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Addio a Giancarlo Sacripanti, una vita da prof. Ex assessore che amava il teatro

di Juna Goti
Addio a Giancarlo Sacripanti, una vita da prof. Ex assessore che amava il teatro

Aveva 79 anni, fino alla pensione ha insegnato al liceo Enriques

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LIVORNO. Giancarlo Sacripanti tra i corridoi e le aule del liceo Enriques era un’istituzione. Chiedete ai suoi studenti e lo ripeteranno a turno: severo quanto serve e al tempo stesso super rispettato, uno che alla cattedra sapeva il fatto suo e che anche fuori dalla classe sapeva continuare a insegnare. Con simpatia, competenza, professionalità. Che si trattasse di teatro, di scacchi o di impegno pubblico, tutte passioni che ha coltivato nel corso della sua vita.

Sacripanti è scomparso all’improvviso la scorsa notte, a 79 anni. Ne avrebbe compiuti ottanta a luglio. A novembre aveva avuto un malore che lo aveva costretto al ricovero in ospedale e a mesi di terapie. Ma come raccontano i familiari il peggio sembrava passato.

Per una vita ha insegnato storia e filosofia a generazioni di livornesi: ha iniziato al liceo Cecioni, poi per più di trent’anni è stato una colonna del liceo Enriques, dove è rimasto fino alla pensione, nel 2006, quando aveva sessant’anni.

Un prof innamorato del teatro e degli scacchi, che gli hanno tenuto compagnia quasi fino all’ultimo (non era un semplice appassionato, era un maestro internazionale “per corrispondenza”).

La passione per il palcoscenico lo ha accompagnato per tutta la vita. Fu lui a fondare a fine anni Settanta l’Atelier del Teatro di via degli Asili. Prima ancora aveva dato vita al Teatro Sperimentale Zero, d’avanguardia, che gli aveva fatto incontrare anche colei che sarebbe diventata la sua compagna di vita, sua moglie, Mary Pedaci. Si conobbero quando erano poco più che ragazzi, nel ’73, e non si sono più lasciati.

Scrittore, regista, ideatore di tanti progetti, Sacripanti fondò anche il gruppo di teatro dell’Enriques. «Ogni anno portava i ragazzi alla Goldonetta», racconta la moglie.

Poi l’impegno in politica e nella cosa pubblica: tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta era stato presidente di circoscrizione, assessore alla cultura della Provincia, capogruppo. Era iscritto al Pd, alla storica sezione di San Jacopo.

Lascia la moglie e i due figli, Giampaolo e Ginevra, che martedì pomeriggio gli daranno l’ultimo abbraccio insieme alla città. «Era legatissimo ai suoi studenti e i suoi studenti a lui, anche negli ultimi anni continuavano a fermarlo per strada per salutarlo e parlare».

I funerali saranno celebrati martedì, alle 15.30, nella chiesa di Sant’Agostino. 


 

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