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Livorno, pronto soccorso: boom di accessi. Il primario: «La metà non ne ha bisogno». Il giorno più critico? Non è nel week-end

di Claudia Guarino

	L’ingresso del pronto soccorso di Livorno (Foto d’archivio)
L’ingresso del pronto soccorso di Livorno (Foto d’archivio)

Luca Dallatomasina: «A luglio anche picchi di 230 ingressi al giorno». L’elenco dei casi che potrebbero essere trattati dai medici di famiglia

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LIVORNO. Una volta arrivato il paziente al triage, il personale di turno assegna un codice di priorità. I gravissimi passano subito. Mentre i vecchi codici verdi arrivano ad aspettare anche un’ora e mezzo. Anche perché il fatto che «il 50% degli accessi sia da considerarsi improprio» non aiuta a rendere più scorrevole una situazione di ingressi che, al pronto soccorso, è di nuovo in fase boom. «Per quanto riguarda il mese di luglio siamo già a duecento accessi in più rispetto allo scorso anno». A spiegare com’è la situazione è il dottor Luca Dallatomasina, primario del pronto soccorso di Livorno, che è chiaro: «Le forze nuove che stanno per arrivare non bastano, continueremo ad essere a corto di medici». Ma andiamo con ordine.

«230 accessi in un giorno»

Nei pronto soccorso è fisiologico che gli ingressi aumentino durante il periodo estivo. Questo accade sia perché le persone stanno più tempo fuori casa sia perché c’è un maggior afflusso di turisti. E questo tendenzialmente avviene ogni anno, ma nell’anno in corso – stando ai numeri – in misura superiore. «A luglio – spiega il primario – siamo già a 200 pazienti in più rispetto all’anno scorso. E viaggiamo su una media di circa 200 accessi al giorno, con picchi che arrivano anche a 220/230 in certi giorni». Il giorno più critico? «Il lunedì. È così da sempre, non so esattamente il perché». E a varcare la soglia della struttura sanitaria sono pazienti di tutti i tipi. «Ci sono per esempio persone che arrivano con problemi respiratori o cardiocircolatori, come li vediamo nell’arco di tutto l’anno. Notiamo invece che ad essere aumentati sono i traumi, perché le persone si muovono di più per esempio in motorino, i malori dovuti a caldo, disidratazione e i cali di pressione». C’è chi arriva al pronto soccorso a bordo di un’ambulanza e chi, invece, opta per raggiungere la struttura per conto proprio.

Tempi d’attesa

I gravissimi (i vecchi codici rossi) «vengono trattati immediatamente – spiega il primario – e per loro l’attesa è zero». I vecchi codici gialli (quindi casi di media gravità) «vengono invece visti entro un quarto d’ora dall’arrivo, mentre per i codici minori le attese aumentano. E un codice 3 può arrivare ad aspettare anche un’ora e mezzo». Ed esiste un motivo per cui accade una cosa del genere. «Ci sono molti accessi impropri. Queste persone entrano nel processo, devono essere visitate e determinano, a cascata, un aumento dei tempi di attesa per tutti».

Accessi impropri

Dallatomasina spiega che «un 50% degli accessi impropri. Si parla, per esempio, di persone che hanno un dolore persistente da qualche giorno, punture di insetti o dermatiti». Insomma, tutti casi che potrebbero essere trattati dai medici di famiglia. Anche perché al pronto soccorso «mancano medici» e quelli presenti sono spesso sottoposti a iper lavoro. L’Asl Toscana nord ovest ha comunicato che, per far fronte a questa situazione, dal primo di agosto saranno assunti alcuni nuovi specializzandi e che per il pronto soccorso di Livorno ne sono stati previsti sette. «Certamente sono una boccata d’ossigeno – dice il primario – e anche se alcuni lavoravano già all’interno della struttura saranno stabilizzati e questo è un bene. Ma, nonostante l’innesco di nuove forze sia una buona notizia, è chiaro che i medici non sono ancora in numero sufficiente». Concetto, questo, che del resto è stato espresso dalla stessa Azienda, che si è mossa per trovare una soluzione e garantire tutti i servizi. A Livorno, ma soprattutto egli ospedali della provincia dove la carenza di personale, in proporzione, è anche superiore.

Stato d’agitazione

Cosa di cui sono consapevoli anche i sindacati. Tanto che il Fials ha dichiarato lo stato d’agitazione mentre il sindacato Fsi-Usae ha indetto uno sciopero di 48 ore dalle 21 di martedì 23 luglio alle 21 di giovedì 25 luglio indirizzato a tutti i dipendenti dell'Azienda Usl Toscana nord ovest del comparto e della dirigenza. L’Asl fa sapere che saranno comunque garantiti tutti i servizi minimi essenziali previsti per il settore della sanità e, per quanto riguarda le attività connesse all’assistenza diretta ai degenti, sarà data priorità alle emergenze e alla cura dei malati più gravi e non dimissibili. A tal proposito l’Asl ricorda che tra i servizi minimi essenziali comprendono, tra le altre cose, «il pronto soccorso e servizi afferenti legati a problematiche non-differibili della salute dei cittadini ricoverati (turni dei reparti) e non. Di conseguenza anche il personale tecnico per la preparazione dei pasti e degli altri servizi di base».

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