Livorno e Reset sul podio nazionale: sono i volontari d’Italia
L’associazione e il primo premio al festival dell’Amministrazione condivisa: «Un motivo di orgoglio per tutta la città: 10 anni di lavoro, ce lo siamo guadagnato»
LIVORNO Un premio nazionale che fa onore a 10 anni di lavoro quotidiano. Ininterrotto. Faticoso. Volontario. Per prendersi cura di beni cittadini “dimenticati”, dalle Terme alle ville di Monterotondo, passando per piazza Dante, il Museo di Storia Naturale. Un circuito virtuoso che abbraccia i contributi di detenuti, studenti sospesi, Tribunale dei minori, Serd, lavori di pubblica utilità, servizi sociali del Comune.
Ieri, nell’aprile 2016 la nascita di Reset, oggi (o meglio ieri) marzo 2026 ad Assisi il premio nazionale “Patti di collaborazione e amministrazione condivisa”. Ecco i “nostri” volontari dell’Italia.
Il riconoscimento arriva dal palco della 2° edizione del prestigioso Festival dell’Amministrazione condivisa, una 3 giorni di incontro per la comunità che si prende cura dei beni comuni (enti pubblici, organizzazioni del terzo settore, associazioni, enti filantropici, scuola, università e cittadini attivi) che vede Livorno sul gradino più alto del podio.
«Poter raccontare davanti a una platea nazionale cosa viene fatto a Livorno deve essere motivo di orgoglio per tutti. Per tutte le amministrazioni che hanno a che fare con noi, tutta la cittadinanza che ci sostiene», Giuseppe Pera è il presidente sognatore di questo gruppo di cittadini attivi che oggi conta ben oltre 200 soci e un centinaio di persone coinvolte nei progetti di pubblica utilità, scuole, servizi sociali chem da una a più volte alla settimana, si dedicano ai luoghi del cuore dell’associazione (Terme, Villa Henderson, piazza Dante, parchi del Parterre, Villa Fabbricotti, le ville di Monterotondo Rodocanacchi e Maurogordato).
È un premio che arriva dalla vetrina per eccellenza, promossa dal Comune di Assisi, da Labsus che è il laboratorio per la sussidiarietà che si occupa del regolamento dei beni comuni in ogni Comune d’Italia. Un pezzo da novanta a cui si aggiungono il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, Anci, la Regione e le Fondazioni umbre. Ci sono associazioni di volontariato da tutta Italia. Sindaci, consiglieri comunali, assessori, imprese, amministrazioni.
Dieci i gruppi di lavoro organizzati. Insieme a Giuseppe Pera c’è anche un altro storico volontario dell’associazione, Fabio Grasselli. Si parla di quel che il gruppo fa a Livorno.
La città che si fa onore, insieme al racconto dei piccoli, grandi miracoli che l’associazione in 10 anni ha fatto e sta facendo, restituendo luoghi, scoperte e meraviglie storiche altrimenti dimenticate. E prendendosi cura di parchi e aree verdi. Un lavoro che prende forma e concretezza grazie al principio di sussidiarietà. Che si traduce in patti di collaborazione e amministrazione condivisa col Comune, con la Provincia, con la Asl. Istituzioni e cittadini attivi insieme per la comunità, per contribuire a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale. «Alle associazioni di volontariato era dedicata la sezione “Patti di collaborazione” - fa la cornice Pera - Erano previste tre menzioni speciali e il premio finale nazionale, vinto orgogliosamente da Reset: con fierezza abbiamo avuto modo di raccontare la nostra attività alle Terme e in tutti i patti, i vari progetti realizzati con i detenuti, i bimbi sospesi, i progetti dei lavori di pubblica utilità».
L’emozione è tanta. «Abbiamo ricevuto veramente una grande accoglienza: è un meritato riconoscimento a dieci anni di lavoro, ogni giorno comprese le feste - e ancora - Ce lo siamo guadagnato e quando dico noi intendo tutti quelli che in questi anni hanno contribuito in varie forme alle nostre attività, a noi sognatori che tutte le volte rilanciamo e alziamo l’asticella perché crediamo che queste esperienze debbano moltiplicarsi, ma anche essere sempre più parte della città». E chiude estendendo il premio a Livorno con un grazie: «Oggi siamo oltre duecento soci, quando facciamo le apertura, diventare soci è sostentamento dell’associazione: volontari attivi siamo una quindicina e con tutti i progetti sociali sfioriamo le 100 persone che, ogni giorno, da una a più volte alla settimana, si dedicano ai nostri luoghi del cuore».l
