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Livorno, all’asilo nido anche durante l’estate: «Sarà una nuova sperimentazione»

di Francesca Suggi

	Il Comune di Livorno al lavoro per il progetto dei "nidi estivi" (foto di repertorio)
Il Comune di Livorno al lavoro per il progetto dei "nidi estivi" (foto di repertorio)

Dal Comune un aiuto per sostenere le rette del servizio e andare incontro alle famiglie. Camici: «Siamo allo studio di fattibilità, vogliamo avere il quadro delle reali necessità»

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LIVORNO. Da una parte Libera Camici vicesindaca e assessora con delega all’Istruzione, dall’altra lei come mamma, con le difficoltà di conciliare i tempi lavoro e famiglia, come capita a tante altri madri nella sua stessa situazione. Nel mezzo l’idea di una sperimentazione in sé rivoluzionaria per la città, ovvero quella di partire con l’opportunità dei “nidi estivi” per chi ne farà richiesta.

«La volontà dell’amministrazione comunale è quella di partire con questa sperimentazione dei nidi estivi attraverso voucher, per toccare con mano l’effettiva esigenza: un modo per facilitare le famiglie e in particolare le donne», afferma lei che sulla questione, da tempo, dimostra grande apertura, sensibilità e volontà di dar vita a servizi comunali quanto più possibili in aiuto ai bisogni della popolazione. Che siano famiglie, bambini, donne, giovani, comunità scolastiche, di quartiere. Questa sperimentazione cittadina seguirà quella partita a inizio novembre, altrettanto innovativa per la città, ovvero il prolungamento orario delle scuole dell’infanzia comunali, con uscita alle 17 (per chi ne ha fatto richiesta e là dove, considerati i numeri delle domande, è stato attivato il servizio extrascolastico gestito dalla coop Orsa).

Verso i nidi estivi

Il progetto dei nidi estivi è tutto da costruire. Ma la certezza è che si farà. Il Comune è allo studio di fattibilità: l’obiettivo è quello di garantire un voucher (300 o 400 euro, sono esempi tutti da valutare) e poi le famiglie che ne faranno richiesta contribuiranno con una quota parte. Ancora non sono stati stabilite cifre, strutture, parametri, se si seguirà l’Isee. Si studia il modus operandi per arrivare, sicuramente, a partire con una proposta concreta che prenderà il via questa estate. «Fondamentale intanto arrivare a capire la reale esigenza delle famiglie», ribadisce Camici. «I voucher potranno essere spesi in nidi privati oppure in privati convenzionati: si tratta di aiuti economici. In questo momento siamo nella fase di studio di fattibilità», va avanti.

Asilo fino alle 17

A novembre erano 135 i bambini (e quindi le rispettive famiglie) che hanno aderito alla sperimentazione del prolungamento di orario di uscita, alle scuole dell’infanzia comunali, alle 17. Ovvero “La Rosa”, “Bimbi Allegri” di Antignano e il polo Frangilli di Corea. Nelle settimane passate sono stati fatti open day mirati in queste strutture, con l’obiettivo di far toccare con mano il servizio sperimentale, le sue attività, e ampliare eventualmente le richieste. «Da gennaio – va nei dettagli Camici – faremo nuovi open day in tutte le scuole dell’infanzia per arrivare a settembre, per l’anno scolastico 2026-2027 sicuramente con 2 proposte, due moduli, ovvero uno su 3 giorni settimanali e uno su 5». Si sa, come ogni sperimentazione, il tiro si aggiusta in corsa. Facendo tesoro del confronto e dell’ascolto rispetto al servizio di fatto partito i primi di novembre con attività extrascolastiche gestite dalla coop Orsa. A oggi sono cinque giorni a settimana per 87,60 euro mensili, con un’ adesione annuale, che consente la partecipazione alle attività per l’intero anno scolastico.

«Attualmente il servizio è pensato per essere fruito anche per moduli tematici, ad esempio solo inglese o solo sport, pur mantenendo invariato l’importo della retta, che copre la frequenza per cinque giorni alla settimana, dando importanza alla relazione di continuità tra bambini e bambine e lo staff educativo», aveva detto Camici. Ed è qui che si pensa a un cambiamento per settembre, come richiesto da diverse famiglie. Comune e coop, dopo una prima fase di sperimentazione e raccolta dei bisogni delle famiglie, introdurrà la possibilità di una tariffa differenziata che consenta ai bambini e alle bambine una frequenza sistematica ma ridotta per moduli tematici (per esempio solo inglese ), tre volte alla settimana, così da venire maggiormente incontro alle diverse esigenze organizzative delle famiglie e dei tempi scuola dei bambini. E ovviamente con una spesa mensile minore. «Il Comune si prenderà totalmente in carico i bambini esenti, ovvero quelli che hanno una vulnerabilità grave e sono in carico ai servizi sociali competenti. Riproporremo questo modus operandi anche per gli anni a seguire», chiude Camici. E ribadisce che come ogni sperimentazione è fondamentale il confronto con le famiglie per apportare eventuali migliorie al servizio.

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