può fare: con passione, divertimento e amicizia.

Gli anni Settanta lo portarono anche a Londra, dove lavorò per la Bbc, affinando le sue competenze linguistiche, mentre nel 1985 la sua carriera di docente lo condusse lontano dall’Italia. Prima in Somalia, dove insegnò italiano all’Università di Mogadiscio, affrontando con curiosità e rispetto una cultura lontana dalla sua. Poi in Svizzera, a Zurigo, dove fu preside del liceo italiano Vermigli, lasciando un’impronta indelebile tra colleghi e studenti. Ma il cuore di Emo Lessi era sempre legato alla famiglia: seguì la moglie, la professoressa Lia Mara Conti, sua compagna di vita fin dall’età di 16 anni, a Parigi, dove entrambi continuarono a vivere la loro passione per la cultura. Qui, in particolare, il professore collaborò con l’Unesco alla rivista “Diogenes”, continuando a contribuire al dialogo tra popoli e conoscenze.

Parlava fluentemente cinque lingue, ma era sempre modesto: la sua conoscenza era uno strumento per aprire ponti, non per costruire muri.

Oltre alla cultura, Emo Lessi amava lo sport, in particolare il calcio. Giocò nel Livorno, con il suo cuore che è sempre rimasto amaranto, e mantenne un legame profondo con questo mondo, diventando amico di Massimiliano Allegri e seguendolo negli stadi di tutta Europa durante le partite di Champions League. Lo sport per lui era più di un gioco: era amicizia, passione e disciplina, valori che portava anche in classe e nella vita di tutti i giorni e, al tempo stesso, condivisione.

Chi lo conosceva ricorda la sua mitezza, la tolleranza verso le debolezze altrui e la fermezza dei suoi principi. Emo Lessi era un uomo che sapeva ascoltare, che metteva sempre gli altri a proprio agio, e che ha vissuto ogni momento con dignità e coraggio. Lascia la moglie Lia Mara Conti, i figli Loredana, Simona e Danilo, otto nipoti, due bisnipoti e il fratello Amerigo. La sua eredità non è solo nelle lingue insegnate o nei libri scritti, ma nei cuori delle persone che ha amato e che lo hanno amato, negli studenti ispirati, negli amici veri, in una famiglia che continuerà a portare avanti i suoi valori.

Emo Lessi era un cittadino del mondo, ma soprattutto un uomo che amava profondamente la sua famiglia e la vita. E in questo amore, nel suo esempio, rimarrà per in chiunque lo abbia conosciuto.


 

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