Livornesi nella storia: i sommozzatori di Subsea scendono nel tunnel sotto l'Arno di Firenze
Dovranno capire, attraverso le esplorazioni subacquee, se la storica galleria (da tempo allagata) si potrà riparare per renderla fruibile ai turisti. Investimento di 7,5 milioni di euro. I nomi
LIVORNO. Sono entrati nella storia, “tuffandosi” per la prima volta in un antico tunnel subacqueo di Firenze. I sommozzatori livornesi della Subsea – già intervenuti all’isola del Giglio dopo il disastro della Costa Concordia e nella nostra città per ripulire gratuitamente i fossi dai detriti e per il recupero del Ca’ Moro – due giorni fa si sono immersi da una botola stradale vicino alla Torre della Zecca, attraversando i primi metri della galleria risalente all’epoca medicea che lega la riva di piazza Piave al rione di San Niccolò, nella zona di piazzale Michelangelo, per capire se in futuro si potrà intervenire per restaurarla e renderla accessibile ai milioni di turisti che visitano il capoluogo toscano. Il responso, però, dovrà attendere qualche settimana: fra pochi giorni, infatti, faranno lo stesso percorso esplorando l’altra parte del “tubo” per analizzare la fattibilità dell’intervento, non semplice, per il quale è stato previsto un finanziamento di ben 7,5 milioni di euro nell’ambito del Fondo di sviluppo e coesione. A occuparsene sarà il Comune.
A raccontare l’impresa è il fondatore della società, Alessio Anguillesi, in prima linea nell’intervento: «Abbiamo ultimato la prima ispezione dal lato della torre ed è riuscita – le sue parole – visto che abbiamo esplorato i primi metri del tunnel fra ferri di vecchie tubazioni e imprevisti progettuali che non erano stati censiti a causa delle modifiche avvenute nel corso della storia». I subacquei si sono ritrovati a lavorare in un metro e 50 centimetri di spazio, questo il diametro del tubo. Coordinata dagli ingegneri Giacomo Marano (professore) e Andrea Ugolini, quelli incaricati dall’amministrazione, la prima squadra composta da Alessio Matteini (uno dei soci fondatori di Subsea) ed Edoardo Bocelli (in assistenza) è arrivata sotto l’Arno effettuando le prime misurazioni per una sessantina di metri, mentre il secondo team – Anguillesi e Daniele Cappanera– ha esplorato i primi metri di galleria.
La visibilità, inizialmente sui 60 centimetri, smuovendo le acque torbide è diventata nulla. Ma in costante contatto con loro, dalla superficie, sul furgone-computer aziendale c’era il team leader e socio fondatore dell’impresa Massimo Froglia, che con Giovanni Catone non si è perso un istante dell’immersione. «Chi era sotto rimaneva sempre in contatto con lui», spiegano da Subsea.
A vederli, per un’ora, è arrivato anche il presidente della Regione, Eugenio Giani. «Si tratta di un tratto di circa 350 metri – spiega il governatore – situato circa cinque metri sotto il letto del fiume e oggi completamente invaso dall’acqua. Ai sommozzatori livornesi chiediamo di individuare dove sono le falle che hanno riempito d’acqua il tunnel e compiere una valutazione su cosa occorra fare per renderlo impermeabile e permetterne la fruizione dei cittadini. È innegabile l’interesse che questo manufatto, reso accessibile e percorribile a piedi, può rappresentare dal punto di vista museale, storico e turistico». «Ringrazio il Comune di Firenze – prosegue Anguillesi – perché è un orgoglio partecipare a un progetto del genere, una rivalorizzazione di una città splendida». Del team di Subsea fanno parte anche Andrea Delnista, Andrea Novi, Gabriele Sicurani, Moreno Donati e Giuseppe Antuzzi. Ora, fra qualche settimana, la nuova immersione dall’altro lato per capire se i turisti potranno presto passare sotto l’Arno.
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