Il Tirreno

Livorno

Sos furti

Livorno, rubano i soldi da una baracchina di abbigliamento in piazza Garibaldi

di Stefano Taglione
I danni alla baracchina
I danni alla baracchina

Spariti 30-40 euro dal registratore fiscale dopo il raid notturno nel chiosco-negozio “Abbigliamento Panasyuk”. Il racconto del figlio della titolare

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Furto nella notte fra lunedì 16 e martedì 17 marzo in piazza Garibaldi, in piena “zona rossa” quindi, dove nel mirino dei ladri è finita la baracchina dei vestiti “Abbigliamento Panasyuk”. I ladri hanno forzato una porta retrostante il chiosco-negozio riuscendo a portare via il fondo cassa, per un bottino di 30-40 euro. Per fare irruzione hanno rotto un lucchetto. La scoperta è stata fatta al momento dell’apertura. Sul posto sono intervenute le volanti della polizia di Stato, che hanno effettuato un sopralluogo per ricostruire l’accaduto e avviare le indagini.

A raccontare quanto successo è Dmytro Panasyuk, figlio della titolare Olena: «Hanno sfondato una porta, una specie di porticina sul retro, sono entrati e hanno rubato il fondo cassa, 30-40 euro. Non c’era molto denaro, perché non lo lasciamo mai, cosa pensavano di trovare in un’attività come la nostra?», si chiede. Secondo una prima ricostruzione, i malviventi si sarebbero concentrati esclusivamente sul contante. «Abbiamo tanti vestiti, ma non sappiamo se manca qualcosa. Il registratore di cassa lo hanno lasciato, almeno quello...», prosegue Panasyuk, sottolineando come il danno economico sia limitato, ma resti la preoccupazione per l’ennesimo episodio.

Il giovane non nasconde l’amarezza per quanto accaduto, inserendo il colpo subìto in un contesto più ampio di degrado e piccoli reati all’interno della “zona rossa” del centro. «Credo che il colpevole sia un tossico che voleva comprarsi la droga», aggiunge. Non si tratta, purtroppo, del primo furto per Panasyuk. «L’anno scorso ci hanno rubato due cellulari», racconta ancora. E non solo: «Hanno portato via pure un carrello che usavamo per spostare gli indumenti».

Parole che si chiudono con uno sfogo amaro: «Questa piazza è tremenda, dato che è frequentata da persone che rubano». Ma «le forze dell’ordine passano ed è sicuramente aumentata l’illuminazione». «Chissà: forse tutto questo non basta», conclude. Le indagini sono in corso: nella piazza ci sono le telecamere comunali di ultima generazione che potrebbero contribuire a dare un volto e un nome al malvivente o ai ladri, se più di uno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Il delitto
L’intervista

Morte di Giacomo Bongiorni, il padre di un indagato: «Mio figlio non è un criminale, il gruppo si è difeso»

di Melania Carnevali

La testimonianza

Ucciso nell'aggressione a Massa, la suocera della vittima: "Mio nipote ha visto morire suo padre, abbiamo il cuore spezzato"

Speciale Scuola 2030