Il Tirreno

Livorno

Sos lavoro

Livorno, la proposta di "Potere al Popolo": «La Regione acquisti la Pierburg»

Proteste davanti alla sede della Pierburg (foto d'archivio)
Proteste davanti alla sede della Pierburg (foto d'archivio)

Il partito di sinistra sulla vendita del gruppo Rheinmetall: «Bisogna promuovere un consorzio industriale pubblico per salvaguardare i lavoratori»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «La Regione, insieme all’amministrazione locale, proceda all’acquisto o all’esproprio del sito industriale, e promuova la creazione di un consorzio industriale pubblico al fine di garantire una produzione civile, con la garanzia dei livelli occupazionali e una gestione partecipata da parte dei lavoratori e delle lavoratrici».

È la proposta di “Potere al popolo” per la Pierburg, l’azienda del gruppo Rheinmetall che, dopo aver detto addio all’automotive, l’ha messa in vendita. Per questo ci sono 250 posti di lavoro a rischio. Secondo il partito di sinistra onde evitare «gruppi speculativi» è necessario «un piano industriale pubblico, che garantisca sicurezza occupazionale e produzioni di tipo civile. La Regione proceda all’esproprio per pubblica utilità se necessario. La situazione del centro produttivo diventa sempre più paradossale, ma perfettamente allineata con la svendita e la perdita del settore e del patrimonio industriale nella nostra provincia e nel nostro Paese. Dall’ultimo tavolo ministeriale – prosegue “Potere del popolo” – è uscita fuori la proposta di acquisto di due gruppi d’investimento internazionali, entrambi con sede a Monaco di Baviera, “Ecco Group” e “Aurelius Group”, specializzati nel “carve out”, cioè l’acquisto di comparti di aziende, con fini solitamente speculativi. Al momento sarebbe previsto un contratto preliminare da siglare entro marzo con la chiusura formale entro il 30 settembre, quando gli ammortizzatori sociali saranno già scaduti da un pezzo. Le sigle sindacali hanno chiesto clausole sull’occupazione, questo ci dice che al momento da parte della Rheinmetall sembra non esserci questo tipo di preoccupazione. Anzi: il colosso tedesco sta infatti svendendo tutto il comparto civile per dirottare la produzione su armamenti e componenti dedicate al comparto bellico. L’unica via d’uscita può essere un piano industriale serio, non dei privati, ma dello Stato. Il Governo cosiddetto “sovranista” e in questo caso il ministero del “Made in Italy” sta tenacemente proseguendo sulla scia dei Governi degli ultimi decenni, con svendita dei settori industriali del Paese, nessun piano di investimento serio e credibile sul comparto industriale e capo chino di fronte a multinazionali e fondi speculativi. La Regione fa la voce grossa, ma sembra essere una posizione dovuta, più che voluta. Abbiamo infatti visto come nonostante si sia fatta bella con l’approvazione di una legge sui consorzi pubblici, scritta e proposta dagli operai, da parte della giunta non ci sia la volontà politica di tentare nuove vie contro delocalizzazioni e speculazioni sulle industrie del nostro territorio».

Il caso Gkn «è lampante, infatti il Consorzio industriale della Piana – prosegue “Potere al popolo” – formato dal collettivo dei lavoratori e dall’amministrazione locale è fermo da mesi per non ben specificate questioni tecniche che rivelano la chiara mancanza di volontà da parte di Pd e associati a intervenire con decisione nella vicenda. L’amministrazione, dal canto suo, pur non avendo competenze dirette nell’ambito delle trattative societarie, ha il dovere politico di difendere il tessuto produttivo cittadino e di rappresentare con forza la comunità livornese nelle sedi opportune, non accettando compromessi al ribasso che già sembrano balenare da affermazioni quantomeno ambigue sulla possibilità di produrre armi pur di accontentare Rheinmetall e gruppi finanziari».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Primo piano
Da sapere

Autovelox, il “trucco” per capire subito se la multa è regolare – Il governo pronto a un grande cambiamento

di Redazione web
Speciale Scuola 2030