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Porto di Livorno, il sindaco Salvetti contro il viceministro Rixi: «Darsena Europa è per i container»

di Stefano Taglione
Una veduta del porto industriale di Livorno (foto d'archivio)
Una veduta del porto industriale di Livorno (foto d'archivio)

Il primo cittadino replica all’esponente del Governo dopo una sua intervista: «Solo questa tipologia di traffico marittimo può garantire i livelli occupazionali»

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LIVORNO. «Stupore misto a preoccupazione, questi i sentimenti che provo nel leggere l’intervista sul futuro dei porti italiani rilasciata dal viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi alla testata Shippingitaly.it. In uno dei passaggi centrali Rixi torna a parlare del porto di Livorno inserendolo come esempio di un quadro di eccesso di offerta portuale e di realtà dove si costruiscono terminal dove non ci sono collegamenti ferroviari. Il viceministro non manca di riproporre poi l’idea della Darsena Europa, nella parte a terra quasi pronta, da utilizzare come grande piazzale perché, come dice candidamente, a noi oggi mancano piazzali ma, un domani che entreranno in servizio altri piazzali in altri porti, rischiamo che quella piattaforma lì poi rimanga vuota».

Sono le parole del sindaco Luca Salvetti dopo l’intervista dell’esponente della Lega, e membro del Governo, alla testata specializzata su navi e portualità. «Ad esempio nel quadrante nord-ovest, da Livorno in sù, noi oggi abbiamo una mancanza di capacità di porti – spiega nell’intervista Rixi – ma rischiamo, con le attuali progettazioni, di arrivare a un eccesso di capacità rispetto alle linee ferroviarie disponibili e nonostante si stia investendo in quella direzione. Per questo dico, ad esempio, che sulla piattaforma Europa (di Livorno, ndr) bisognerebbe mettere già in utilizzo adesso i piazzali realizzati invece che attendere, come prevedrebbe il progetto iniziale, il completamento di tutta la piattaforma. Perché a noi oggi mancano piazzali ma, un domani che entreranno in servizio altri piazzali in altri porti, rischiamo che quella piattaforma lì poi rimanga vuota».

«Un’intervista e una serie di affermazioni, alcune già sentite anche nel suo intervento a Livorno qualche mese fa – replica il primo cittadino labronico – che non possono assolutamente trovarci concordi, perché cozzano pesantemente con l’idea, il progetto e il lavoro che ormai da tanto tempo fa della Darsena Europa e di tutto ciò che viene realizzato intorno al nodo cruciale dello sviluppo futuro dello scalo marittimo labronico. Il bello è che Rixi in un altro passaggio dell’intervista, parlando della riforma che vuol attuare, dichiara: che “Dobbiamo accelerare i processi autorizzativi per le nuove opere, avere la possibilità di fare in maniera più agevole interventi come i dragaggi, garantire infrastrutture nei porti che non erano strategici e mettere insieme scali marittimi e retroporti con reti interne”.

Ecco proprio quello di cui da sempre hanno bisogno Livorno e il suo porto: fare presto nella realizzazione della nuova opera, avere fondali adatti per le grandi navi portacontenitori e avere certezze sulle infrastrutture strategiche, viarie e ferroviarie, capaci di collegare meglio il porto al resto dell’Europa. Insomma questa città e l’intero sistema portuale livornese chiedono che la Darsena sia fatta, che sia destinata come da progetto e da piano regolatore portuale al traffico dei contenitori (che è quello che da maggior valore aggiunto e più prospettive di carattere occupazionale), che la sua realizzazione abbia come conseguenza quella di liberare spazi nel porto attuali da destinare a un’altra tipologia di traffico. Solo questa linea, sulla quale sono stati trovati e assicurati investimenti statali, regionali e in futuro privati, può garantire che il porto di Livorno non venga marginalizzato magari a favore di qualche altro scalo che già ha avuto chance e soldi per crescere. Solo questa linea può garantire le attività di tutti gli operatori portuali e il mantenimento dei livelli occupazionali, oltre alla prospettiva di vedere ancora lo scalo marittimo labronico protagonista delle grandi rotte mondiali e dei traffici internazionali come lo è stato storicamente per tutte le merci e in special modo per i contenitori. Lo dico chiaramente – conclude Salvetti – il terzo porto italiano per volume complessivo non può essere considerato come la cenerentola di un’idea di riassetto, questo lo diciamo chiaramente a Rixi, al Governo in carica (come lo abbiamo detto anche ai precedenti) e agli esponenti della destra livornese e regionale che sono curioso di vedere adesso quale posizione prenderanno e quale risposta daranno ai cittadini alle prese, come il sottoscritto, con un’idea espressa che può nascondere un pericoloso e ingiusto ridimensionamento del motore principale dell’economia del territorio e dell’intera toscana».

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