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Livorno, lite furiosa tra sindaco Salvetti e Perini: li dividono i consiglieri comunali

di Juna Goti
Da sinistra: Alessandro Perini, Marcella Amadio e il sindaco Luca Salvetti
Da sinistra: Alessandro Perini, Marcella Amadio e il sindaco Luca Salvetti

Volano le offese al termine della commissione sulla sicurezza in Venezia, in sala anche la polizia municipale. Esposto per oltraggio a pubblico ufficiale verso il consigliere di Fratelli d'Italia, che ha dell'idiota al primo cittadino

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LIVORNO. È finita malissimo, nella mattinata di lunedì 19 gennaio, la commissione convocata in Comune per parlare di sicurezza e di “istituzione dei presidi delle forze dell’ordine e della polizia municipale in Venezia tra le una e le 5”, come chiedeva un’interpellanza di Marcella Amadio e Alessandro Perini (FdI). È finita male perché appena si è chiuso il dibattito ed è stata interrotta la diretta streaming, nel salone del consiglio si è scatenata la bagarre. Il consigliere di destra Perini e il sindaco Luca Salvetti sono arrivati a tanto così dallo scontro fisico: sono volate parole grosse, offese, praticamente un testa contro testa fino a quando, a tenerli a distanza, sono intervenuti gli altri consiglieri comunali e gli agenti che di solito presidiano i corridoi.

Chi era presente racconta che in realtà gli animi hanno iniziato ad accendersi quando, nell’ultimo intervento prima di chiudere la commissione, Perini è tornato a dire che il sindaco «ha un effetto criminogeno sulla città», «non è che riesce a migliorarla, con la sua presenza è solo peggiorata». Una parola, criminogeno, che letteralmente vuol dire “che genera il crimine”, e che a Salvetti non è andata giù.

È partito il botta e risposta mentre i due si preparavano a lasciare l’aula con frasi simili a queste: parla Perini che ha otto processi, sei te sindaco che vai in giro con i pluripregiudicati, e così via. Fino a quando Perini non ha dato al sindaco dell’idiota, come riferito da molti dei presenti. Quello che è successo dopo ha portato alcuni dei capigruppo a intervenire per tenere i due a distanza, con la presidente Denise Bertozzi (Avs), che ha richiesto l’intervento dei commessi e della polizia municipale già presente al primo piano. In commissione, tra l’altro, c’era anche il security manager Giampaolo Dotto.

Ora di questa vicenda si occuperà la giustizia, con un esposto per oltraggio a pubblico ufficiale. Salvetti, contattato dal Tirreno, premette che «in commissione la nostra risposta all’interpellanza aveva evidenziato le difficoltà della destra sulla sicurezza, poi certo che servirebbero più presidi delle forze dell’ordine, ma mentre noi abbiamo registrato un più 15 per cento dell’organico della polizia locale, la polizia di Stato si trova a dover sopportare una carenza di organico dell’11 per cento in pochi anni. Se si inverte questa rotta e il governo va a rafforzare...». «Perini – riprende Salvetti – è voluto reintervenire in commissione per avere l’ultima parola e ha chiuso parlando di atteggiamento criminogeno del sindaco. C’è stato un mormorio generale, ma l’abbiamo chiusa lì. Dopo è venuto fuori tutto il suo nervosismo, che si è tramutato in una serie di offese davanti a venti persone, un po’ come era successo con Marcella Amadio tempo fa, fatto per il quale c’è stato un esposto». Quali offese? «Idiota, cretino, anche hai bevuto. Nessuno ha alzato le mani. Lui è venuto davanti a me quando io sono tornato indietro per dirgli che idiota non me lo poteva dire. Ce le siamo dette in faccia. Poi io mi sono allontanato, sono venuto in ufficio, ho chiamato l’avvocatura, in sala c’era anche la polizia locale, partirà un esposto d’ufficio per oltraggio a pubblico ufficiale».

Opposte le parole di Perini. «Sono sconcertato – dice – perché alla fine di una commissione in cui si è parlato dei problemi di sicurezza della città, il sindaco è passato a offendermi a livello personale, con affermazioni false e offensive della mia immagine e della mia onorabilità. La commissione era rimasta sulla contrapposizione politica, ma evidentemente avevo toccato il dente scoperto della sicurezza. Salvetti dopo è passato alle offese dandomi del criminale perché ho ricevuto delle querele di parte. Quando io ho usato il temine criminogeno l’ho fatto sul piano politico, intendendo che negando il problema della sicurezza di fatto la incentiva. Lui invece è andato sul personale: io ho risposto, e lui mi è venuto a tre millimetri dal naso. Ha cercato lo scontro fisico come già aveva fatto con un membro del comitato "No Cubone" quando gli andò sul viso alla balaustra del consiglio».Perini aggiunge anche che «la politica della violenza non mi rappresenta, ma io non sono mai scappato, se pensa di intimorirmi così con me non attacca, un sindaco non può comportarsi in questo modo». E dice di volere lui le scuse: «Se chiede scusa sono pronto a lasciarmi questa brutta storia alle spalle. Altrimenti anch’io sono un pubblico ufficiale e lo denuncio. Lui confonde il consiglio col gabbione».

Amaro il commento di molti dei presenti. «Mi dispiace molto per come sono andate le cose – dice la presidente della commissione Bertozzi (Avs) – mi rendo conto che il clima politico è molto infiammato e che c’è bisogno di rasserenarlo per adempiere ai nostri compiti. Ho chiuso la commissione prima che accadesse il fatto». «Quanto è accaduto – commenta Daniele Esposito (M5S), tra i primi a intervenire per sedare gli animi – è indecoroso e lede anche chi crede nella politica e rispetta i luoghi dove la si fa. Nell’aula del consiglio comunale è rappresentata un’intera città e quanto accaduto non fa bene a nessuno, specialmente a chi come me crede nelle istituzioni».

«Non entro nel merito di quanto accaduto – premette Alessandro Guarducci (Forza Italia) – ma sono sinceramente amareggiato perché credo che si debba avere il massimo rispetto per le istituzioni, mentre stamani sembrava di essere in un campetto di calcio di periferia. Poi ci si chiede perché tanti cittadini non credono alla politica».

«Nella scorsa consiliatura – ricorda il capogruppo del Pd, Piero Tomei – abbiamo portato all’approvazione una mozione sul linguaggio non violento, che per me è sempre valida: la terminologia che usiamo deve essere corretta. Per esempio il termine “crimonogeno” è fuoriluogo, non è corretto, fa richiami che non vanno bene per il ruolo che ricopriamo».

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