Il Tirreno

Livorno

La testimonianza

Livorno, palazzina in fiamme: Isabella ha rivissuto la tragedia della morte di suo figlio

di Stefano Taglione
Livorno, palazzina in fiamme: Isabella ha rivissuto la tragedia della morte di suo figlio

La donna, dopo il rogo alla Scopaia che ha ucciso Milco Santini, si è trasferita in via don Davide Albertario

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LIVORNO. Ha rivissuto la tragica notte in cui nell’incendio del condominio dove abitava – quello di viale Città del Vaticano 86, alla Scopaia – ha perso il figlio Milco Santini, 60 anni, l’operatore ecologico di Aamps stimato e benvoluto da tutti al lavoro e nel quartiere. È trascorso quasi un anno da quel terribile rogo e l’ottantaduenne Isabella Capodicasa è riuscita a sopravvivere.

Sotto la sua casa popolare, nella notte fra il 27 e il 28 febbraio di un anno fa, una persona accese una candela per farsi luce durante un black-out elettrico, con il fuoco che ha poi attaccato la gommapiuma di un divanoletto e le fiamme si sono propagate in tutto l’appartamento e il fumo (denso e irrespirabile) nell’intero edificio, uccidendo suo figlio. Isabella, dopo che l’abitazione è stata dichiarata inagibile, è stata trasferita da Casalp – l’istituto provinciale per l’edilizia pubblica – in un altro edificio. Dove? In via don Davide Albertario, in Corea, a pochi metri da dove ieri notte ha preso fuoco un’altra palazzina di case popolari, quella al civico 10. Proprio come la sua della Scopaia. Un dramma nel dramma, per la donna, che per fortuna di notte non si è accorta di nulla, ma che di mattina ha rivissuto l’incubo della perdita di suo figlio. Il suo amato Milco. «Io e mia sorella ci siamo preoccupati tantissimo, pensavamo fosse successo nel suo palazzo – le parole del figlio dell’anziana, il sindacalista livornese Stefano Santini, segretario generale della Filctem-Cgil provinciale – e, prima che lo scoprisse da sola, le abbiamo raccontato cosa era successo. La speranza è che possano tutti sopravvivere. Nostra mamma non sta bene, né fisicamente né mentalmente, perché piange per Milco. L’incendio, avvenuto quasi di fronte a casa sua, ha rappresentato un ulteriore dolore».

Per il rogo di un anno fa, che ha provocato una vittima e nove feriti, erano stati indagati per omicidio colposo il sessantaduenne Valter Orlandini e la moglie cinquantacinquenne Silvia Guerrazzi, ovvero gli inquilini dell’abitazione sotto quella di Isabella, da dove è partito il rogo. «Dell’inchiesta non so niente – prosegue Santini – e lì non voglio nemmeno tornarci. Ci sono dovuto andare qualche volta, nel corso del tempo, ma ora voglio starci lontano».

Il dolore è, chiaramente, immenso. «Voglio comunque ringraziare il Comune – conclude il sindacalista – perché nelle persone del sindaco Luca Salvetti e dell’assessore al sociale, Andrea Raspanti, non ci hanno mai lasciato soli, interessandosi a noi e trovandoci rapidamente una sistemazione alternativa. Mia madre ora vive in Corea, in via don Davide Albertario, in un’abitazione più grande dove una badante può seguirla 24 ore su 24 e noi figli, nei giorni festivi, possiamo alternarci nel dormire lì per assisterla». 

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