Movida a Livorno, in via Cambini scatta la proroga del presidio fisso notturno – Il bilancio dei controlli
Il sindaco: «Gli agenti anche nei prossimi 2 mesi»
LIVORNO. Via Cambini resta ancora sotto osservazione. Dopo le segnalazioni e le preoccupazioni da parte dei residenti emerse nelle ultime settimane, l’amministrazione comunale annuncia che, dopo la fase sperimentale per le festività natalizie, il rafforzamento dei controlli nella zona rimane. Come? Con una presenza attenta e modulabile della polizia municipale. A chiarirlo è il sindaco Luca Salvetti, che assicura un presidio costante della zona, al di là delle singole ordinanze.
Movida controllata
«Si continuerà a presidiare via Cambini con modalità flessibili che il Comando della polizia municipale sta predisponendo – spiega il primo cittadino –. Posso dire che per i prossimi due mesi, indipendentemente dall’ordinanza che ho firmato, ho chiesto alla polizia locale un’ulteriore attenzione su quella zona». Un’indicazione chiara, che punta a garantire sicurezza e vivibilità in un’area urbana che negli ultimi tempi è stata al centro di criticità segnalate dai residenti.
Via Cambini, snodo importante del tessuto cittadino, sta vivendo da un po’ di tempo a questa parte una fase delicata. Chi abita nella zona racconta di situazioni di degrado, episodi di disturbo della quiete e una percezione di insicurezza che incide sulla qualità della vita quotidiana. Un quadro che ha spinto le istituzioni a intervenire non solo con strumenti amministrativi, ma anche con una strategia di controllo sul territorio più mirata.
L’inizio
Il primo atto di questa storia coincide con la richiesta del prefetto Giancarlo Dionisi di contingentare gli ingressi, facendo accedere nella strada un massimo di 300 persone. In più, il rappresentante del governo in città aveva anche consigliato l’utilizzo di contapersone, da parte delle attività della via, in modo da limitare gli accessi. Una proposta che, però, è stata rimandata al mittente dalle locali associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, che hanno levato gli scudi a difesa della libertà d’impresa dei locali. Resta però il fatto che via Cambini è lunga 60 metri, con una larghezza che varia dai sette fino a restringimenti di appena 1,5 metri, e una superficie calpestabile complessiva di circa 360 metri quadrati (nel tratto compreso tra via Marradi e via Roma).
L’ordinanza
Prima l’ordinanza – che resterà in vigore fino al 20 gennaio prossimo – con l’obiettivo di anticipare nei fine settimana la chiusura dei locali, interrompere prima la musica e interrompere la somministrazione di alimenti e bevande, poi il presidio della polizia municipale, attivo nel week-end di Santo Stefano e anche il 2-3 gennaio scorsi. «Le pattuglie in servizio non hanno ravvisato situazioni critiche – evidenzia Salvetti – e tutto si è svolto in un clima sereno e tranquillo». E ora già si guarda al prossimo futuro. Il riferimento del sindaco alla “flessibilità” delle modalità di presidio lascia intendere un’azione dinamica, capace di adattarsi alle diverse fasce orarie e alle specifiche esigenze dell’area. Non solo pattugliamenti fissi, dunque, ma un’organizzazione del servizio che tenga conto dei momenti di maggiore criticità e delle segnalazioni che arrivano dal quartiere. L’obiettivo dichiarato è duplice: da una parte prevenire comportamenti problematici, dall’altra restituire ai cittadini la percezione di uno spazio urbano controllato e curato.
Dal Comando della polizia municipale, intanto, si lavora alla definizione operativa del presidio, che potrà includere passaggi più frequenti, controlli mirati e una presenza visibile degli agenti, come di fatto già successo nei due week-end durante le festività natalizie. Un’attività che si inserisce in un quadro più ampio di attenzione alle zone sensibili della città, dove il tema della sicurezza urbana si intreccia inevitabilmente con quello del decoro e della convivenza.
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