Livorno, per il parco secolare della Ceschina chiuso da mezzo secolo l’apertura è ancora lontana: ecco i motivi
Quadro economico da rifare e diritto di passo da definire
LIVORNO. Ma per il secolare parco della Ceschina la situazione è ancora in alto mare. C’è da sciogliere la questione legata a un diritto di passo esistente all’interno, da una parte. Dall’altra occorre rivisitare la parte economica del progetto della giunta Nogarin del 2018. È chiaro: il restauro del Torrino e la riapertura dell’oasi verde viaggiano, ormai, su due binari diversi. Salvo poche parentesi, il parco della Ceschina è chiuso da mezzo secolo. Di progetti per riaprirlo negli anni se ne sono letti, discussi, approvati tanti: i 5 Stelle volevano farne il “parco del mare”, la giunta Salvetti ha cambiato in corsa il progetto per farne il “parco della biodiversità” più volte raccontato dall’assessora Silvia Viviani.
Di fatto i cancelli fino a oggi sono sempre rimasti chiusi, nonostante gli annunci fatti caduti nel vuoto. Compreso quello, l’ultimo, di riaprire l’area verde entro la fine del 2024.
Ma la situazione è complicata, come spiegano dall’ufficio tecnico del Comune. C’è da aggiornare un progetto in origine del 2018, che valeva 1.800mila euro. E una associazione temporanea d’impresa (Ati) tra la ditta Abate e fratelli Barbini aggiudicataria dell’appalto dei lavori per un totale complessivo di 857.929,88 euro. E oggi? «Sono in corso di definizione alcuni aspetti legati a delle servitù presenti», si legge nella relazione.
E si riavvolge il nastro. Per capire la questione. In pratica dopo il Covid viene fatto un focus sulla questione ambientale (ecosistema, faunistica ed arborea). Il Comune decide di alleggerire tutto il progetto cercando di mantenere e rinnovare, con attenzione, il verde (gli alberi in cattive condizioni).
L'idea era di bilanciare l'uso del parco mantenendo il più possibile gli attuali aspetti naturali. Successivamente alla pandemia, nell'ambito dell'avvio della pianificazione del Comune di Livorno (ovvero piano strutturale, Poc e Piano del Verde) sull'area della Ceschina - i cui lavori risultano già affidati - si opta per una sostanziale rilettura del progetto, a favore di un maggiore obiettivo di rinaturalizzazione, con la finalità di mantenere e semmai arricchire la biodiversità.
Questa riflessione emerge sempre più mano a mano che il Comune approfondisce i temi del verde e della pianificazione. «In seguito all'adozione del Piano strutturale e del Poc all'approvazione del Piano del Verde si è affidato uno specifico incarico all’agronomo Renato Ferretti, presidente dell'Ordine degli Agronomi della Regione Toscana, per procedere ad una revisione in una chiave di sostenibilità e di conservazione del capitale naturale», si legge ancora nella lunga relazione dell’ufficio tecnico.
Ieri. Oggi. «Sono in corso di definizione alcuni aspetti legati a delle servitù presenti. Per poter partire con i lavori c'è poi da risolvere l'aspetto di un diritto di passo esistente e da rivisitare tutta la parte economica del progetto dato che è datato del 2018».
LE REVISIONE
Bilanciare l'uso del parco mantenendo il più possibile gli attuali aspetti naturali del parco della Ceschina. La revisione del vecchio progetto prevedeva 4 aree. Di queste ne resteranno due. «Rispetto all’idea progettuale iniziale spariranno l’area pic nic e quella dei giochi e le altre aree (fitness, relax) subiranno modifiche. E da una revisione della biodiversità presente nel parco dell’estate del 2022 era venuto fuori che su gli oltre 250 alberi di leccio presenti fortunatamente solo una ventina erano compromessi e da togliere», così raccontava nel maggio 2023 il progetto rivisitato l’assessora Silvia Viviani che aveva la delega ai Lavori Pubblici, oggi in capo al collega Federico Mirabelli.
Scorrendo le carte dell’ufficio tecnico ecco come si articola la revisione: eliminazione degli interventi di maggiore artificializzazione dell’area e valorizzazione dell’ingente patrimonio arboreo esistente. E ancora si opta per la creazione di un percorso di educazione e conoscenza dell’ambiente mediterraneo e l’allestimento di giochi naturali e di abilità con la natura, con gli alberi. Non ultimo il recupero dei percorsi esistenti, senza particolari alterazioni e la creazione di aree relax diffuse nel verde.
Ecco le fasi operative della revisione progettuale: rivisitazione planimetrica delle destinazioni d’uso, valutazione dello stato fitosanitario della vegetazione, considerando i singoli elementi vegetali e quelli che si sono costituiti nel tempo anche sulla base del lavoro già svolto dall’Ufficio Verde. Fondamentale la progettazione della sistemazione idraulico-agraria corredata dalla viabilità interna. Così, al posto di una nuova area fitness nella zona del bosco si sta valutando la realizzazione, se possibile di un percorso acrobatico. Valutazioni in corso anche sulla cosiddetta nuova area servizi e l’ inserimento di giochi che possono sfruttare la naturalità dell’area ed i movimenti del terreno già presenti.
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