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Livorno

Il caso

Sosta selvaggia a Livorno nei posti per i bus: linea dura della municipale

di Stefano Taglione
Le auto parcheggiate nei pressi della fermata del bus in via don Aldo Mei
Le auto parcheggiate nei pressi della fermata del bus in via don Aldo Mei

Autolinee toscane annuncia le denunce per interruzione di servizio dopo le tre linee bloccate fuori dal cimitero dei Lupi. Il comandante Joselito Orlando: «Può chiedere pure il risarcimento agli automobilisti per ogni minuto di ritardo accumulato»

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LIVORNO. Giro di vite nei confronti di chi parcheggia auto e scooter alle fermate degli autobus. Autolinee toscane, infatti, annuncia di voler denunciare per interruzione di pubblico servizio – un reato fra l’altro procedibile d’ufficio, quindi senza bisogno che qualcuno sporga querela – chiunque ostacoli gli autisti dei pullman. L’ultimo episodio, che ha provocato il ritardo di tre mezzi delle linee urbane 4, 8R e 9 è avvenuto nei giorni scorsi fuori dal cimitero dei Lupi, in via don Aldo Mei, dove la polizia municipale ha sanzionato due automobilisti.

Cosa succede

Il rischio concreto, più che una condanna penale, è tuttavia il risarcimento che potrebbe chiedere la compagnia ai proprietari delle macchine in sosta vietata. Se, infatti, viene appurato il ritardo della linea, Autolinee toscane potrebbe facilmente chiedere e ottenere un cospicuo indennizzo, di almeno diverse centinaia di euro (dipende dai minuti di ritardo e da quanti pullman sono rimasti incolonnati). A spiegarlo è il comandante della polizia municipale labronica, Joselito Orlando, che si è subito attivato non appena l’azienda controllata dal colosso francese Ratp Dev si è messa in moto annunciando di aver dato mandato ai propri legali di procedere penalmente: «Basandosi sui nostri verbali – spiega – possono senz’altro chiedere un risarcimento. Se dovesse essere appurata l’interruzione di pubblico servizio, naturalmente, quindi se gli autobus per queste ragioni hanno accumulato dei ritardi. È successo anche in passato: io ho lavorato molti anni a Roma e ricordo che, da parte delle compagnie di trasporto, questa era una prassi».

La denuncia

Oltre alla richiesta di risarcimento, resta la denuncia. Che può partire in automatico anche senza la querela di Autolinee toscane, ma che nel caso del cimitero dei Lupi non è di fatto stata (ancora) formalizzata, anche perché si è trattato di un parcheggio vietato protrattosi non per molti minuti. «Da questo punto di vista esistono sentenze passate in giudicato – sottolinea Orlando – ma bisogna distinguere dal tentativo di interruzione di pubblico servizio al reato vero e proprio: dipende, insomma, da quando tempo il mezzo in sosta vietata resti lì. Se è per pochi minuti è configurabile solo il tentativo, anch’esso comunque perseguibile penalmente. Diverso il caso, ad esempio, di una macchina lasciata in mezzo alla strada che ostacoli il passaggio di bus o, addirittura delle ambulanze. Se la sosta in divieto compromette la salute del paziente è chiaramente configurabile l’interruzione di pubblico servizio, perché l’auto avrebbe in questo caso impedito al mezzo di emergenza di raggiungere per tempo l’ospedale o comunque – rimarca il comandante – il luogo del soccorso indicato ai sanitari dalla centrale operativa del 118».

La compagnia

Autolinee ha spiegato quanto accaduto sabato 18 gennaio: «I fatti si sono verificati attorno alle 10,30 – spiegano dalla società che, dalla Regione, ha in concessione l’intero sistema di trasporto pubblico su gomma – dove numerose auto parcheggiate in divieto di sosta hanno impedito ai bus del trasporto pubblico locale di transitare e svolgere il proprio servizio. La situazione è tornata lentamente alla normalità solo dopo l’arrivo della polizia municipale, ma le linee urbane 4, 8R e 9, che erano rimaste ferme, hanno accumulato forti ritardi compromettendo così la normale regolarità del servizio di trasporto pubblico». Come anticipato, i vigili, hanno sanzionato due automobilisti: sono coloro che, all’arrivo degli agenti locali, avevano ancora la macchina in divieto. Si tratta di persone che, in quel momento, si trovavano all’interno del camposanto comunale di via don Aldo Mei, nel quartiere della Cigna, che ora dovranno pagare una multa di 145 euro, e se dovesse essere ravvisato, anche un risarcimento alla compagnia di trasporto, la quale ha annunciato di volerli pure denunciare.

Il codice della strada

In ogni caso, con l’aggiornamento del codice della strada, le multe ora sono salate, essendo state raddoppiate rispetto al dicembre scorso. Per gli scooter parcheggiati sulle strisce gialle dei bus, infatti, la sanzione è di 87 euro (prima erano 41), mentre per le auto e gli altri mezzi a quattro ruote di ben 165 (prima erano 87). È prevista, inoltre, la decurtazione di due punti dalla patente. «Il nuovo codice della strada – conferma Orlando – ha, in termini economici, inasprito queste sanzioni. Anche il reato di interruzione di pubblico servizio prevede un quantum di pena importante, pari a un anno di reclusione. In ogni caso tutto prescinde dal fatto che le forze dell’ordine, in questo caso, accertino la violazione con un verbale. Noi chiaramente se verifichiamo l’accaduto o veniamo chiamato a farlo, procediamo in tal senso». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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