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Il caso

Livorno, truffa sventata in via Buontalenti: tenta di rubare mille euro da un militare

di Stefano Taglione
Un'anziana truffa mentre fa denuncia dai carabinieri (foto d'archivio)
Un'anziana truffa mentre fa denuncia dai carabinieri (foto d'archivio)

Inscenando un falso incidente stradale al figlio, di cui però sbaglia il nome, al telefono ha tentato di farsi consegnare il denaro

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LIVORNO. «Suo figlio Stefano ha avuto un incidente stradale, è colpa sua, se lei paga mille euro se la cava con una sanzione pecuniaria ed evitiamo di arrestarlo. Troviamoci così ci dà i soldi». Hanno provato a truffarlo, peccato che il figlio non si chiamasse così, ma diversamente. Raggiro sventato, grazie all’errore di chi ha chiamato, nella mattinata di due giorni fa in via Buontalenti, nella zona del Mercato centrale.

A raccontare l’episodio è un militare livornese, che ha risposto alla telefonata al fisso e per fortuna non è caduto nell’inganno orchestrato nei suoi confronti da persone che, al momento, non sono ancora state identificate. «L’uomo – racconta – ha raccontato di essere il maresciallo Augusto Terlizzi, della stazione dei carabinieri di Livorno, e voleva che lo raggiungessi in un punto imprecisato della città per consegnargli la somma – le sue parole – ma la conversazione è finita subito, e ha riagganciato, quando gli ho detto che aveva sbagliato numero perché mio figlio non si chiamava Stefano. Ha chiuso il dialogo spiegando che c’era stato un errore. Era una truffa».

Per questo, il militare, avverte la cittadinanza perché «questi raggiri sono frequenti, se avesse azzeccato il nominativo con qualcun altro non so come sarebbe potuto finire. Sono persone senza scrupoli che cercano di rubare più soldi possibili dai cittadini». «Fate attenzione», ha scritto anche sui social. Il numero di telefono di provenienza, naturalmente, era anonimo. E il militare, non avendo subito danni dalla chiamata, per il momento non ha sporto denuncia ma ha comunque messo a conoscenza quanto più persone possibile della truffa in atto. «In questi casi – è il suo consiglio, per altro condiviso in generale da tutte le forze dell’ordine – bisogna subito chiamare il 112 e farsi passare i veri carabinieri, che potranno stabilire senza ombra di dubbio se chi ha chiamato è un vero militare dell’Arma o meno, in genere è sempre una truffa quindi non penso proprio che i carabinieri chiamino al telefono per queste cose. Bisogna stare molto attenti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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