«Valorizzerò la città di Livorno e gli artisti minori». A Jacopo Suggi il super premio Margutta54 e le prossime sfide
Il 34enne fa centro nel mondo del giornalismo d'arte: «Grande orgoglio. Ecco pittori e scultori a cui mi dedicherò»
Livorno «A me piace dare voce ad artisti, in particolare locali, che si sono persi nelle pieghe della storia per valorizzare la nostra città che per densità artistica ha dato moltissimo: è il mio grande obiettivo». Lui è Jacopo Suggi livornese, classe 1989 che l’altro ieri ha vinto un super premio. Prestigioso. È sua la prima edizione del Margutta54 dedicato al giornalismo d’arte under 40 consegnato durante la Biennale d’Antiquariato di Firenze nella sala del Trono di palazzo Corsini sull’Arno: oltre a una targa, al giovane storico d’arte è stato consegnato un premio in denaro di 1500 euro.
«Dedico questo inaspettato riconoscimento alla mia compagna Federica e al giornale Finestre sull’arte che mi ha permesso di crescere come giornalista del settore», commenta a caldo lui che ha fatto centro, al premio nazionale con oltre sessanta partecipanti da tutto il Paese, con un articolo sul celebre murale di Keith Haring a Pisa “La straordinaria storia della realizzazione di Tuttomondo di Keith Haring a Pisa”, pubblicato sul periodico Finestre sull'Arte. Di lavoro Suggi fa l’operatore museale per la coop Agave, al museo Fattori. Ma non solo. Fa il curatore indipendente con attività che vanno anche oltre la città di Livorno (vedi la prossima mostra a Pisa sull’artista livornese Raffaele De Rosa) e la sua grande passione è dare voce all’arte e agli artisti. «Questo premio mi fa tanto piacere: emergere nel mondo dell’arte e del giornalismo non è facile». E questo era lo scopo dell’iniziativa voluta da Damiano Lapiccirella e Francesca Antonacci della Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art di Roma per celebrare l'importanza del lavoro dei giornalisti di questo settore, specialmente i giovani.
«Ho già scritto tanti artisti su artisti livornesi come Angiolo Vannetti, Elin Danielson Gambogi e la critica e straordinaria donna Anna Franchi», riavvolge il suo filo artistico da giovane storico di questo settore. Pittori e scultori: parola d’ordine è approfondire. «Tra i tantissimi meno noti che meritano di essere valorizzati ci sono Ermenegildo Bois, Giuseppe Maria Terreni, Paolo Emilio Demi, Piera Funari».
I suoi lavori a quello guardano. E allargando l’orizzonte ai “più noti” Suggi si va a insinuare in aspetti meno conosciuti. Aneddoti. Specificità. «E anche tra gli artisti più noti ci sono tanti aspetti ancora da approfondire per esempio di Plinio Nomellini, Oscar Ghiglia, Serafino De Tivoli».
La lente di ingrandimento del 34enne è lì. Con l’obiettivo di valorizzare pittori e scultori per accendere sempre più luci anche sulla città.
«Mi piace molto parlare degli artisti locali che non hanno avuto così tanto dalla storia». E così farà il giovane talento labronico che si fa posto a livello nazionale come giornalista d’arte conquistando giurati di prestigio come Toto Bergamo Rossi (direttore della Fondazione Venetian Heritage), Anna Coliva (storica dell’arte, già direttrice della Galleria Borghese di Roma), Sabina Minardi (giornalista e scrittrice), Laura Pranzetti Lombardini (scrittrice) e Claudio Strinati (storico dell’arte, segretario generale dell’Accademia Nazionale di San Luca).l
F.S.
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