Livorno, Babbo Natale nella casa eco-friendly: bambini tra elfi, sogni e laboratori
La nuova versione extralarge a Villa Fabbricotti: meraviglia la stanza dei chicchi
LIVORNO. Elfa Bianca dà il benvenuto al Polo Nord. Il magico mondo di Babbo Natale comincia da qui. Tra orsi polari, pinguini e neve: la sua casa quest’anno è extra-large. E rende ancora di più la città di Livorno capitale delle feste, con un villaggio dei bambini eco-friendly a Villa Fabbricotti. Parole d’ordine sono il riuso e il rispetto per l’ambiente. Da sempre, da otto anni a questa parte quando il progetto firmato ProLoco è partito in città. «Ad oggi sono oltre 5mila le persone che sono venute a visitare la casa di Babbo Natale e tanto ancora deve arrivare, molte persone così come diverse scuole sono anche da fuori Livorno. La grande partecipazione ci riempie di orgoglio visto che siamo tutti volontari», a parlare è elfa Ombretta (Bachini), presidente dell’ associazione che dal 2016 a oggi ha lanciato Livorno e il suo villaggio di Natale ben oltre i confini locali.
Famiglie, scolaresche, gite organizzate: ogni anno è coinvolto un numero sempre crescente di visitatori. Vedi pure la novità della casa extralarge: ben 425 metri quadri di luci, addobbi, pelouche , fantasia. Tutto frutto di riuso e riciclo. Con la meraviglia della stanza dei chicchi e Azzurra, l’elfa dei chicchi appunto. Non sarà la “Fabbrica del cioccolato” del mitico Willy Wonka ma la guardi e sogni. «Tutto qua dentro prende vita la sera del 24 dicembre», dice l’elfa addetta.
Raccontando la storia dell’elfo Giacomino, quello birichino che la notte entra ed esce da una porticina e va in giro. E i piccoli ascoltano, con gli occhi tra il sognante, il curioso e l’intimorito. A ogni passo, poi, i timori si sciolgono. Ci sono le letterine da scrivere e da inviare al Polo Nord. C’è l’ufficio postale con l’elfa Chiara Paci che spedisce. Mentre la collega aiutante di Babbo Natale Carlotta Di Tanto accoglie. E racconta storie. Sono aiutanti-volontari giovani. Tanti. Linfa per l’associazione che ha bisogno di forze giovani per continuare a vivere. E a fare. E tanta gratitudine per i volontari storici. «Ci siamo avvicinate per dare una mano nell’occasione del Villaggio di Natale ma vorremmo restare nell’associazione per dare un nostro contributo: fanno progetti preziosi per la città, per i bambini, per le famiglie e devono continuare a vivere. Noi ci saremo», dicono all’unisono le due elfe di 22 e 24 anni.
«Quest’anno - va avanti Bachini - abbiamo assunto con prestazione occasionale 7 giovani per la Casa: è linfa nuova, quello di cui abbiamo bisogno per continuare le attività». Bando alle chiacchiere. Qui è il tempo del sogno (l’ingresso alla Casa di Babbo Natale per i bambini costa 7 euro, per gli adulti 8 euro più riduzioni; l’accesso al villaggio e agli spettacoli è gratuito). Quello che si racconta nella cucina degli elfi, nella piccola camera da letto. E ancora la scrivania di Babbo Natale con mille letterine ammucchiate. Cattura la curiosità di tanti un librone, quello “dei bimbi buoni e cattivi”. «Allora esiste davvero», commentano i piccoli. Poi c’è il lettone dove l’idolo dei bambini si riposa. Il camino, la sedia a dondolo. Fino ad arrivare a lui. Babbo Natale è seduto, li aspetta. Elfa Elisa (Heusch) cattura le emozioni a colpi di clic. Sguardi eccitati, intimoriti. Emozionati. Qualche esitazione e poi tutti vicino a lui. C’è una lunga lista di regali da elencare. Prima di arrivare nel laboratorio delle creazioni. Con le elfe artiste. Per fare lavoretti i da portarsi a casa. Da attaccare all’albero. Per ricordare.
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