Scontro Salvetti-prefetto a Livorno: «La prefettura non può indirizzare la nostra azione amministrativa»
Sicurezza e ordine pubblico, dal Comune la replica a Giancarlo Dionisi: «Dal primo ottobre del 2025 ad oggi abbiamo ricevuto 89 note su tutta una variegata serie di questioni, già ampiamente dibattute nei vari Cosp. Praticamente una ogni due giorni»
LIVORNO. L’amministrazione comunale replica alla prefettura, che nell’edizione del nostro giornale di martedì 10 marzo, era intervenuta sottolineando che «movida, degrado, eventi e spaccio sono tra i temi di competenza del Cosp», per poi spiegare ruolo e composizione dell’organismo. «Fa veramente piacere vedere la prefettura – scrive l’amministrazione comunale – spiegare e delineare puntualmente quale sia il ruolo e quali siano le prerogative del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Un contributo alla memoria collettiva utile a ricordare ciò che in questa città è stato fatto per decenni con decine di prefetti e tanti sindaci. Si tratta di un quadro puntuale che si basa sulle normative in vigore, utile soprattutto nel passaggio cruciale quando si recita che il lavoro nel Cosp deve essere portato avanti “nel rispetto delle competenze delle singole amministrazioni”».
Dopo il preambolo, arriva la stoccata: «Partendo da questo assunto, che la stessa prefettura ricorda, siamo a confermare la piena disponibilità ad un lavoro collegiale e diciamo chiaramente no al tentativo di interpretare come propria competenza l’intero scibile umano. Dal 1° ottobre 2025 ad oggi questa amministrazione ha ricevuto 89 note del prefetto Giancarlo Dionisi su tutta una variegata serie di questioni, già ampiamente dibattute nei vari Cosp. Praticamente una nota ogni due giorni. Una proliferazione di indicazioni, raccomandazioni, sollecitazioni, spesso ampiamente prevenute dall’autonoma attività dell’amministrazione comunale, che inducono a pensare che alberghi nell’organo prefettizio la tentazione, non solo di supportare (o chiedere supporto) sulle questioni di propria pertinenza – sostanzialmente l’ordine pubblico e la sicurezza -, ma di indirizzare l’azione politica che ispira la nostra azione amministrativa».
«Se ogni questione, dai weekend cittadini al riordino dei fossi, dai flussi crocieristici alla viabilità, vuole essere affrontata sotto il profilo dell’ordine pubblico è chiaro che l’amministrazione cittadina dovrebbe essere costantemente messa sotto il vaglio dell’autorità di governo territoriale. E questo a sostanziale limitazione dell’autonomia municipale e dell’indirizzo che i cittadini con il voto hanno voluto imprimere alla stessa».
Secondo l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luca Salvetti «la sicurezza non può, da un lato essere richiamata per ogni elemento di problematicità che può nascere in città. Non può diventare la “parola magica” che, spesso utilizzata impropriamente, autorizza l’organo territoriale di governo ad intervenire».
«Il caso più eclatante è rappresentato dal tavolo richiesto dalla prefettura in merito al progetto di riordino dei fossi. Progetto che vede la legittima pertinenza decisoria dell'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale e dell'amministrazione comunale e che sporadici fatti di cronaca, come il decesso di un cittadino per cause che nulla hanno a che fare con l’ordine pubblico, non possono fare rientrare nelle competenze della prefettura. Appare infatti bizzarro che sia proprio questo organo a indire tavoli e proporsi come coordinatore delle parti in causa». La sicurezza «sta molto a cuore a tutti noi, ma non tutto è ordine pubblico. E quando sicuramente lo è, come lo spaccio o i furti a ripetizione in appartamenti ed esercizi commerciali, è lì che l’autorità di governo può e deve esprimere tutta la sua capacità di intervento. In questo troverà sempre la nostra amministrazione al suo fianco»l
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