Livorno, scontri fra tifosi al PalaModì dopo le botte all’autogrill: «Valuteremo i daspo»
Volano seggiolini e aste di bandiere: tutto sembra ricondursi a una storica rivalità. La questura: «La scientifica ha ripreso tutto»
LIVORNO. Un sabato di grande basket rovinato da alcune decine di tifosi, che si sono picchiate davanti a famiglie e bambini con un fitto lancio di seggiolini, sradicati dagli spalti, e con le aste delle bandiere. È successo ieri pomeriggio, sabato 20, al PalaModì, subito prima dell’inizio della semifinale di Supercoppa di Serie B fra Herons Montecatini e Roseto, vinta da questi ultimi, e anche durante il match (che per questo è stato momentaneamente sospeso).
Il caos al PalaModì
Da una parte gli abruzzesi, un’ottantina di persone arrivate a Livorno con dei minivan, dall’altra i supporter termali e quelli di Forlì, fra loro gemellati, che invece erano giunti in città su dei bus in autostrada intercettati dalla polizia, che li ha scortati a Porta a Terra.
Il caos, con gli steward a fare da cordone fra le tre tifoserie, si è scatenato proprio mentre gli agenti della questura e il resto del servizio di ordine pubblico stavano accogliendo al PalaModì i numerosi tifosi della Fortitudo Bologna, i supporter in realtà più temuti, anche loro al palazzetto per la semifinale di A2 contro Forlì.
Le violenze
Una violenza – con gli organizzatori incolpevoli e le forze dell’ordine che hanno fatto il possibile per limitare i danni –, che ha macchiato una bella giornata di sport. In un minuto scarso gli ultrà del Roseto, partendo per primi e attraversando un settore vuoto, sono andati incontro minacciosi ai rivali di Forlì, in quel momento appena una ventina, con cui c’è un astio storico. Li hanno colpiti con i seggiolini e con le aste delle bandiere, portandoli alla retromarcia. Insieme ai romagnoli pure una sessantina di tifosi di Herons, diventati a loro volta bersaglio degli abruzzesi. Disordini proseguiti anche durante la partita, sotto gli spalti, sedati grazie all’intervento del personale di sicurezza e dei poliziotti. In quest’ultimo caso, secondo quanto ricostruito, alcuni termali se la sarebbero presa con i primi tifosi della Pielle giunti al palazzetto.
Prima in autogrill
Ma il grosso degli scontri è nato, secondo quanto ricostruito, dalla storica “antipatia” fra Roseto e Forlì: non a caso, gli abruzzesi hanno esposto sugli spalti lo striscione “Odio Forlì”. Fra le due tifoserie, prima dell’arrivo a Livorno, ci sarebbe stato anche un primo scontro fuori da un autogrill, dove si erano fermati i minivan degli abruzzesi (alcuni dei quali a Livorno sono stati avvistati a bordo dei mezzi con il volto coperto dai passamontagna) e il pullman dei romagnoli. Scontri poi continuati al PalaModì, “sorvegliato speciale” dall’alto dai militari del reparto aeronavale della finanza con un elicottero.
Daspo in arrivo
I responsabili del servizio di ordine pubblico della questura, dopo i fatti, hanno organizzato due cordoni di sicurezza: il primo fra i supporter di Roseto e Forlì/Montecatini, con una decina di agenti e sei steward, e il secondo più numeroso accanto al settore occupato dai tifosi della Fortitudo. La digos e la scientifica hanno a disposizione diversi video che hanno documentato l’accaduto. Le indagini partiranno domani: chi sarà riconoscibile, e verrà identificato, rischia una denuncia per rissa e, sul fronte amministrativo, un daspo, ovvero il divieto di assistere alle manifestazioni sportive che potrebbe durare anche qualche anno. «Abbiamo potenziato i servizi di ordine pubblico – spiega la questura Giusy Stellino – anche col personale della scientifica per i filmati. Gli accertamenti sono in corso e, naturalmente, valuteremo eventuali daspo nei confronti di chi si è reso protagonista dei disordini».
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