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Il Comune di Livorno non si chiude dopo l'irruzione col coltello. Il sindaco: «Garantirò la sicurezza»
È il momento dell’analisi dopo quanto accaduto. Luca Salvetti: «I tornelli non servono, ma qualcosa cambieremo»
LIVORNO. La prima cosa che fece Luca Salvetti una volta eletto sindaco, l’11 giugno del 2019, fu riaprire il portone del municipio chiuso dalla precedente amministrazione: «Questo gesto ha un significato non solo simbolico, ma concreto. Ho fiducia nella gente di Livorno, che sa come rapportarsi con il Comune, se servirà anche in modo critico ma mi auguro il più possibile propositivo, perché qui l’ascolto ci sarà sempre», furono le sue parole.
All’indomani dell’irruzione armata del cinquantottenne Stefano Perullo, il fondamento base del suo mandato non cambierà: Palazzo civico, infatti, non chiuderà e resterà accessibile a tutti i cittadini. Ma con alcuni accorgimenti, chiaramente, calibrati sul fatto che in poco più di sei anni questo è stato l’unico momento critico da questo punto di vista: «Ho il dovere – spiega Salvetti – di garantire la sicurezza di tutti i lavoratori, in primis di coloro che al piano terra accolgono i cittadini». No ai tornelli, «che comunque ieri (venerdì scorso per chi legge ndr) a mio parere sarebbero serviti a poco, dato che semplicemente questa persona li avrebbe scavalcati». Sì, probabilmente, a un presidio rafforzato con gli agenti della polizia municipale. O comunque a una diversa organizzazione. Già oggi, al varco principale, c’è un vigile. Quando Perullo ha fatto irruzione armato di coltello al piano terra l’agente locale si trovava sopra, dove termina la scalinata, e in futuro alla luce di quanto successo potrà esserne rivisto il posizionamento: quando è aperto l’ingresso principale, la mattina quindi, resterà lì, mentre di pomeriggio quando l’entrata maestra è chiusa al pubblico e al municipio si accede solo lateralmente, si trasferirà giù insieme al personale di accoglienza.
È così, insomma, che nelle prossime settimane potranno essere riviste le procedure di accesso ai servizi comunali. Una nuova organizzazione non impattante per i cittadini, che troveranno sempre un palazzo aperto per chiedere informazioni su come viene gestita la città, il bene collettivo, la cosa pubblica. Un duplice obiettivo, insomma: da una parte garantire la sicurezza dei lavoratori che venerdì scorso si sono comprensibilmente spaventati a causa dell’irruzione di Perullo, dall’altra far sì che il municipio resti una “casa di vetro”, trasparente anche per la sua accessibilità: «Da sei anni a questa parte – rimarca il sindaco – è capitato più volte che persone arrabbiate, magari per il costo della Tari, si rivolgessero in modo alterato al desk del piano terra. Il personale, però, con grande professionalità le ha sempre calmate, facendole accomodare, e chiamando noi dai piani superiori. Siamo sempre scesi e le abbiamo accolte, senza sottrarci ai nostri compiti e in modo molto tranquillo. Sarà così anche in futuro, naturalmente però ho il dovere di garantire la sicurezza dei dipendenti e presto farò un ragionamento complessivo con i dirigenti e la polizia municipale, così da trovare la migliore soluzione possibile. Io non sono per chiudere, ma lo ripeto: l’incolumità dei lavoratori va garantita».
Verrà fatta, insomma, un’analisi su cosa potrà essere migliorato senza sbarrare alcunché. Determinante potrà essere l’apporto della polizia municipale, diretta dal comandante Joselito Orlando, i cui agenti sono intervenuti in forze quando Stefano Perullo, arrabbiato per non aver riscosso i soldi relativi ad alcuni lavori effettuati nell’ambito del Palio marinaro e dopo il mancato accredito sul suo conto corrente del Reddito di inclusione da parte dell’Inps, si era barricato armato in sala giunta. Hanno creato un cordone mentre Salvetti, di fronte a lui, all’interno della stanza dove il maestro d’ascia aveva appena mandato in frantumi la teca del “Capperuccio” (la stola del 1606 simbolo di Livorno, che per fortuna non è stata danneggiata) ha iniziato a rassicurarlo sulla presa in carico del suo problema. Insieme al cinquantottenne si è messo in contatto telefonico con l’assessore alla casa Andrea Raspanti, che in quel momento non era presente a Palazzo civico ed è sempre stato fra i suoi interlocutori in caso di bisogno, poi con un referente del Palio marinaro, assicurandogli che il denaro era solo in ritardo e che non c’era bisogno di proseguire nei disordini che stavano creando molta apprensione fra i lavoratori dell’ente.
Una volta convinto, Perullo ha consegnato al sindaco l’arma, poi sequestrata dagli agenti locali e ora in attesa della convalida del provvedimento: si tratta di un coltello da cucina, di quelli per tagliare la carne, di 32 centimetri di lunghezza, di cui 17 di lama. Il cinquantottenne, oltre che per minaccia e danneggiamento, è stato infatti denunciato anche per porto di armi od oggetti atti a offendere. Poi, intimato a lasciare il Comune, se ne è andato urlando di non avere i soldi neanche per comprarsi le scarpe, incamminandosi a piedi attraverso viale degli Avvalorati e verso la casa popolare dove vive, poi verrà poi raggiunto dallo stesso primo cittadino e dai servizi sociali.
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