Livorno, Elisabetta Iaccarino alla guida del comprensivo Brin: «I cellulari in classe non saranno un problema: ecco come»
La nuova preside di via Sardegna: «A Calcinaia stavano chiusi in una valigetta. Incentrerò tutto su lavoro di squadra, dialogo e progetti»
Livorno Quattro anni alla guida del comprensivo Martin Luther King di Calcinaia, dieci anni passati in quartieri a rischio della sua Napoli. Elisabetta Iaccarino è la nuova dirigente dell’istituto comprensivo Brin, in quella città dove vive con la famiglia da 4 anni. «Sto vivendo un turbinio di emozioni: lascio una scuola dove il dialogo e il lavoro di cooperazione e leadership condivisa aveva dato grandi risultati in termini di progetti e attività scolastiche, grazie ad un corpo docenti e scolastico con cui avevamo costruito un grande team», racconta quello che è stato Iaccarino. E dà il segno di quello che vorrebbe costruire anche nel nuovo istituto con sede in via Sardegna. È una dirigente che ha ben chiare le sue priorità. «Cercherò di costruire una squadra per procedere al meglio».
Appena entrerà in servizio il 2 settembre ha già predisposto un giro per i vari plessi per valutarne gli spazi, le questioni legate alla sicurezza. E soprattutto per farsi conoscere.
«La conoscenza dell’ambiente scuola al primo posto, e poi improntare relazioni corrette con stakeholder, enti, corpo docente e tutto il mondo scolastico che vi ruota intorno». Il suo è un occhio attento all’inclusione: «Gli allievi con bisogni speciali sono sempre più numerosi e le scuole devono saper accogliere».
Accoglienza, dialogo, sicurezza, progettualità: «Darò continuità ai progetti legati al Pnrr cominciati dalla dirigente Miranda e sarà importante, come linee strategiche, anche revisionare i documenti principali della scuola in un piano di miglioramento, studiare bene gli atti di indirizzo: poi il resto si vede sul campo». Tema cellulari a scuola, patata bollente in molti casi. E spiega quel che aveva disposto alle medie a Calcinaia, d’accordo con consiglio di istituto e collegio docenti. «Alla prima ora i ragazzi mettevano i cellulari in una valigetta imbottita, conservata in un armadietto nelle classi: i telefonini venivano riconsegnati all’ultima ora». E ribadisce: «Era diventata un’emergenza, con continui provvedimenti: vedremo sul campo il da farsi al mio nuovo istituto. In ogni caso il primo anno servirà per l’osservazione e la preparazione: in questo campo la mia linea è chiara».
All’ultimo anno dell’infanzia e alla primaria, invece, in accordo col Comune di Calcinaia venivano consegnati agli alunni anche dei diari: «Non solo il registro elettronico ma anche abituare i bambini a scrivere: mi piacerebbe farlo anche qui».
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